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05/01/2021 - Palestro e Alta Lomellina - Cronaca

ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA – La Sentenza della Corte di Giustizia Europea sui limiti delle polveri sottili PM10 include la provincia di Pavia

ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA – La Sentenza della Corte di Giustizia Europea sui limiti delle polveri sottili PM10 include la provincia di Pavia

Dal 2008 l’Italia supera sistematicamente i valori limite giornalieri in 27 zone tra cui la Pianura Padana, (IT0310) pianura ad alta urbanizzazione B, inclusa quindi la provincia di Pavia, i cui comuni non hanno rispettato l’obbligo sancito dalle direttive UE per un’aria più pulita in Europa. 

E così il 10 novembre 2020 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per avere più volte superato i valori limite per le polveri sottili PM10, fissati dalla Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria.
Condannata per  essere venuta meno, in maniera sistematica e continuata, agli obblighi derivanti dal combinato disposto dell’articolo 13 della direttiva 2008/50 e dell’allegato XI di quest’ultima, dal 1º gennaio 2008 fino al 2017”.

Nelle zone interessate dal ricorso – rimarca la Corte di Giustizia – si trovano i più grandi agglomerati d’Italia, i quali contano diverse decine di milioni di abitanti. Ignorare tale circostanza si risolverebbe nel violare gli obiettivi perseguiti dalla direttiva 2008/50, segnatamente quello della protezione della salute umana e dell’ambiente nel suo complesso ee ancora garantire un’aria più pulita serve al fondamentale interesse di tutelare la salute delle persone e il margine di manovra delle autorità competenti dovrebbe conformarsi a tale imperativo”.
La condanna è così il risultato di avvertimenti da parte dell’UE a cui l’Italia non ha mai risposto con l’adeguato impegno a ridurre in modo significativo le emissioni. Ci ricorda la sentenza che in caso di superamento dei valori limite dopo il termine previsto per la loro applicazione, lo Stato membro interessato è tenuto a redigere un piano relativo alla qualità dell’aria che risponda ai requisiti della direttiva europea e prevedere “misure adeguate affinché il periodo di superamento di tali valori limite sia il più breve possibile”.

Nel frattempo il Consiglio Europeo ha previsto nuovi limiti alle emissioni nazionali (National Emission Ceiling) con una riduzione dei massimi consentiti in due fasi (a partire dal 2020 e dal 2030) per il PM2,5 e i principali precursori del particolato secondario (SO2, NOx, NMVOC, NH3). L’adozione delle misure necessarie per raggiungere gli obiettivi di medio e lungo termine potrà determinare un significativo miglioramento della qualità dell’aria e un avvicinamento ai valori guida dell’OMS.
Ma l’Italia è ben lontana se, come testimoniano i dati pubblicati da Ispra nel novembre 2020 (Stato dell’Ambiente - XIV Rapporto (2018)) l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato che in Italia, nel 2015, vi sono state 60.200 morti premature attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM2,5, 20.500 all’NO2 e 3.200 all’O3. Totale 83.900 morti premature.

In provincia di Pavia abbiamo uno scenario di danni alla salute provocato dalla “cattiva” aria preoccupante ma pur parlandone spesso nessun amministratore si adopera per monitorare adeguatamente la situazione e esigere un cambiamento che può partire dall’adozione di diverse misure. Per citarne una, ad esempio, la riduzione delle emissioni degli impianti industriali dovrebbe partire dall’obbligo di adozione in fase autorizzativa o di revisione delle autorizzazioni delle migliori tecniche per il controllo degli inquinanti.
Notiamo invece una diffusa noncuranza che porta a non cambiare nulla se non continuare a contare un numero troppo alto di tumori, di malattie cardiovascolari e di morti premature. Fino ad oggi sono stati adottati solo palliativi. Tra questi un Piano regionale per l’aria (PRIA) inadeguato. Per quanto tempo ancora intendiamo sopportare una situazione malata a tal punto da essere stata considerata da molti studi scientifici il veicolo che ha permesso la diffusione del Covid-19?
E mentre in Italia il Ministro dell’Ambiente Costa liquida la sentenza della Corte di Giustizia europea dicendo che “non coglie di sorpresa visti i dati su cui è basata, che sono incontrovertibili alla prova dei fatti. Dati che, benché si fermino al 2017, indicano un problema che purtroppo non è ancora risolto”, in Gran Bretagna l’Alta Corte di Giustizia inglese ha emesso una sentenza storica stabilendo che una ragazzina tredicenne Ella Adoo-Kissi è morta ufficialmente per inquinamento atmosferico.
Quando anche in Italia il diritto alla vita, correlato al diritto alla salute, che nella nostra Costituzione deve essere tutelato dagli amministratori pubblici, verrà sancito dai nostri tribunali non vorremmo trovarci nei panni di chi ancora oggi a tutti i livelli ci amministra con molta leggerezza e talvolta incompetenza.


Alda La Rosa
- Associazione Futuro sostenibile in Lomellina

Redazione di Vercelli

 

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