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27/01/2014 - Vercelli Città - Economia

BANCHE - L’ultima trovata delle banche per tosare la pecora indigna l’On. Luigi Bobba: il Governo intervenga per rimediare alla "Commissione per l’istruttoria veloce" - Il cittadino impoverito e impotente

BANCHE -  L’ultima trovata delle banche per tosare la pecora indigna l’On. Luigi Bobba: il Governo intervenga per rimediare alla "Commissione per l’istruttoria veloce" - Il cittadino impoverito e impotente
Luigi Bobba
In caso di sconfinamento del proprio conto corrente bancario gli unici oneri applicabili secondo la normativa introdotta nel luglio 2012 sono un tasso di interesse sull’ammontare dello sconfinamento e la CIV, ovvero la Commissione di Istruttoria Veloce.

Infatti, la banca, per permettere all’utente di sconfinare, svolge una serie di attività interne, dette “di istruttoria” (ad es., accesso alle banche dati, ricerche sul cliente), che vengono retribuite  con l’addebito della CIV). Vi sono comunque casi in cui la CIV non è dovuta: quando lo sconfinamento è inferiore o pari a 500 euro, per un massimo di 7 giorni, quando si è creato per effettuare un pagamento a favore della banca (ad es., pagamento mensile delle competenze) o quando lo sconfinamento non c’è stato perché la banca non lo ha autorizzato.

Uno studio dell'Università Bocconi di Milano,  prendendo in esame sette fra i principali istituti bancari operanti in Italia, ha dimostrato che sconfinare per un solo giorno di 501 euro costa in media 33,10 euro, con una punta di 50,25 euro al Monte dei Paschi di Siena, seguito da Unicredit con 50,23 euro.

Per dieci giorni, la spesa è invece 35,31 euro nella media delle sette banche e 52,55 euro nella punta ancora per Mps.

Se invece si sconfina di mille euro si spendono in media 33,34 euro per un solo giorno e 37,76 euro per dieci giorni. Per Mps e Unicredit, per un solo giorno di buco chiedono rispettivamente 50,51 euro e 50,46 euro, e per dieci giorni 55 euro ciascuna. Invece Banca Intesa ha scelto di non applicare la Civ, optando per un tasso d’interesse nominale molto alto.

Un cittadino mi ha segnalato che la Banca Unicredit, anche a fronte di un assegno versato e già in valuta, calcola ugualmente la CIV, in quanto considera la disponibilità dell’importo dell’assegno con due giorni di ritardo rispetto alla data in cui viene acquisito in valuta; risulta infatti che la CIV, nel caso di specie, abbia una data contabile del 19 giugno, il versamento dell’assegno a copertura del doppio del passivo sia stato fatto il 13 giugno con valuta 18 giugno. Non solo: in questo caso su un passivo di 228,19 è stato applicato una CIV di 50 euro, pari quindi a circa un ¼ del debito.

Dal momento che ritengo che la particolare situazione economica delle famiglie e delle imprese italiane è ulteriormente compromessa dall’applicazione della CIV, per questo ho presentato un’Interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Economia e delle Finanze chiedendo loro di verificare l’eventuale distorsione dell’applicazione della CIV (anche alla luce dei criteri Basilea 3) e di porre in essere le necessarie misure per non aggravare la già difficile situazione economica delle famiglie italiane.

On. Luigi BOBBA Deputato PD  Commissione Bilancio


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