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06/03/2019 - Regione Piemonte - Economia

COME CAMBIA L'UNIVERSO DEL LAVORO AL FEMMINILE - Più attenzione all'imprenditoria giovanile, mentre cresce il numero delle Dirigenti - Oggi in Ascom lo studio che racconta la donna protagonista dell'Impresa

COME CAMBIA L'UNIVERSO DEL LAVORO AL FEMMINILE - Più attenzione all'imprenditoria giovanile, mentre cresce il numero delle Dirigenti - Oggi in Ascom lo studio che racconta la donna protagonista dell'Impresa

 

Popolazione femminile in crescita, grazie alla componente straniera

Sono 360.684 le donne residenti in Piemonte Nord nel 2018 (area costituita dall’insieme delle province di Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli), che costituiscono il 51,4% della popolazione. La quota rosa, che risulta leggermente superiore alla media italiana, mantiene la stessa distribuzione anche in Regione (2.252.255 donne residenti). Rispetto allo scorso anno si registra un leggero calo del -0,4%, con un’incidenza particolare nella provincia di Vercelli (-0,9%).

L’andamento della popolazione femminile nell’ultimo decennio ha visto un calo molto contenuto, in prevalenza grazie all’afflusso di donne di origini straniere (la popolazione straniera nelle tre province in analisi proviene in primis da Marocco, Romania, Albania e Ucraina – solo nel VCO), giunte nel nostro Paese per ragioni lavorative o legate ai ricongiungimenti familiari (+48,7%). Nell’ultimo anno la variazione registrata è in crescita del +1,9%, anche se la quota di residenti nazionali resta superiore al 90%. È la provincia di Novara a dare l’apporto maggiore alla crescita, con una variazione assoluta di +281 residenti straniere, seguita da Verbano Cusio Ossola con circa la metà (+126 residenti straniere) ed infine Vercelli con solo 17 residenti in più.

Riguardo alle classi d’età, la componente maggiore è quella degli adulti tra i 30 e i 69 anni, con una quota del 54,1%. L’altra metà della popolazione si suddivide tra giovani fino ai 29 anni (24,4%), che rispetto allo scorso anno calano del -0,7% (dinamica in decrescita da ormai un decennio), e donne anziane con oltre 70 anni (21,5%), in crescita del +1,1% (anche in questo caso tendenzialmente in linea con la crescita del +8,5% dal 2008 al 2018).

La variazione negativa del tasso di natalità, l’aumento della speranza di vita (le donne vivono in media quasi quattro anni in più degli uomini e, rispetto a 10 anni fa, quasi 2 anni in più) hanno contribuito ad accrescere il processo di invecchiamento della popolazione femminile. L’indice di vecchiaia (ovvero il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni), più elevato rispetto alla media Regionale (e molto al di sopra del dato italiano), passa nel Piemonte Nord da 248,5% nel 2017 a 252,2% nel 2018. Ci sono 252,2 anziane ogni 100 giovani. La provincia di Novara riscontra un’incidenza leggermente minore dell’indice (210,6%), al di sotto della media regionale e territoriale, al contrario delle province di Verbano Cusio Ossola (268%) e Vercelli (278%). I valori risultano in crescita rispetto allo scorso anno.

Il profilo demografico femminile finora descritto si riflette ampiamente sul mercato del lavoro, dove si evidenzia un elevato grado di invecchiamento della popolazione femminile in età lavorativa. Rispetto allo scorso anno, gli indici strutturali della popolazione aumentano. L’indice di struttura della popolazione attiva, ovvero il rapporto percentuale tra la parte di popolazione in età lavorativa più anziana (40-64 anni) e quella più giovane (15-39 anni), risulta pari a 164,6% nel Piemonte Nord, un valore questo superato dalla provincia di Vercelli (174,8%) e dalla provincia del Verano Cusio Ossola (171,3%).

Ulteriore riscontro si ritrova nell’indice di ricambio della popolazione attiva, il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (60-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-19 anni). In Piemonte Nord, nel 2018, l’indice risulta pari a 166,5%. Considerando che la popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100, ciò significa che in futuro risulterà più difficile il ricambio generazionale.

Nonostante la maggior presenza femminile, sotto i 55 anni di età, in Regione, la disoccupazione femminile (11,3%) è mediamente più elevata di quella maschile (8,4%). Dal 2017 si assiste ad un ulteriore calo dell’occupazione. Verbano Cusio Ossola è la provincia con la maggior occupazione femminile giovanile under 30, quasi il 32%, e presenta tassi di disoccupazione inferiori di quasi quattro punti percentuali rispetto alla regione, in notevole diminuzione rispetto all’anno precedente. Anche Novara (30,4%) registra valori occupazionali superiori al tasso medio regionale (27,7%), che rimangono in linea con quelli del 2017. Vercelli registra un tasso di occupazione femminile giovanile del 21%, decisamente in diminuzione rispetto alla precedente annualità e al di sotto della media regionale.

Progressivo invecchiamento della classe imprenditoriale, ma continuo rafforzamento dei ruoli dirigenziali

Sulla base dei dati raccolti dalle Camere di Commercio piemontesi, il peso imprenditoriale femminile del Piemonte Nord risulta pari al 29,3% e rimane stabile rispetto alle ultime due annualità analizzate nei precedenti rapporti. Nel 2018, le 22.891 imprenditrici sono attive per il 6,5% nel primario (in calo del -1,7% rispetto al 2017) e per il 17,7% nel secondario (in aumento del +0,4% rispetto al 2017).

Sono ben 17.348 le imprenditrici che operano nel terziario, quasi il 76% del totale delle donne al comando di attività d’impresa nel totale dell’economia del Piemonte Nord. Ci si riferisce prevalentemente a donne di un’età compresa tra i 30 e i 69 anni (85%) di origine italiana (90,7%). Rispetto al 2017 e come già evidenziato lo scorso anno, si continua ad assistere ad una leggera diminuzione delle imprenditrici italiane a fronte di un aumento di quelle straniere (+3,6%), provenienti prevalentemente da Paesi extra UE. Tale crescita si registra in tutte e tre le province che compongono il Piemonte Nord.

A conferma del quadro demografico descritto precedentemente, anche nel 2018 prosegue l’invecchiamento della classe imprenditoriale, con un aumento del +4,5% delle over 70 e una diminuzione del -4% delle giovani sotto i 30 anni.

Continuando l’analisi dello scenario imprenditoriale terziario, che vede solamente le attività dei servizi in leggera crescita rispetti al 2017 (+0,6%), si evince come la maggior parte delle imprenditrici (45,2%) operi per l’appunto nei servizi, seguita dal commercio per il 34,5% e per il restante 20,3% dal turismo.

Le donne alla guida delle imprese terziarie del Piemonte Nord, nel 2018, ricoprono per più del 70% cariche quali titolari e amministratrici. Diminuisce il ruolo della componente femminile come socia, mentre si rafforza la posizione con ruoli dirigenziali.

Aumentano le forme contrattuali parasubordinate, mentre diminuisce la somministrazione

Anche nel 2018 la metà dei lavoratori dipendenti assunti nel Piemonte Nord è donna (49%), di cui più dell’80% impiegato in imprese del terziario, ad ulteriore dimostrazione del sempre più attivo ruolo della donna nel mercato del lavoro e dell’importanza che continuano a rivestire i temi sociali collegati a questo. Molto similare la composizione provinciale.

Delle 50.962 assunzioni femminili l’1,4% riguarda il primario, settore in crescita rispetto al 2017 (in particolare nel Verbano Cusio Ossola e a Vercelli), il 17,1% è impiegato nel secondario, mentre l’81,5% nel terziario.

Sia il primario che i servizi vedono un aumento dei posti di lavoro occupati da donne rispetto al 2017, con variazioni rispettivamente del +14,2% e del +1,2% (grazie all’apporto della provincia di Novara, +2,9%).

Nel terziario la quota rosa raggiunge il 58,1% delle nuove assunzioni. Le 41.557 dipendenti (35.677 italiane e 5.880 straniere) sono impiegate nei servizi per il 56,1%, nel turismo per il 30,3% e nel commercio per il 13,6%. Nonostante la contrazione del sistema economico e a conferma della vivacità del mercato del lavoro femminile nelle province di Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, nella maggior parte dei comparti del terziario il flusso di assunzioni femminile è aumentato rispetto al 2017. Negativa la variazione del commercio con il -10,1%, solamente un +1% per i servizi, ma buono l’aumento del turismo con il 7,5% in più di nuovi posti di lavoro occupati da donne.

Per quel che riguarda la nazionalità, le tendenze registrate nel corso del 2018 in Piemonte Nord si discostano completamente da quelle regionali: mentre in Piemonte aumenta la quota di lavoratrici straniere e diminuisce quella nazionale, nell’area in esame accade l’esatto contrario, ovvero diminuisce la richiesta di lavoratrici straniere (-0,2%), in modo particolare di quelle provenienti dai Paesi UE. La provincia di Novara segue invece l’andamento regionale, con un flusso in crescita di lavoratrici straniere del +6,2%.

Nel 2018 si assumono prevalentemente donne con un’età compresa tra i 30 e i 49 anni (19.151 assunzioni, +1,7% rispetto al 2017, in particolar modo nella provincia di Novara), ma a crescere di più rispetto al 2017 (+4%) è la richiesta di senior con un’età superiore ai 50 anni (in modo particolare nella provincia del Verbano Cusio Ossola), che arrivano a coprire il 18% delle assunzioni. In diminuzione le under 30 (-0,9% rispetto al 2017), rappresentanti il 35,9% dei nuovi posti di lavoro. Quasi il 70% delle forme contrattuali terziarie è riconducibile al tempo determinato (49,7%) e alla somministrazione (16,5%).

Rispetto al 2017, si assiste ad una diminuzione delle posizioni part-time, 20.126 contratti (-6,1%), rispetto a quelle full-time, 21.431 contratti (+9,1%).

La flessibilità continua ad essere un elemento importante richiesto dalle aziende del Piemonte Nord, che vedono aumentare le forme parasubordinate di lavoro dipendente (collaborazioni coordinati e continuative, lavoro occasionale, lavoro autonomo nello spettacolo e contratti di agenzia), con una variazione positiva del +77,7%.

In controtendenza rispetto al 2017, calano i contratti domestici e a domicilio (-5,6%) e, in modo particolare, la somministrazione (-21,6%, a causa principale della diminuzione dei contratti part-time); in aumento il tempo indeterminato (+19,3%).

Nel 2018 è ancora forte la domanda di figure professionali assistenziali, legate al mondo del sociale, dell’accoglienza e dell’Istruzione (soprattutto elementare), nonostante si evidenzi un calo nelle assunzioni di badanti (-5,4%) e degli addetti a servizi di pulizia (-11%), figure che avevano assistito ad una forte crescita nel 2017.

Terziario: sempre più rosa, ma è richiesta più attenzione alla componente giovanile

Il terziario continua a rappresentare lo sbocco principale per la componente femminile: in crescita le imprenditrici straniere e quelle over 70, a testimonianza del fatto che il progressivo invecchiamento della componente femminile, non frena le donne nel mercato del lavoro, che addirittura vedono la percentuale di disoccupazione inferiore rispetto a quella maschile dopo i 55 anni. La parità di genere nelle assunzioni dipendenti continua ad essere confermata anche nel 2018. Sempre più, il genere femminile risponde alle esigenze occupazionali del territorio:

nella provincia di Vercelli diminuiscono sia le imprenditrici che le lavoratrici straniere e aumentano le assunzioni di donne di età superiore ai 50 anni; si assume maggiormente nel settore turistico, anche se la specializzazione riguarda prevalentemente i servizi, in particolare nell’ambito del sociale;

nella provincia di Novara aumentano sia le imprenditrici che le lavoratrici straniere, in modo particolare nella fascia d’età tra i 30 e i 49 anni; importante la crescita del settore turistico, ma anche dei servizi, i cui nuovi posti di lavoro contribuiscono in modo determinante alla tendenza positiva registrata nel settore nel complesso del Piemonte Nord;

nella provincia del Verbano Cusio Ossola la componente estera aumenta nelle imprenditrici diminuisce nelle lavoratrici; si registra il maggior incremento delle assunzioni femminili sopra i 50 anni di età e si assume principalmente nel settore turistico, anche se l’area si dimostra particolarmente specializzata nei servizi, in particolare nell’ambito del sociale.

 

Emerge un nodo critico, ovvero quello della componente giovanile: è necessario riflettere maggiormente sulle problematiche che ostacolano la nascita e lo sviluppo di nuove imprese femminili giovanili e anche l’assunzione quali dipendenti delle giovani con meno di 30 anni.

Considerando il fatto che le assunzioni in crescita riguardano donne con esperienza professionale e in età matura, ritorna il tema della formazione, soprattutto nel comparto turistico: il salto di qualità verso un sistema più qualificato richiama, anche quest’anno, una domanda di professionalità alla base della trasformazione in atto.

Progetto iTrend

Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord

a cura di

EconLab Research Network


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