VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Cuneo
Meteo.it
Borsa Italiana
giovedì 9 dicembre 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
09/05/2011 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

CANALE CAVOUR – Al Teatro Civico di Vercelli la Storia, “tutto e solo di braccia e di badile”

CANALE CAVOUR – Al Teatro Civico di Vercelli la Storia, “tutto e solo di braccia e di badile”
La locandina dello Spettacolo

(pda) Teatro Civico stracolmo ed attento -domenica sera 9 maggio- per “Canale Cavour ... tutto e solo di braccia e di badile”, promosso dall’AIOS Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia in collaborazione con Comune di Vercelli, Regione Piemonte, Fondazione BPN, Fondazione CRT. Un viaggio attraverso le vicende di tre personaggi che intrecciano le loro vite intorno ad un' opera, ancor oggi esempio di lavoro, fatica ed ingegno e che ha rivestito un ruolo decisivo nelle sorti e nella Storia dell’Unità italiana – basti ricordare l’allagamento che lasciò con il fango ai piedi il generale Giulay e le sue truppe –oltre ad imprimere tribolazioni, fama, nome ai protagonisti narrati dalla sempre brava Lucilla Giagnoni, una delle protagoniste di quel teatro di narrazione che da tempo riempie i teatri e lucida la memoria di chi si avvicina con curiosità ed interesse alle vicende di uomini e donne tanto grandi da lasciare un segno, talora nascosto dalla polvere del tempo. I tre personaggi sono Francesco Rossi, Carlo Noè e Camillo Benso di Cavour. Un inventore di canali, il Rossi, originario di Scavarda di Vinzaglio, agrimensore ed accordatore di acque nel racconto del figlio Antonio - autore qualche anno dopo la morte del padre - d’un pamphlet d’accusa. La storia del Rossi che si scontra con Cavour -  inquietato dall’idea di vedersi le terre di Leri divise in due parti dal progetto del vercellese- e viene ridotto in miseria, sostituito dal Noè, capace ed unico a prendere la gloria d’un opera ultimata dopo la morte dello stesso Cavour. La vedova Rossi alla fine dell’impresa riceverà per indennizzo ben poca cosa rispetto a quanto incassato dal Noè. Il percorso storico raccontato ha tenuto la platea attaccata fino in fondo alle vicende che si dipanano attraverso la scenografia essenziale, uno schermo che si trasforma in qualche tratto in parete per ombre cinesi dove la Giagnoni si trasforma in novello e mozartiano Figaro. Bellissima l’idea e la realizzazione di Francesco Brugnetta in uno spettacolo ben congegnato, dove prende forma, nello scorrere del tempo, quella parte d’Italia descritta qualche decennio prima da Arthur Young in “Travels in France and Italy” fatta di poche terre irrigate ed assai depresse, poi trasformata nelle sensazioni dello spettatore per la costruzione d’un opera geniale, il Canale Cavour, e costruita da un  pacifico esercito di braccia, badili, mattoni e argilla in tre anni, dal giugno del 1863 all’aprile del 1866, pensata già molti anni prima nella mente, nei disegni di Francesco Rossi. Preziosa, oculata, attenta la collaborazione di Enrico Terrone, belle le luci fluide di Massimo Violato, le immagini evocative di Manuele Cecconello, la musicazione live, il  djset di Noego e le interviste docusound di Matteo Bellizzi che danno voce agli acquaioli e a chi costantemente tiene in vita il Canale ancor oggi, più d’ottanta chilometri di tracciato che passa attraverso la piana.



 


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
CuneoOggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020- Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@cuneooggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it