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12/02/2013 - Cuneo - La Posta

CUNEO - Alain Fissore pone l’accento sui crimini della pulizia etnica in Istria e Dalmazia commessi dal fascismo

CUNEO - Alain Fissore pone l’accento sui crimini della pulizia etnica in Istria e Dalmazia commessi dal fascismo
Fucili fascisti

 



“Non volete la Resistenza? Allora volevate Hitler. La storia e' una selva intricata, dove non vi e' talora che un piccolo sentiero che conduce all’aperto. Nei momenti cruciali ci pone di fronte a dure alternative. O di qua, o di la'. ” (Norberto Bobbio)


 Il 10 febbraio si avvicina, e con esso si avvicina anche la data che ricorda il giorno del trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, quando venne ufficializzato il passaggio dell’Istria e della Dalmazia alla nascente Jugoslavia dopo anni di soprusi fascisti in territori mai storicamente italiani.  


 Sarebbe storicamente corretto ricordare anche quest’anno i martiri della dittatura fascista nei territori sloveni e croati dell’Istria e della Dalmazia con le popolazioni vittime di quei Paesi. Il ricordo dei crimini di guerra fascisti sul confine est è un gesto di dignità sociale che ricorda le migliaia di morti tra partigiani e comunisti italiani che, insieme alle indifese popolazioni slovene e croate, difesero quei territori dall’odio fascista verso chi non accettava la violenza della dittatura mussoliniana. Le morti delle foibe, causate dal sanguinario Benito Mussolini e dall’ideatore di quella barbara colonizzazione, lo spietato generale fascista Mario Roatta, sono state le uniche responsabili delle tante tragedie personali d’italiani portati con l’inganno in territori fascistizzati. Il dramma di quegl’italiani, sloveni, e croati innocenti lo si può leggere nella circolare di Mario Roatta del 19 aprile del 1942 dedicata al trattamento da riservare ai partigiani ed alla popolazione civile slovena e croata che contemplava l’incendio di case e d’interi villaggi, la deportazione degli abitanti, l’internamento, il fermo e la fucilazione di ostaggi. “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. [...] I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.” (Discorso tenuto da Benito Mussolini a Pola, Dalmazia, Croazia, il 24 settembre 1920).


 Anche quest’anno è giusto ricordare che i martiri della dittatura fascista non avevano colore politico od identità nazionale in Istria come in Dalmazia, e perciò non bisogna revisionare quella che è stata una tragica pagina storica delle barbarie fasciste, per riabilitare il fascismo ed i suoi carnefici in Italia. Nel giorno del 10 febbraio non ci sono cerimonie, vie, giardini, o piazze cuneesi che non possano non ricordare i martiri italiani, sloveni, e croati durante la dittatura fascista sul confine est. Una dittatura sconfitta allora, come in Italia successivamente, dal coraggio dalla Resistenza jugoslava e dagli eroi comunisti di Tito. La verità sulle violenze fasciste non può essere infoibata.


“Chi non conosce la verità e' uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, e' un delinquente.”  (Berthold Brecht)


Alain Fissore


Partito Comunista.

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