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24/11/2011 - Cuneo - Economia

CRISI EDILIZIA - I costruttori edili della Granda sono pronti ad entrare in azione

CRISI EDILIZIA - I costruttori edili della Granda sono pronti ad entrare in azione


Preoccupante calo della domanda, impennata dei tempi medi di pagamento, incessante problema di accesso al credito. È un grido d’allarme sempre più preoccupante quello lanciato ieri pomeriggio dai costruttori edili di Ance Cuneo, riunitisi per la prima volta, in 60 anni di storia, in assemblea straordinaria presso la sede di Confindustria Cuneo per fare il punto sulla drammatica crisi che sta vivendo il comparto e per mettere a punto un piano d’azione che possa risollevare le sorti delle imprese locali. 


“Siamo ad un livello di crisi insostenibile – ha esordito il presidente di Ance Cuneo, Filippo Monge -. Stiamo vivendo una situazione di gravità immane, ma la politica, che dovrebbe risolvere i problemi, non ci sostiene. È seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di nostre aziende. Ci sentiamo completamente abbandonati al nostro destino a causa di una totale assenza di programmazione economica e di investimenti sul territorio”. Una crisi, quella del settore edile, che trova fondamento in tre grandi problemi: in primis il crollo degli ordini (-70% negli ultimi due mesi), con un ammasso di imprese, anche fino a 250, che affollano i bandi di gara impedendo il generarsi di un sano criterio di competitività che permetta all’economia locale di rimettersi in moto, il tutto dovuto anche ad un rallentamento del processo decisionale, causa del secondo ‘male’ di cui soffre il comparto: l’appesantimento burocratico. Un ‘male’ che trova il suo apice nel ritardo dei pagamenti della committenza, giunto a 168 giorni per quanto riguarda gli enti pubblici. Ad ingigantire ancor di più la crisi è il terzo guaio che attanaglia le imprese, quello dell’accesso al credito, che impedisce di avviare programmazioni di lungo respiro potendo contare sugli istituti bancari.


“Il tempo dell’attesa è finito: è arrivato il momento di protestare – ha aggiunto la vice-presidente dell’Ance Cuneo, Marisa Tomatis -. Inizieremo a fare lobby per portare avanti le nostre istanze chiedendo un incontro con il Prefetto per una revisione del Patto di Stabilità che blocca gli investimenti delle amministrazioni pubbliche”. Assenza di dialogo e di aiuti sottolineata anche dall’altro vice-presidente, Alberto Fantino: “Gli enti locali, in un territorio in cui l’economia sopravvive grazie alle imprese, non hanno interesse affinchè le aziende continuino ad esistere. È un continuo giocare contro. È arrivato il tempo dell’azione”. Conclusioni affidate nuovamente al presidente degli edili, Filippo Monge: “Non possiamo più aspettare – ha concluso Monge -. A questo punto vorremmo che gli enti locali, quindi la Provincia e almeno i sette comuni capoluogo, le cosiddette ‘sette sorelle’, ci indichino cosa stanno facendo in una logica di pianificazione strategica territoriale, per attivare politiche di sviluppo economico sul territorio. Si smetta di tirare in causa il rispetto dei piani regolatori. Quanti investimenti hanno attivato negli ultimi anni? Chi hanno destinato? A chi hanno affidato questi incarichi? Gli oltre 3000 imprenditori edili della Granda attendono risposte affinchè l’edilizia possa restare un settore pregnante per la nostra economia”.


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