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07/02/2018 - Vercelli Città - Politica

DIMISSIONI DI MASSA E COMELLA: TUTTO CONFERMATO - Oggi Sel e Voce Libera (ri)dicono che questa esperienza è finita - Se non si dimettono gli altri lo fanno loro - Saranno i soli? - Per sapere che succede, mano al pallottoliere

DIMISSIONI DI MASSA E COMELLA: TUTTO CONFERMATO - Oggi Sel e Voce Libera (ri)dicono che questa esperienza è finita - Se non si dimettono gli altri lo fanno loro - Saranno i soli? - Per sapere che succede, mano al pallottoliere
Pier Giorgio Comella e Maria Pia Massa

Era già chiaro prima.

Ma ribadirlo non è stato superfluo, perché negli ultimi giorni si sono rincorse tante voci, è circolata un po’ di disinformacija, insomma, si è cercato di minimizzare la loro posizione: vedrai che non si dimettono.

Oppure: si dimette solo Maria Pia.

O, ancora, si dimettono, ma alla spicciolata, in modo da facilitare la surroga e poi noi andiamo avanti allegri e frementi, da perfetti renziani.

***

Così oggi Maria Pia Massa (Voce Libera) e Pier Giorgio Comella (Sel) insieme ad alcuni esponenti dei rispettivi Movimenti, nel corso di una conferenza stampa convocata appositamente, hanno detto di nuovo chiaramente che continuare con questo Consiglio Comunale non ha più senso.

La maggioranza non c’è più.

Perché, se la matematica non è un’opinione, diciotto Consiglieri Comunali (ammesso che fossero tutti concordi e coesi, tutti allegri e tutti frementi) di Pd, CambiaVercelli e – ammesso che pure loro fossero allegri e frementi – i quattro Indipendenti, fanno 8, più 3, più 4 più il Sindaco, che a casa nostra sono 16.

Su 33 Consiglieri in tutto, Sindaco compreso.

Perché loro due (che avrebbero fatto 18) se ne vanno.

Nel senso che levano proprio le tende.

Se non lo capiscono (o fingono di non capirlo) gli altri, che è finita, lo capiscono loro e quelle conseguenze che non hanno voluto trarre gli altri le traggono loro.

***

Quindi hanno detto chiaro: appena dopo (nei giorni subito successivi) il prossimo Consiglio Comunale, noi consegneremo al Protocollo del Comune la nostra bella lettera di dimissioni da Consiglieri Comunali.

***

Non chiedono (più, si sono rassegnati) le dimissioni di nessuno.

Il Sindaco vuole stare lì finchè fa comodo al Pd per scollinare la fatidica data delle elezioni politiche, il 4 marzo?

Il Sindaco faccia un po’ come vuole, è adulta e vaccinata.

Loro glielo hanno suggerito più volte, nei momenti non facili: ma guarda, mandali tutti a quel Paese, rovescia il tavolo.

A quelli che larvatamente ti minacciano di mandarti a casa, ti tengono in ostaggio per i loro comodi elettorali, tu dì qualcosa del genere: adesso a casa vi ci mando io.

Meglio così che sentire un domani recitare una sorta di shakespeariana “Orazione in morte di Maura”, per udire il verso retorico e terribile: ma Gigi è un uomo d’onore… .

Poi – avrebbero proseguito nella nostra ricostruzione un po’ ( ma appena appena, anzi, quasi per niente ) romanzata della loro esortazione al Sindaco - vai a votare ancora nel 2018, quando sei pronta solo tu, dai questa bella manifestazione di decisione e vedrai che la gente capirà.

Se così il Sindaco avesse fatto, inoltre, il periodo di reggenza commissariale sarebbe stato limitato ai tre mesi correnti tra il 24 febbraio ed il 27 maggio prossimo, data delle nuove elezioni.

Il Sindaco non ha seguito il loro suggerimento.

Se ne fanno una ragione.

E se ne vanno loro.

***

Adesso vediamo cosa può capitare.

Quando uno o più Consiglieri Comunali rassegnano le dimissioni, entro 10 giorni bisogna convocare il Consiglio per procedere alla “surroga”, cioè alla sostituzione del o dei dimissionari, con i primi esclusi.

Sappiamo che, per riunirsi in seconda convocazione, in Aula ci devono essere almeno 14 Consiglieri Comunali presenti.

E di solito l’Opposizione attende che ci siano quelli di maggioranza, se no non entrano: l’onere di assicurare il numero legale per l’apertura dei lavori è squisitamente a a carico di chi governa.

Dunque, ecco i conti.

La maggioranza è composta di 17 Consiglieri (il Sindaco nel computo del numero legale iniziale non conta).

Da questi si sottraggono i dimissionari ed arriviamo a 15.

Se ci sono tutti e 15 si procede alla surroga con i primi esclusi, sempre che accettino.

Se ne manca uno si procede ugualmente, perché abbiamo visto che ne bastano 14.

Se ne mancano due ed i presenti sono soltanto 13, non si aprono i lavori.

Non si fa nessuna surroga, ma nemmeno si va avanti.

E se questa situazione si protrae fino al voto sul Bilancio, l’Amministrazione si scioglie.

Poiché però questa situazione – se si dovesse mai verificare – si verificherebbe dopo il 24 febbraio, allora il Commissario starebbe in carica fino a maggio 2019.

E’ chiaro che se arrivasse un Commissario con l’incarico di reggere il Comune per un anno circa, si organizzerebbe con due Sub Commissari (uno per l’area finanziaria e l’altro per quella tecnica, grosso modo) e non si limiterebbe all’amministrazione ordinaria.

Di solito, poi, un Prefetto ( il Commissario è di solito un Prefetto che viene da fuori ) con i suoi due Vice, i contratti come quello sull’illuminazione a Led non li fa.

Quindi, nel caso, niente drammi e le prefiche possono tenere gli occhi asciutti.

***

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

 

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