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03/07/2018 - Vercelli Città - Enti Locali

COPERCHIO AL CENTRO NUOTO IN ALTO MARE - Mentre all'Enal si inizia il primo anno normale, dà forfait anche la terza Ditta per costruire la copertura mobile in Via Baratto - Ora, invece di insistere nell'errore, prevalga il buonsenso

COPERCHIO AL CENTRO NUOTO IN ALTO MARE - Mentre all'Enal si inizia il primo anno normale, dà forfait anche la terza Ditta per costruire la copertura mobile in Via Baratto - Ora, invece di insistere nell'errore, prevalga il buonsenso
La piscina Enal di Via Tasso a Vercelli -

Dunque – informa la Propaganda di Palazzo Civico – la piscina Enal apre.

 

Non pubblichiamo l’iperglicemico comunicato, perché il fatto che una piscina estiva apra il 3 luglio non è una notizia.

 

Lo è il fatto che sia chiusa fino al 2 precedente.

 

Abbiamo – doverosamente – fatto “un giro” a vedere.

 

Tutto ok.

 

I lavori eseguiti (poco più di un restiling, ma c’è) a carico del Comune, danno un’immagine gradevole.

 

Poca cosa rispetto al rifacimento completo del blocco spogliatoio e servizi realizzato e pagato (200 mila euro veri) dalla Società Gestel, nel 2008.

 

Ma le opere ci sono e si vedono.

 

Finalmente abbiamo visto a bordo vasca due Assistenti Bagnanti.

 

Come è giusto che sia, come le norme prevedono, come il buon senso suggerisce e, soprattutto, come la gente che paga il biglietto ha diritto di vedere: non dimentichiamo che, in caso di sinistro, se la vasca non è assistita dal numero giusto di Bagnini, questa mancanza può essere motivo per le Compagnie di Assicurazione di sottrarsi all’adempimento.

 

***

 

E’ anche vero che, con quello che il Comune tira fuori per sostenere il conto economico del Gestore (per 60 giorni, 38 mila euro) non ci sarebbero scuse.

 

Ma anche negli anni scorsi il Comune ha lautamente compensato il Gestore, che invece di bagnini ne metteva quanti ne aveva voglia.

 

Facevano quel che più a loro pareva e piaceva e nessuno controllava efficacemente.

***

 

Dunque si dimostra ( si sta dimostrando ) che le cose normali si possono fare.

 

Il nostro Giornale per almeno tre anni altro non ha fatto che chiedere cose normali, che si possono fare.

 

Chi ha tollerato e coperto quelle anormali si è assunto gravi responsabilità.

 

***

 

Così come si assume gravi responsabilità ora, chi non vuole arrendersi davanti all’evidenza.

 

Il “Coperchio” al Centro Nuoto è una cosa che non si può e non si deve fare.

 

Abbiamo sentito annunciare nelle scorse settimane che, dopo il default della Ditta aggiudicataria, la Asfalt di Torino, si era “scalata” la graduatoria: la seconda in classifica aveva rinunciato.

 

Si era passati alla terza.

 

Che, però, sarebbe dovuta subentrare praticando lo stesso ribasso di quella arrivata prima: il 18 per cento.

 

La terza ditta classificata aveva invece, praticato un ribasso del 6 per cento circa.

 

Come avrebbe potuto stare nei prezzi?

 

Una differenza del 12 per cento su un lavoro da 1,8 milioni di euro vuol dire un delta di oltre 200 mila euro.

 

Anche la terza ha rinunciato.


Stanno andando a cercare la quarta, un raggruppamento di imprese tra la Devivo Spa ed il Nuovo Civ di Vercelli

 

 

Che a suo tempo offrì un ribasso del 14,88 per cento e quindi ora forse potrebbe assumere il ribasso del 18 per cento (arrivò quarta in quanto prese meno punti nella parte qualitativa della proposta).

 

Vedranno loro.


Altro tempo che passa.

 

***

 

Sarebbe, questa,  la terza occasione d’oro che la Giunta avrebbe per cambiare strada, tornando a riflettere su cosa sia meglio fare.

 

Non soltanto se sia meglio ristrutturare l’immobile in muratura, piuttosto che coprire una vasca esterna con una struttura mobile.

 

A questa domanda la risposta logica è obbligata: è buona la prima.


Soprattutto, si restituisce al Consiglio Comunale la possibilità di discutere serenamente e seriamente sul futuro dell’offerta sportiva natatoria, mettendo a tema l’uso più utile e rispondente alle molteplici esigenze della città, dei tre stabilimenti natatori: Via Prati, Enal, Centro Nuoto.

 

Non è una scelta banale.


Fino ad ora la città (ma i 20 mila praticanti il nuoto sono, ovviamente, residenti anche nell’hinterland) è stata umiliata da una serie di scelte compiute mettendo avanti a tutto la presunzione e la furbesca intenzione di arrivare a tagliare un nastro prima delle elezioni amministrative del 2019.

 

Mai come in questo caso il diavolo ha fatto il… coperchio, ma non la pentola e sono proprio le piscine il fattore di rischio più importante che potrebbe vedere questa Amministrazione non tanto nella condizione di tagliare un nastro, quanto di dover tagliare la corda.

 

***

 

Ora, al contrario, si aprono ( si aprirebbero ) molteplici strade, tutte positive.

 

In primo luogo, la Giunta potrebbe praticare una revisione delle scelte sin qui adottate, senza per questo dovere rimetterci “la faccia”.

 

Per tanti motivi: il primo è che riconoscere le ragioni degli altri e meditare su scelte che, comunque, restano nel campo dell’opinabile, non è una cosa poco dignitosa.

 

Anzi, è una manifestazione di ragionevolezza che potrebbe solo impressionare bene tanto gli avversari politici, quanto i cittadini.

 

Il secondo è che il futuro del nuoto a Vercelli è comunque tutto da scrivere, ma in ogni caso uno sgorbio di vaschetta da (forse) nemmeno sei corsie e senza tribune vuole dire che mai si potranno fare gare.

 

E che, soprattutto, si sottrarrà comunque Utenza, poca o tanta, a qualsiasi struttura seria dovesse essere un domani messa in programma.

 

Di sicuro il “ripensamento” della Giunta sarebbe un segno non già di debolezza, ma di maturità e forza.

 

E – non sta a noi dirlo, ma abbiamo antenne per capirlo – è ovvio che scelte come queste, che proiettano risultati per almeno 30 – 40 anni, condizionano dinamiche e processi sociali estesi a migliaia di Utenti, non possono essere prese con il consenso di una minoranza dei Consiglieri Comunali.

 

Così avvenne il 3 aprile 2017 per il “Coperchio”, che – non si dimentichi – passò solo in quanto il Consigliere grillino Adriano Brusco fu assente per i sintomi di una virosi intestinale.

 

***

 

E’ del tutto verosimile, poi, che nessun rappresentante di buon senso dell’Opposizione potrebbe mancare di cogliere una siffatta volontà di dialogo manifestata dalla Giunta.

 

Sarebbe dovere di tutti partecipare ad una (breve, ma meditata) fase di “ri” progettazione del futuro dei tre impianti.

 

Sarebbe ben strano e difficilmente spiegabile il contrario.

 

Così come sarebbe altrettanto strano ed inspiegabile, da parte della Giunta, volere, invece, insistere sulla strada del “Coperchio”, ignorando i segnali che – ci si permetta l’enfasi – sembrano quasi indicati da una sapienza provvidenziale.

 

Sapienza desiderosa di ripristinare, anche, un dialogo necessario, senza che vi sia chi ha avuto ragione e chi ha avuto torto: semplicemente, nessun passo indietro da parte di nessuno, ma una oggettiva correzione di rotta dettata dagli eventi, perché siano la Città ed il mondo dello Sport a fare passi avanti.

 

Anzi, bracciate.

 

 

 

 

 

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