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06/11/2017 - Vercelli Città - Politica

DIFFERENZIATA PORTA A PORTA: TEMPO SCADUTO - Conviene vendere il 40 per cento ancora del Comune in Atena? - Se Iren è contraria, si vede che va bene per Vercelli

DIFFERENZIATA PORTA A PORTA: TEMPO SCADUTO - Conviene vendere il 40 per cento ancora del Comune in Atena? - Se Iren è contraria, si vede che va bene per Vercelli
Paolo Campominosi e Giordano Tosi


Come si fa a sapere se convenga o no al Comune di Vercelli tenere ancora in portafoglio quel 40 per cento di azioni di Atena che restano dopo la scelta del 17 dicembre 2015?

Ci vuole un Advisor?

E’ materia per l’Avvocato Edoardo Andreoli?

Ci vuole una Società di Revisione?

Si devono scomodare illustri Professionisti?

Anche, certo tutto questo non è superfluo.

Ma c’è un indicatore sicuro, un marcatore efficace, un punto di vista che non si può ignorare ed a suo modo illuminante.

***

Qual è questo punto di vista?

E’ molto semplice: al solo sentire ventilare l’ipotesi che il Comune di Vercelli possa mettere sul mercato la propria quota del 40 per cento, quelli di Iren si agitano, si inalberano e forse prendono cappello.

Quindi, se loro hanno timore che il Comune venda, vuol dire che al Comune conviene vendere.

***

Bisogna, naturalmente approfondire.

Ma la domanda ormai non è più solo circoscritta all’ambito ristretto dei conciliaboli della politica.

Non è solo materia di polluzione giornalistica per qualche panzone senza vergogna che non ha timori di dire che contiamo ora (con il 40 per cento) come prima con il 60 per cento.

E forse tutti i torti non li ha perché in fondo prima non contavamo in pratica un tubo, mentre ora è ufficiale: non contiamo un tubo.

***

La domanda iniziano a porsela ed a porla un po’ a tutti anche i Consiglieri Comunali di maggioranza, in questo caso, nel comunicato che segue, Paolo Campominosi e Giordano Tosi.

Ha senso – dicono – tenere il 40 per cento di azioni in portafoglio e così dare pretesti per assegnare ad Atena Iren appalti milionari senza una regolare gara d’appalto?

Domanda tutt’altro che oziosa: domanda che i Consiglieri Comunali si pongono prendendo le mosse da una questione tanto rigirata nel mortaio quanto infine mai giunta ad un approdo persuasivo.

La questione è: che senso ha parlare oggi di un cambio di sistema nella raccolta dei rifiuti?

Come si fa a mettere in piedi un servizio con un capo ed una coda a 18 mesi dalle elezioni?

Se Atena a marzo scorso ci ha proposto un vero e proprio bagno di sangue: 700 mila euro per la raccolta porta a porta, perché ora dovrebbe proporla a costo zero ed in termini credibili?

E’ ancora materia che possa trattare un Consiglio Comunale senza maggioranza ed a fine corsa?

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Ma perché Iren dovrebbe vedere come il fumo negli occhi la vendita del nostro asset del 40 per cento?

Perché – da un lato – forse c’è ancora qualcuno che fanciullescamente può credere che il Comune ancora a lungo possa evitare di bandire gare d’appalto e conferire incarichi milionari ad Atena solo perché Palazzo Civico ha una quota di minoranza.

Ma dall’altro lato potrebbe esserci ben di più.

E vediamo quella che è per ora solo un’ipotesi, ma tutt’altro che peregrina.

***

E’ chiaro che – prima o poi – questa benedetta gara del gas, la concessione pluriennale del servizio di erogazione del metano, si farà.

E’ una cosa grossa.

Atena potrà partecipare e vincere: in quel caso, ovviamente, non ci saranno assunzioni di personale in più perché si dovrà assumere l’organico dei dipendenti che attualmente svolgono per altri concessionari il lavoro.

Se vincerà ci vorranno probabilmente aumenti di capitale di Atena che il Comune di Vercelli ben difficilmente potrebbe seguire (non ha i soldi) e così quel 40 per cento di azioni scenderebbe al minimo (statutariamente) invalicabile del 30 per cento.

E perciò addio maggioranza qualificata e (già fragili) garanzie al Socio di minoranza.

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Ma se anche non ci fosse nessun aumento di capitale, il punto non sarebbe solo questo.

C’è poi il caso (remoto) che Atena la perda, la gara del gas e allora chi dovesse invece aggiudicarsela dovrebbe corrispondere a Corso Palestro – Iren una somma di circa 20 milioni di euro almeno per rilevare proprio la rete, i tubi, del gas.

Che sono in “pancia” di Atena. Mentre quelli dell’acqua e le fognature, come abbiamo più volte ricordato, restano sempre (per la maggior parte) del Comune.

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Ora il “problema” maggiore, in ordine alla vendita del 40 per cento, è se Atena vince la gara.

Perché è chiaro che mettere sul mercato una minoranza tutelata potrebbe fare gola proprio a chi l’avesse persa, la gara.

Oppure a chi non avesse neppure partecipato.

Ma che avrebbe la forza economica per “vedere”, cioè seguire aumenti di capitale promossi da Iren.

E quindi stare sempre al 40 per cento tutelato.

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Una cosa che Iren difficilmente potrebbe accettare e così, con tutta probabilità, dovrebbe sborsare almeno un 30 – 40 milioni di euro valendosi del diritto di prelazione per comprare a quel punto anche quel residuo 40 per cento.

Insomma, mentre ora ha di fatto tutta la società avendone pagato solo un 20 per cento (la differenza tra il 40 di prima ed il 60 di oggi) dovrebbe rassegnarsi ad avere tutta la società, ma pagandola effettivamente tutto: 15 milioni nel 2015 ed altri 40 milioni.

Altri 40 milioni che starebbero certamente meglio sul conto corrente del Comune di Vercelli e non, inerti e con produttività aleatoria, nella “pancia” di Atena Iren.

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E, come si vede, per qualcosa si inalberano ad Iren, quando sentono dire che qualcuno sta anche solo pensando di aprire al mercato e vendere il 40 per cento del Comune.

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Ma ecco il comunicato dei Consiglieri Paolo Campominosi e Giordano Tosi.

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Dopo una lunga battaglia, partita nel dicembre 2016 insieme al gruppo Cambia Vercelli, siamo riusciti, nello scorso mese di marzo, ad impedire che si scegliesse di partire con un sistema di raccolta differenziata spinta che avrebbe portato un consistente, e a nostro avviso ingiustificato, aumento della TARI.

Il piano finanziario del servizio presentato da Atena era, infatti, nonostante i continui solleciti di buona parte del Consiglio, impreciso e vago, ma in sostanza avrebbe voluto porre a carico dei cittadini una cifra superiore ai 700 mila euro l’anno.

Allora fu necessaria una certa durezza per impedire all'Amministrazione di procedere su quella linea.

Dal 20 marzo ad oggi non si è più saputo nulla su questo argomento, o meglio: abbiamo letto interviste varie rilasciate da esponenti di Atena, da Sindaco e giunta, ma i Consiglieri Comunali non hanno ricevuto né atti né progetti da esaminare.

Una situazione che genera molte perplessità e soprattutto è motivo di pensieri orientati alla massima cautela ed attenzione sul tema in questione.

Ci chiediamo infatti se da marzo ad oggi sia cambiato qualcosa nella capacità progettuale di Atena: non sono riusciti allora a mettere insieme piano finanziario dettagliato e mappatura del servizio, oggi sono in grado di farlo?

Siamo ben consapevoli delle difficoltà che comporta la scelta di avviare un percorso come quello della raccolta porta a porta, così come siamo consapevoli che questo progetto necessiterà di una fase di rodaggio, forse incompatibile con il periodo che resta a questa Amministrazione.

Ci chiediamo inoltre se sia ancora conveniente, in virtù di una partecipazione ormai di minoranza, continuare ad assegnare appalti milionari ad una Azienda che con Vercelli ha una parentela molto periferica, o se sia invece il caso di scegliere il nostro interlocutore tramite una gara ad evidenza pubblica. Se è vero infatti che il 40 per cento di azioni produce dividendi per il Comune, è altrettanto chiaro che i risparmi ottenuti sulle basi d’asta, se fossero bandite gare d’appalto, sarebbero superiori e si tradurrebbero in una minor pressione fiscale sui cittadini.

Molti sono infatti gli Operatori del Mercato che, partecipando alle gare pubbliche,  potrebbero offrire servizi di qualità, mettendo la qualità stessa ed il prezzo in concorrenza, a vantaggio della Pubblica Amministrazione, del Comune e quindi dei cittadini.

Siamo consci del fatto che queste scelte richiedano tempo, un tempo che come detto manca a questa Amministrazione.

In questa fase sarebbe allora opportuno concentrarsi sul rispetto del contratto in essere, effettuando controlli severi e stringenti, su come Atena svolge il servizio di igiene urbana, in modo da garantire una città finalmente pulita. Saranno poi i cittadini, al momento delle elezioni, a scegliere il loro Sindaco anche in base a cosa proporrà su questo tema così delicato.

Firmato in originale   

Paolo Campominosi

Giordano Tosi   

                                                             

 

 

 

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