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04/10/2011 - Cuneo - Economia

ALBA - Al via la rassegna di incontri culturali promossa da Confindustria Cuneo

ALBA - Al via la rassegna di incontri culturali promossa da Confindustria Cuneo

Un’avvincente tavola rotonda tra i relatori intervenuti e un partecipato dibattito con il numeroso pubblico in sala, hanno contraddistinto, venerdì scorso 30 settembre presso la Cantina Monsordo Bernardina della famiglia Ceretto ad Alba, la presentazione del libro di Edoardo Nesi “Storia della mia gente. La rabbia e l’amore della mia vita da industriale di provincia” (vincitore del Premio Strega 2011), primo appuntamento della rassegna di incontri culturali promossa da Confindustria Cuneo dal titolo programmatico “Interpretare il cambiamento”.



Ben coordinati dal capo redattore de “La Stampa” di Cuneo, Gianni Martini, tutti gli intervenuti hanno potuto portare il loro contributo al dibattito, pur partendo da posizioni e da approcci anche molto distanti. Lo spunto fornito dal libro di Nesi, che racconta la fine del distretto tessile di Prato con l’arrivo della globalizzazione e della concorrenza cinese, infatti, ha dato modo ai relatori di fornire al pubblico uno spaccato realistico e non retorico della situazione delicata che si trova a vivere l’industria tessile italiana. Se da una parte l’imprenditore-scrittore Edoardo Nesi ha ribadito la sua forte critica alla politica e all’economia, colpevoli di aver presentato la globalizzazione come la panacea di tutti i mali e di aver a lungo inneggiato all’apertura nei mercati, dall’altra l’imprenditore tessile e vice presidente di Confindustria Paolo Zegna ha sottolineato come gli effetti positivi della globalizzazione devono essere valutati nel medio e lungo periodo, schierandosi di fatto a favore di un approccio meno protezionista e più liberista. Su posizioni analoghe si è espresso anche Giuseppe Prezioso, membro del Comitato di Presidenza di Sistema Moda Italia, pur limitando la propria analisi all’abbigliamento e non a tutto il settore tessile. Più equidistante la posizione dell’economista della Bocconi Giuseppe Berta, che ha insistito nel sottolineare come il libro di Nesi non vada letto come un trattato di economia, ma come un’opera letteraria e che la globalizzazione deve essere valutata in una prospettiva storica meno legata alla difficile situazione contingente.


“La competizione globale – ha detto nel suo intervento introduttivo Nicoletta Miroglio, presidente di Confindustria Cuneo – è un sommovimento che colpisce inesorabilmente i nostri settori a basso valore aggiunto e ad alta intensità di lavoro. Non potendo competere sui costi, il nostro futuro va ricercato, necessariamente, nelle cose in cui siamo più bravi, perché abbiamo più storia, più idee, più creatività, più know how e dunque più esperienza. A queste qualità dobbiamo aggiungere il coraggio. Avere coraggio significa rifuggire da ciò che è facile, da ciò che è comodo, dagli alibi, dalla lamentela o, ancora, dalle accuse rivolte al destino, agli altri o alle imprese. Il coraggio non sta nelle nuove idee, ma nella forza di lasciare quelle vecchie. Ciò significa cambiare ciò che deve essere cambiato nel nostro modo di pensare, nella nostra vita, nel nostro lavoro, nelle nostre aziende, nel nostro Paese, e nella nostra comunità. Questo è quello che ciascun di noi è chiamato a fare”.

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