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30/10/2012 - Cuneo - Economia

CUNEO - Via libera al vino novello, che pero’ continua a perdere fascino e fan

CUNEO - Via libera al vino novello, che pero’ continua a perdere fascino e fan
Silvio Chionetti- responsabile settore tecnico Cia Cuneo

Via libera da oggi, 30 ottobre, alla vendita delle
circa 4 milioni di bottiglie di vino novello prodotte in Italia nel 2012, che
potranno essere stappate a partire dal 30 ottobre secondo un calendario fissato
per decreto. La commercializzazione del novello in Italia è stata  anticipata quest’anno di sedici giorni
rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese, che si potrà assaggiare
solo a partire dal terzo giovedì di novembre e cioè solo dal 15 di novembre. Il
vino novello però continua a perdere fascino e fan.  In dieci anni si sono perse per strada ben 14
milioni di bottiglie, passando dal picco storico di 18 milioni raggiunto nel
2002 ai 4 milioni previsti nel 2012. Anche nella nostra Regione una parte delle
uve della vendemmia 2012, di vari vitigni, compresi Barbera e Dolcetto, è
stata destinata alla produzione di vino novello. Il vino novello italiano,
d’altronde, ha un’origine molto piemontese. Tra i primi in assoluto a produrre
tale vino nel nostro Paese fu  Angelo
Gaja negli anni '70. Si stima che nella nostra Regione siano pronte per
essere vendute meno di 150.000 bottiglie di vino novello che non è,
come potrebbe sembrare, il vino nuovo, ma piuttosto il risultato di un attento
e preciso processo di vinificazione, del tutto diverso da quello normale. Qual
è il segreto che sta dietro la produzione di un vino a poche settimane dalla
raccolta dell'uva? La risposta sta nella macerazione carbonica: si riempie un
contenitore di uva, lo si chiude ermeticamente per 7-8 giorni a una temperatura
di circa 30°C,
dopo averlo riempito con anidride carbonica in gas. L'uva che si trova sul
fondo, schiacciata dal peso di quella sopra, inizia a fermentare producendo
alcol e anidride carbonica, che satura l'ambiente provocando la fermentazione
degli strati superiori. Si formano così profumi fruttati intensi, che ricordano
la fragola e il lampone. A quel punto tutta l'uva viene pigiata e posta nel
tino di fermentazione, dove, in due o tre giorni, terminerà la trasformazione
degli zuccheri in alcol.  Il vino
ottenuto matura in poco tempo: deve essere imbottigliato entro dicembre e
bevuto entro pochi mesi. Affinché possa essere chiamato novello, il vino deve
essere prodotto con l'utilizzo della macerazione carbonica per almeno il 30%
dell'uva, mentre il restante 70% può essere vinificato con il metodo
tradizionale. Ci sono anche vini novelli prodotti “in purezza “ con l’utilizzo
della macerazione carbonica per il 100% delle uve.

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