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16/01/2013 - Cuneo - La Posta

CUNEO - Alain Fissore: "Cuneo, città della Resistenza italiana e jugoslava"

CUNEO - Alain Fissore: "Cuneo, città della Resistenza italiana e jugoslava"
Il monumento della resistenza a Cuneo


 Il 10 febbraio si avvicina, e con esso si
avvicina anche la data che ricorda il giorno del trattato di Parigi del 10
febbraio 1947, quando venne ufficializzato il passaggio dell’Istria e della Dalmazia
alla nascente Jugoslavia dopo anni di soprusi fascisti in territori mai
storicamente italiani.
  



 Sarebbe civile e storicamente corretto
ricordare i martiri della dittatura fascista nei territori sloveni e croati
dell’Istria e della Dalmazia con le popolazioni vittime di quei Paesi. Sarebbe
un gesto di dignità sociale ricordare le migliaia di morti tra i partigiani ed i
comunisti italiani che, insieme alle indifese popolazioni slovene e croate, difesero
quei territori dall’odio fascista verso chi non accettava la violenza della
dittatura mussoliniana. Le morti delle foibe, causate dal sanguinario Benito
Mussolini e dall’ideatore di quella barbara colonizzazione ad Est, lo spietato
generale fascista Mario Roatta, sono state le uniche responsabili delle tante
tragedie personali d’italiani portati con l’inganno in territori fascistizzati.
Il dramma di quegl’italiani, sloveni, e croati innocenti lo si può leggere
nella circolare di Mario Roatta del 19 aprile del 1942 dedicata al trattamento
da riservare ai partigiani ed alla popolazione civile slovena e croata che contemplava
l’incendio di case e d’interi villaggi, la deportazione degli abitanti,
l’internamento, il fermo e la fucilazione di ostaggi.



 Al sindaco ed all’amministrazione comunale di
Cuneo ricordo che i martiri della dittatura fascista non avevano colore
politico od identità nazionale fuori o dentro i confini italiani, e porgo la
personale richiesta di non seguire l’errore di revisionismo storico commesso in
altre città della provincia come Alba, Borgo San Dalmazzo, Bra, e Saluzzo. Non
ci sono cerimonie, vie, giardini, o piazze cuneesi che non possano non
ricordare i morti italiani, sloveni, e croati durante la dittatura fascista sul
confine est. Una dittatura sconfitta allora, come in Italia successivamente, dal
coraggio dalla Resistenza jugoslava e dagli eroi comunisti di Tito.



 Dialogare non vuol dire revisionare o
riscrivere la storia come fanno i fascisti. Per questo motivo, l’appello ai
valori della Resistenza italiana e jugoslava deve prevalere sul viscido
tentativo di revisionismo storico di Fiamma Tricolore, anche a Cuneo: ora e
sempre Resistenza!



Alain Fissore                                                                               



Comunisti
Sinistra Popolare



Partito
Comunista.



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