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26/06/2013 - Cuneo - La Posta

CUNEO - Carlo Cerrina invita a evitare le “guerre fra poveri” - Al mercato, nessuna distinzione basate sulla provenienza, sulla nazionalità

CUNEO - Carlo Cerrina invita a evitare le “guerre fra poveri” - Al mercato, nessuna distinzione basate sulla provenienza, sulla nazionalità
Mercato di Cuneo

Gent.mo Direttore,

le chiedo ospitalità per stigmatizzare ed invitare i suoi lettori a fare altrettanto al riguardo della petizione apparsa la settimana scorsa sul giornale cittadino di Cuneo firmata da alcuni ambulanti. Riassumendo per chi non l’avesse letta,  essa poneva e pone, alcuni interrogativi ineludibili su presunti gravi atteggiamenti pararazzistici,  perpetrati a danno di ambulanti stranieri dai Comuni e dagli organizzatori di fiere e mercati straordinari.

Premesso che l’accesso ai mercati da parte degli ambulanti  non può in alcun modo essere sottoposta a limitazioni basate sulla provenienza, sulla nazionalità o sul luogo di nascita dell’operatore e che se qualcuno attua tali discriminazioni viola leggi precise e si rende colpevole di atteggiamenti razzistici penalmente perseguibili. Se poi sono i Comuni a non garantire l’imparzialità di accesso a tali manifestazioni,  i dirigenti comunali si rendono colpevoli di ancor più gravi violazioni che possono anche prevedere il licenziamento degli stessi, oltre alle doverose condanne penali previste.

Fatta questa necessaria premessa voglio sperare che si sia trattato di un malinteso o che la petizione sia stata una esagerazione dettata da chi magari abbia subito  un atteggiamento pararazzistico ed ha approfittato dell’occasione per porre il problema all’attenzione di tutti.

 Come responsabile dell’associazione che presiedo, in ogni caso, mi dissocio totalmente da tali atteggiamenti, se essi sono avvenuti e  posti in atto contro i nostri colleghi stranieri e per di più, come da loro sottoscritto, in regola con tasse e contributi previdenziali. 

A nome di tutti i nostri associati voglio invece sottolineare, orgogliosamente, come l’ambulantato sia un esempio di integrazione interrazziale: un esempio da annoverare fra quelli virtuosi e da “Italia Migliore”.  In altri ambienti lavorativi e professioni vi sono ancora moltissimi “filtri” all’accesso e reali e beceri atteggiamenti razzisti. Infatti da decenni gli ambulanti italiani e quelli stranieri “regolari” convivono fianco a fianco serenamente, vivono la stessa vita lavorativa condividono gioie e dolori di questa dura attività che ci siamo scelti.  Gli ambulanti italiani spesso hanno insegnato la lingua ai nuovi arrivati, i nostri usi e costumi e da loro hanno imparato a superare i pregiudizi nei confronti dello “straniero”, imparando a distinguere il buono dal cattivo indipendentemente dalla nazionalità di origine o dal colore della pelle. A volte vi sono discussioni perché il nuovo arrivato non rispetta la metratura assegnatagli, ricordandoci però, sorridendo bonariamente,  di quando lo faceva il collega pugliese o quello siciliano qualche anno fa, e prima ancora quando lo facevamo anche noi ! Fa parte della ineludibile e doverosa crescita civica di ogni componente umana che la maggior scolarizzazione porta con sé.

Non voglio fare il solito commento ipocrita e “buonista” per cui spesso, a tutti i livelli,  molti sono razzisti privatamente ma nessuno lo è pubblicamente:  il razzismo e' un'infezione dello spirito  e la xenofobia un frutto dell'ignoranza e della paura del diverso e va condannato senza alcun tentennamento!

Quindi faccio un appello pubblico al Comune di Cuneo ed ai comuni della provincia, anche  per sgombrare il campo da cattivi esempi, e, come richiesto da tempo, vorremmo:

che la “Spunta” (coloro che partecipano alla attribuzione dei posteggi vacanti)  possa eleggere un proprio rappresentante, cambiando finalmente un regolamento comunale illegittimo che non lo prevede;

che si svolgano elezioni che rappresentino tutte le zone e le componenti del mercato;

che i comuni, come previsto per legge, negli spostamenti tengano conto delle esigenze degli operatori e non SOLO delle esigenze dei loro concorrenti (negozi e supermercati);

che in occasione dei mercati straordinari sia consentito agli “spuntisti” di presentare domanda di partecipazione come a qualsiasi altro operatore regolare  e come prevede la legge regionale;

che siano perseguiti da parte degli organi di controllo atteggiamenti razzistici e garantita l’assoluta parità di accesso alle manifestazioni mercatali.

Un ultimo invito rivolto a tutti ed anche a noi: scatenare queste “guerre fra poveri” senza rendersi conto che la crisi che attanaglia il commercio deriva da ben altre scelte e non certo dalla presenza di stranieri, non porta che veleni e tensioni sociali e allontana l’attenzione dai veri problemi. Sarebbe meglio occuparsi della sconsiderata invasione della Grande Distruzione Organizzata  (pardon: Distribuzione), della Direttiva Europea Espropriambulanti detta Bolkestein, della Direttiva Ornaghi che vorrebbe deportare i mercati nelle periferie se attorniati da palazzi con più di 70 anni, degli atteggiamenti dei comuni che vessano con tributi sproporzionati come TOSAP/COSAP, TARSU/TARES  rispetto ai reali redditi degli operatori, dell’organizzare e tollerare mercatini abusivi frequentati da commercianti anch’essi abusivi:

questi sì che sono solo alcuni fra i veri problemi della nostra categoria !

Carlo Cerrina

Responsabile provinciale dell’associazione della

Microimpresa, Merca’ Coni  - Goia Ugl

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