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10/03/2019 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

DELITTO IN GIPSOTECA, ROMANZO (GIALLO) STORICO, PER NON DIMENTICARE LA PERSECUZIONE AGLI EBREI - Renato Bianco affida ad un 'noir psicologico' un messaggio di tolleranza e convivenza pacifica

DELITTO IN GIPSOTECA, ROMANZO (GIALLO) STORICO, PER NON DIMENTICARE LA PERSECUZIONE AGLI EBREI - Renato Bianco affida ad un 'noir psicologico' un messaggio di tolleranza e convivenza pacifica
Fabio Ponzana e Renato Bianco -

La Comunità Ebraica di Vercelli ha ospitato giovedì 7 marzo la presentazione di un libro giallo.  Il collegamento tra “Delitto in Gipsoteca a Casale Monferrato” scritto da Renato Bianco e pubblicato da Macchione Editore e la Comunità di Via Foa, sta nella storia che viene raccontata.

Si tratta di un noir psicologico che pone un’attenzione particolare alla prima strage di ebrei avvenuta in Italia, nei giorni immediatamente successivi all’8 settembre 1943, che ha portato all’assassinio da parte di truppe delle S.S. di decine di uomini, donne e bambini ebrei che si trovavano sul Lago Maggiore, tra Baveno e Arona. Le vicende, che sono state raccontate in un libro dal titolo Hotel Meina, sono poi state tradotte in un film.

Renato Bianco è stato accompagnato in una conversazione piacevole e informale dal dotto critico e storico vercellese Fabio Ponzana. Bianco ha toccato gli altri temi sviluppati nel libro che riguardano la storia dell’arte e, in particolare, le opere di Leonardo Bistolfi presenti nella Gipsoteca di Casale Monferrato, ma anche a Belgirate, sul Lago Maggiore, dove si svolge larga parte del giallo.

L’atmosfera del libro è quindi legata a queste due argomenti, ma non perde di vista l’indagine che dovrà portare a scoprire perché un cittadino tedesco sia ammazzato proprio a Casale Monferrato, di fronte a un’ opera di Bistolfi.

Il morto, ucciso con un colpo d’arma da fuoco, sarà trovato con un sasso in bocca. Per saperne di più occorre leggere il libro. 

Il pubblico presente nella splendida Sala Foa, ha seguito con grande interesse, riconoscendo quindi alla Presidente Rossella Bottini Treves di aver scelto bene.

Lei stessa ha ribadito, insieme a Bianco e Ponzana, che la storia si trasmette anche con strumenti informali come quello di un libro giallo. Ciò che conta è conservare e salvaguardare la memoria.


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