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10/08/2015 - Cuneo - Economia

CUSSANIO, QUELLO CHE NON HANNO FATTO AL MONTEPASCHI, LO HANNO FATTO A BENEBANCA - Il Comitato "SvegliamociBene" contro un commissariamento controverso - Revoche fidi ad personam

CUSSANIO, QUELLO CHE NON HANNO FATTO AL MONTEPASCHI, LO HANNO FATTO A BENEBANCA - Il Comitato "SvegliamociBene" contro un commissariamento controverso - Revoche fidi ad personam
Il tavolo dei relatori a Cussanio

Presentato il libro-denuncia del  Presidente di ADUSBEF: “La Banda d’Italia”

Oltre 400 soci e clienti intervenuti a Cussanio, sfidando la calura e rinunciando ad un giorno di vacanza,  per conoscere i “perché” dell’intervento di Bankitalia alla bcc di Bene Vagienna; svelati tutti i retroscena del Commissariamento, degni del miglior film di spionaggio.

Illustrati i dettagli della denuncia per falso ideologico presentata contro Banca d’Italia da Francesco Bedino.

Il Presidente Viglietti illustrata la mission del neonato Comitato “SvegliamociBene”.

 Una lotta impari, come Davide contro Golia, ma andremo avanti fino alla morte perché la verità deve trionfare !”

Così ha commentato Silvano Trucco, ex DG della Bene Banca ed attuale portavoce del Comitato “SvegliamociBene”.

Un commissariamento illegale di una Banca che aveva i conti in ordine” ha replicato Elio Lannutti, Presidente di ADUSBEF dallo stesso fondata nel 1987, il quale ha ricordato agli oltre 400 intervenuti che già il 10/05/2013 egli stesso aveva lanciato, attraverso l’associazione presieduta, un durissimo comunicato stampa con cui aveva posto diversi  PERCHE’ sul commissariamento di Bene Banca, istituto che non aveva problemi patrimoniali e sui “due pesi e due misure” adottate dalla vigilanza con la bcc benese ed il Monte Paschi Siena.

Non siamo qui per denigrare, calunniare o diffamare qualcuno, ma perché emerga finalmente la verità; non abbiamo paura di querele o denuncie, perché cosa andiamo a dire è  tutto supportato da documenti ufficiali che rammostreremo a tutti proiettandoli. La nostra finalità è esclusivamente quella di tutelare TUTTI i soci e clienti della Banca ” ha esordito Silvano Trucco all’apertura dei lavori.

Banca d’Italia fino al 26/2/2015 aveva sempre vinto nei ricorsi contro procedure di amministrazione straordinaria (così tecnicamente è definito il commissariamento), ossia fino a quando la IV Sezione del Consiglio di Stato ha dato ragione agli ex amministratori della Banca Popolare Spoleto, quando solo 7 giorni prima, la stessa sezione con lo stesso giudice relatore, aveva respinto il ricorso dei vertici deposti di Bene Banca.

Una situazione alquanto strana, in quanto la sentenza sul ricorso inerente la Popolare Spoleto è stata rilasciata 7 gg dopo quella sul caso Bene Banca, quando la Camera di Consiglio si era tenuta ben prima della rispettiva per la bcc benese, ossia il 18 dicembre 2014 contro il 20 gennaio 2015.

Probabilmente se le sentenze avessero rispettato l’ordine della Camera di Consiglio, l’esito sul ricorso dei vertici deposti di Bene Banca sarebbe stato diverso, essendoci stato un precedente in materia così eclatante.

Ma il Consiglio di Stato comunque  ha riconosciuto “la peculiarità” del caso Bene Banca, compensando le spese di lite, quando normalmente le spese seguono la soccombenza.

Il Portavoce del Comitato ha poi rammostrato a tutti - con la proiezione sul maxi schermo - i documenti ufficiali depositati dalla difesa di Banca d’Italia nei ricorsi proposti dagli ex amministratori avanti il TAR del Lazio ed il Consiglio di Stato, da cui si evince la tenuta da parte della Vigilanza di una procedura alquanto dubbia.

Se da un lato la giurisprudenza sancisce che la Banca d’Italia gode della massima discrezionalità ed autonomia tanto che il sindacato del Giudice è ammesso solo ai casi di manifesta erroneità od irragionevolezza, dall’altro lo stesso Consiglio di Stato in una sentenza del 2013 stabilisce infatti che  nei provvedimenti ove non vi è questione sulla discrezionalità tecnica, vige però l’obbligo insopprimibile dell’Autorità procedente di seguire scrupolosamente le procedure, che costituiscono – proprio in ambiti caratterizzati da discrezionalità tecnica – il primo elemento di salvaguardia per le posizioni soggettive dei terzi coinvolti !!

E dal verbale della seduta del Direttorio che ha deliberato di proporre al MEF il commissariamento, unico documento prodotto sin dall’inizio dalla difesa di Banca d’Italia, si trova in effetti il riferimento all’ “Appunto” del REA del 10.4.2013, indicato come allegato 16, e alla “Proposta” rivolta al Ministero, indicato come allegato 17 .

Eppure, tali documenti sono stati effettivamente prodotti agli atti del procedimento soltanto a seguito di numerose insistenze da parte della difesa di Bene Banca e di  resistenze opposte dalla difesa di Banca d’Italia e, per di più, soltanto in limine litis (15/1/2014) e cioè appena prima dell’ultima udienza utile (5/02/2014).

Dall’esame della protocollazione in calce ai diversi documenti, invero, emerge una singolare discrasia: il numero di pagina interno recato dall’ “Appunto” R.E.A. (141236/2013), che dovrebbe precedere il verbale e la “Proposta” del Direttorio, essendone ad ogni buon conto il presupposto, è invece superiore a quello della “Proposta” (139339/2013), a sua volta però inferiore a quello del verbale (167633/2013), rispetto al quale dovrebbe invece essere successivo.

Anche e soprattutto il numero di protocollo esterno recato dal verbale (0374392/2013) risulta superiore a quello della “Proposta” (0372034/2013), rispetto al quale invece avrebbe dovuto essere inferiore, essendo il primo atto logicamente antecedente al secondo.

In definitiva, alla stregua dei numeri di protocollo così “ordinati”, questa risulta essere la sequenza degli atti adottati nel corso della procedura interna a Banca d’Italia: “Proposta”, “Appunto” REA, “decisione e verbale del Direttorio”.

Per di più, mentre la “Proposta” e il verbale recano l’indicazione della data (entrambi il 16.4.2013), l’ “Appunto” ne è stranamente sprovvisto.

È evidente l’anomalia, se non l’illegittimità tout court della procedura, laddove la protocollazione degli atti mette in luce come la “Proposta” al Ministero abbia indebitamente preceduto, pur non potendo prescinderne, sia l’istruttoria del R.E.A. ed il successivo “Appunto per il Direttorio”, sia la seduta del Direttorio stesso ed il relativo verbale.

Proprio da un approfondito esame dei documenti prodotti dalla difesa di Banca d’Italia , sono sorte le perplessità con riguardo all'effettivo ruolo svolto dal Direttorio nell’ambito della procedura di ammissione  all’amministrazione straordinaria di Bene Banca e, più in generale, al rispetto delle competenze di ciascun organo coinvolto, così come stabilite dalla normativa in materia.

Soprattutto, sia il R.E.A. nel suo “Appunto” del 10.4.2013 (o meglio asseritamente riconducibile al 10/4 in quanto sprovvisto di data), sia il Direttorio nel verbale della seduta del 16.4.2013 osservano che “anche le imminenti elezioni per il rinnovo cariche non appaiono in grado di assicurare la necessaria discontinuità nella gestione aziendale”.

Tuttavia, il termine ultimo per la presentazione delle candidature per il rinnovo delle cariche in Bene Banca, la cui votazione era prevista all’ordine del giorno dell’Assemblea Ordinaria del 4.5.2013 , sarebbe spirato il 20.4.2013 e fino alle ore 13.00  di quel giorno avrebbe potuto giungere la candidatura di chicchessia tra i circa settemila soci di Bene Banca.

Risulta pertanto quantomeno singolare che la Vigilanza di Banca d’Italia abbia potuto, già al 10.4.2013, dare per certo che non vi fossero liste in alternativa al Consiglio d’Amministrazione uscente e che fosse o sarebbe stata presentata – esclusivamente – la ricandidatura di quest’ultimo, quando questa effettivamente è stata depositata solo in data 17.4.2014.

Preveggenza, sfera di cristallo ??

Ecco questi sono gli elementi alla base della querela di falso presentata già nel 2014 dall’ex Presidente Bedino, contro il Legale Rappresentante pro tempore della Banca d’Italia.

 Non bisogna avere paura, perché alla fine la verità, la trasparenza prevarrà” ha chiosato Elio Lannutti.

Al termine della conferenza è stata presentata, a cura di Luigi Viglietti, Presidente del Comitato, la mission e l’oggetto sociale dell’associazione che ha organizzato l’evento.

 Durante e purtroppo anche dopo la gestione commissariale la Bene Banca appare irriconoscibile: e' diventata peggio di un ministero, le risposte tardano ad arrivare, i dipendenti paiono confusi ed uno rimanda all'altro senza risolvere alcuna problematica, si gioca allo "scarica-barile". Niente di tutto cos'era prima la bcc di Bene Vagienna , sinonimo di efficienza, trasparenza, velocita', conoscenza e rapporto personale privilegiato. Insomma quella che a ragione poteva essere definita la NOSTRA banca.

Oggi e' peggio di una banca estera, con spersonalizzazione del rapporto, assenza di efficienza e rapidita' di decisione, anzi con un comportamento che pare orientato piu' a perdere clienti che a reclutarne di nuovi.

Una cosa pero' e' cambiata: la Banca e' diventata spietata, con revoche di fidi ad personam, protesti al minimo sconfino anche se alle spalle l'Istituto  puo' vantare una sperimentazione del rapporto da decenni ...

Proprio per evitare possibili ma preventivabili ritorsioni, i massimi esponenti del ns Comitato sinora hanno preferito restare nell'anonimato, garantendo pero' la loro presentazione al pubblico ed alla stampa in occasione di una imminente conferenza stampa in cui illustrare i dettagli dell'iniziativa portata avanti dal Comitato, oltre ad una serie di dettagli ancora riservati circa le battaglie legali gia' avanzate od in corso di predisposizione.

Ecco l'evento e' quello di oggi !

Noi siamo qui, disponibili per qualsiasi necessita': cosa possiamo offrire??

Innanzitutto una consulenza su ogni aspetto inerente l'attivita' bancaria, grazie anche alla collaborazione di un team di affermati professionisti, con i quali il nostro Comitato ha stipulato un accordo che prevede la disamina di ogni fattispecie segnalata in via del tutto gratuita.

Ma vi e' di piu' : abbiamo infatti allo studio una class action da promuovere contro la gestione commissariale dell'Istituto al fine di vedere tutelati gli interessi di tutti i soci della Banca ed ottenere il dovuto risarcimento dei danni patiti” ha commentato Gino Viglietti tra scroscianti applausi.

La serata è poi continuata con il cocktail royale e la cena cooperativa, offerta dal Comitato SvegliamociBene grazie anche alla cooperazione di colleghi soci che hanno consentito ai numerosi intervenuti di gustare prodotti di eccellenza locali.

 

 

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