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21/02/2012 - Cuneo - Economia

CUNEO - Professioni intellettuali ordinistiche a confronto

CUNEO - Professioni intellettuali ordinistiche a confronto

 Indirizzo la presente nella mia qualità di Presidente della Consulta delle Professioni della Provincia di Cuneo – Associazione che esiste dall’anno 2002 e che riunisce attualmente 11 Ordini e Collegi Professionali della Granda  e che, analogamente agli altri CUP provinciali, alla Conferenza dei CUP (organismo di raccordo con il CUP nazionale che, con il PAT –  Professioni Area Tecnica, riunisce i rappresentanti nazionali di tutte le professioni costituite in ordini o collegi), a CUP NAZIONALE, PAT e ADEPP (associazione che riunisce tutte le Casse di Pervidenza Professionali)  cerca di contribuire  alla  salvaguardia dei principi fondamentali ai quali si ispira l’esercizio della professione intellettuale regolata nel nostro Paese. Il problema della riforma degli ordinamenti professionali è oramai annoso. Il medesimo, portato all’attenzione del legislatore dalla indagine conoscitiva  sugli ordini e collegi professionali promossa nel 1994 dall’Autorità Antitrust, è stato, come noto, affrontato dagli esecutivi che si sono via via succeduti da tale periodo , da ultimo, con le manovre adottate in rapida successione nel secondo semestre dello scorso anno e con la disposizione indicata in oggetto Con tale impianto normativo si sta tentando ( almeno a stare all’impressione sostanzialmente concorde che le rappresentanze delle professioni. regolamentate ne hanno tratto) un ulteriore “colpo di mano.” (analogo e forse peggiore delle lenzuolate bersaniane) con cui, profittando della contingenza economica, si vuole introdurre, sempre con lo strumento della decretazione d’urgenza, uno snaturamento dei fondamentali  delle professioni ordinistiche, assoggettate nella versione originaria del decreto, ad adempimenti obbligatorii non previsti per nessuna altra categoria di operatori economici ed in contrasto con la natura fiduciaria del rapporto tra professionisti e clienti (non – soltanto – “consumatori”).



Nel corso degli anni precedenti i professionisti intellettuali hanno assistito ad  una campagna denigratoria, tuttora in atto, nei confronti delle categorie professionali che pur, consce di limiti e difetti, non possono continuare a tollerare di essere additate a torto quali (principali ?) responsabili della stagnazione dell’economia italiana e beneficiari di  privilegi ingiusti ovvero “le riserve di attività svolte in esclusiva; le barriere all’accesso; l’impunità in caso di errori o reati”. (così su “Panorama” dello scorso luglio).


Disinformazione ( o, almeno, cattiva informazione)  sistematicamente orientata a far passare al lettore un messaggio ( i privilegi dei  professionisti sono un ostacolo allo sviluppo) che invece, coloro che effettivamente conoscono le problematiche sottese al mondo professionale, sanno difettare nelle premesse : nella più parte delle professioni non esistono barriere all’accesso ( ed i numeri lo dimostrano), salvo l’esame di stato  (che serve soltanto a verificare l’idoneità del candidato) ed in nessuna esistono aree di impunità da illeciti e/o reati.


Visto il quadro sopra delineato, le professioni ordinistiche italiane si sono stancate di essere oggetto di campagne di tale tipo, sulla base di frasi fatte, intrise di pregiudizi strumentali che alimentano i fraintendimenti  e non intendono più tollerare le motivazioni di carattere ideologico addotte dai politici, spesso fondate in esclusiva sul falso mantra “lo vuole l’Europa”.


 


Gli interventi attuati da tutti gli esecutivi, a partire dal governo Prodi, sono stati frammentari e confusi e paiono essere finalizzati ad agevolare l’ingresso della grande impresa nel mercato delle professioni, in spregio delle assicurazioni date da pressoché tutte le forze politiche che compongono la maggioranza che sostiene il “Governo dei tecnici” che la riforma, che i professionisti di certo non ostacolano (vi è  anche un progetto di legge di iniziativa popolare presentato a seguito della sottoscrizione di migliaia di professionisti, ove sono comprese molte delle innovazioni previste dall’art. 3 del D.L. 138/2011) sarebbe stata adottata di concerto con i professionisti stessi, colpiti invece da una serie di decreti legge spesso scoordinati tra di loro e senza alcuna preventiva consultazione.


Il primo di marzo dunque, anche la provincia di Cuneo parteciperà al grande momento di aggregazione dei professionisti italiani, articolata in due fasi, una di carattere localistico, con inizio alle ore 9.00 nella Sala B del Centro Incontri della Provincia, con la presenza dei rappresentanti e degli iscritti agli Ordini e Collegi che operano nel nostro territorio (non solo degli undici che appartengono alla Consulta ma anche a tutti quegli altri che intenderanno partecipare) e dei politici eletti localmente che vorranno essere presenti.


Alle ore 10.30  avrà inizio il collegamento nazionale con l’Auditorium della Conciliazione” in Roma, ove, alla presenza dei Consigli Nazionali e delle Casse di Previdenza delle professioni ordinistiche italiane, con la conduzione della giornalista Tiziana Ferrario e con la partecipazione di Ferruccio De Bortoli e di Paolo Panerai, ci sarà l ’auspicato  confronto con la politica nazionale.


Alla manifestazione romana sono stati invitati ad intervenire Renato Schifani, GIanfranco Fini, Mario Monti, Paola Severino, Corrado Passera, Antonio Catricalà, Vittorio Grilli, Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Italo Bocchino, Pierferdinando Casini, Antonio Di Pietro, Mario Staderini e NIchi Vendola.


Sono previsti interventi ed interviste dalle sedi locali ed in sala, a cura di Isidoro Trovato (Corriere della Sera) e di Ignazio Marino (Italia Oggi). 


Il termine dell’evento è previsto per le ore 13.30.


La nostra Consulta , con l’adesione all’iniziativa, intende far conoscere, anche alla politica ed all’ opinione pubblica locale il suo punto di vista sugli scenari prossimi venturi, che appaiono connotati da elementi di notevole negatività per gli ordinamenti professionali introdotti per la tutela di interessi di carattere generale, che verrebbero vulnerati da una liberalizzazione selvaggia, intesa a favorire soltanto coloro che dei servizi professionali vogliono fare un business, del tutto disattendendo od aggirando i profili deontologici  che debbono prevalere sull’aspetto meramente economicistico delle prestazioni dei professionisti.


CONSULTA DELLE PROFESSIONI


DELLAPROVINCIA DI  CUNEO


Avv. Claudio Massa  

                                                                            
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