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25/12/2016 - Vercelli - Cronaca

DON SECONDO POLLO, LA MEMORIA DEL SUO MARTIRIO LUCE ANCORA VIVA - Lunedì 26 dicembre la Chiesa ricorda il primo Beato Alpino

DON SECONDO POLLO, LA MEMORIA DEL SUO MARTIRIO LUCE ANCORA VIVA - Lunedì 26 dicembre la Chiesa ricorda il primo Beato Alpino

Settantacinque anni orsono moriva il Beato Don Secondo Pollo, Cappellano Militare degli Alpini.

 

La Chiesa lo ricorda il 4 gennaio, giorno del suo battesimo.

 

Ma è oggi – giorno di Santo Stefano – che il pensiero corre a quella morte eroica, il gesto estremo di una vita proteso a recare soccorso e conforto ad un giovane Alpino che muore colpito dal fuoco nemico.

 

Oggi pomeriggio  - 26 dicembre 2016 – alle 17,30 in Duomo la solenne Celebrazione eucaristica.

 

Ed ecco qui alcune notizie sul “nostro” Beato.

 

 

Medaglia d'argento al valor militare e un cuore d’oro ricco d’amore per il prossimo. Un uomo che ha saputo spendere tutto se stesso per i valori di carità e amore. Beato Secondo Pollo era vercellese - nacque a Caresanablot il 2 gennaio 1908 - presbitero e militare italiano, appartenente al corpo degli alpini. Entrò a soli 11 anni nel Seminario diocesano di Vercelli. più grande, iniziò gli studi teologici a Roma. Divenne diacono e nel 1931 si laureò in filosofia.

 

Il 15 agosto fu ordinato presbitero dall'allora Arcivescovo della diocesi di Vercelli Giacomo Montanelli. Insegnò filosofia e teologia nel seminario maggiore di Vercelli, e fu Assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica. Visitava spesso gli oratori dei paesi vercellesi e della città, stando accanto ai giovani e aiutandoli nel loro cammino di fede.

 

Con l'inizio della guerra, decise quindi di seguire i giovani con i quali aveva operato. Nonostante la sua corporatura fosse esile, pur con una rilevante menomazione all'occhio sinistro si impegna a diventare cappellano militare.

 

Fu nominato tenente cappellano del 3º battaglione "Val Chisone" della Divisione Alpina Alpi Graie.

 

Nel 1941, il battaglione fu inviato in Montenegro.

 

Il 26 dicembre, nel giorno dedicato a Santo Stefano Martire, Don Secondo Pollo seppe di un suo compagno d'armi ferito.

 

Senza indugio, andò in suo soccorso e venne colpito da un proiettile proprio all'arteria femorale.

 

Morì poco dopo. Dissanguato.

 

Dopo la sua morte fu sepolto nel cimitero di Scagliari presso Cattaro.

 

Nel 1961 la salma fu trasferita nel cimitero di Caresanablot e nel 1968 nella Basilica di Sant'Andrea a Vercelli. Prima della sua beatificazione il corpo di Secondo Pollo è stato analizzato da studiosi e dottori. A quanto risulta, il punto in cui il proiettile lo colpì, è tuttora intatto e di colore roseo, come se fosse parte viva. Insomma, un miracolo che ogni giorno si rinnova.

 

Il generale Emilio Faldella suo colonnello disse di lui: “Don Pollo aveva una personalità che suscitava ammirazione eppure era sua caratteristica l'umiltà, sembrava volesse scomparire, eppure gli era impossibile eclissarsi. Intelligenza, cultura, l'eminente bontà lo mettevano in evidenza”

 

La sua festa è inserita nel calendario liturgico il 4 gennaio, giorno in cui fu battezzato.

 

Nel 71° anniversario della sua morte (nel 2012), è stato ricordato con l’inaugurazione, in Seminario, di un museo a lui dedicato.

 

Nel piano superiore dell’edificio diocesano era già presente una stanza in cui erano raccolti oggetti, documenti e cimeli che Beato Secondo Pollo aveva quando era in vita. L’anno successivo, invece, nel piano terra si è realizzata la “Casa di Secondo Pollo”, che riporta la sua vita. Ci sono immagini, documenti, lettere e persino l’abito talare.

 

Non mancano i sacchettini in cui sono state riposte le ossa del sacerdote dopo la riesumazione.

 

C’è anche il suo altare, con il messale ed una immagine devozionale della Vergine che gli donò sua madre. 

 

 

 

L’Arcivescovo  Emerito Padre Enrico Masseroni, compose questa toccante preghiera, che ci auguriamo di sentire nuovamente questa sera; la preghiera composta per ringraziare la Provvidenza del dono speciale di questa vocazione vissuta fino al sacrificio della vita.

 

Eccone il testo:

 

O Dio Padre nostro, Signore della vita;

 

noi ti ringraziamo e ti benediciamo

 

perché nel Beato don Secondo

 

ci doni un testimone mite e forte

 

della tua bontà;

 

aiutaci con il suo esempio

 

a ritrovare il nostro desiderio

 

di credere e di amare.

 

Signore Gesù, nostro Redentore,

 

tu che hai chiamato Don Secondo

 

alla tua sequela come maestro

 

e guida di tanti giovani,

 

suscita nella Chiesa di Eusebio

 

altre risposte generose

 

per l’annuncio del Tuo Regno.

 

O Spirito Santo Amore,

 

che ci proponi in Don Secondo

 

un capolavoro di ascolto docile

 

della tua voce,

 

ridesta nel nostro popolo

 

una forte nostalgia di Vangelo

 

per rinnovare i segni di speranza”.

 

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