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05/07/2011 - Regione Piemonte - Economia

COLDIRETTI PIEMONTE - Concessioni irrigue, la revisione della norma regionale e’ un’occasione da non perdere

COLDIRETTI PIEMONTE - Concessioni irrigue, la revisione della norma regionale e’ un’occasione da non perdere
Paolo Rovellotti

La recente disciplina a livello nazionale volta a semplificare le procedure per la realizzazione di impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile, compresa quella idroelettrica, rende necessaria una modifica del decreto regionale vigente in materia di autorizzazione dei prelievi idrici, sia dei corsi d’acqua superficiali che degli acquiferi profondi.



Nei prossimi mesi, la regione Piemonte dovrà adeguare la propria normativa alle indicazioni fornite dal governo,  con una revisione del D.P.G.R. n. 10/R/2003 ed in tal senso ha già avviato la consultazione con le forze sociali.


«Le modifiche da apportare al decreto - dicono a  nome di Coldiretti Piemonte, Paolo Rovellotti, presidente, e Bruno Rivarossa, direttore -  non devono limitarsi ad un semplice allineamento normativo,  ma introdurre una serie di semplificazioni utili per uno sviluppo ambientalmente compatibile dell’agricoltura,  in linea con le opportunità che vengono offerte dalla Green Economy».


«In particolare – continua Rivarossa – è indispensabile snellire e semplificare le procedure attinenti all’utilizzo idroelettrico dei prelievi per uso agricolo, qualora le richieste siano presentate da coloro che siano già titolari dell’autorizzazione e non siano previsti incrementi dei prelievi».


«Guardando alla disciplina attuale -  aggiunge Franco Parola, Responsabile Servizio Ambiente e Territorio di Coldiretti Piemonte - va agevolata sotto il profilo procedurale e sostanziale la procedura di chiusura e successiva riapertura di un pozzo per il quale venga accertata l’interconnessione tra falda freatica e falda confinata, con la sostanziale modifica dell’art. 27 co. 8. Un altro passo indispensabile è la modifica all’art. 3 del decreto per equiparare la tipologia ‘zootecnico’ a quella ‘agricolo’ poiché  l’impresa zootecnica è azienda agricola sotto ogni profilo, da quello tecnico e gestionale operativo, a quello economico e non c’è motivo alcuno perché debba sostenere maggiori costi».


 


 

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