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10/05/2011 - Cuneo - Economia

EDILIZIA - Crisi senza fine in Granda

EDILIZIA - Crisi senza fine in Granda

“Mentre tutti gli altri settori stanno, seppur lentamente e non senza fatica, risalendo la china, l’edilizia continua a vivere una crisi senza fine, in particolare in provincia di Cuneo”. A lanciare il grido d’allarme dei costruttori della Granda è Filippo Monge, presidente Ance Cuneo. “Gli ultimi dati – continua il numero uno degli edili cuneesi –, finora inediti, delle ultime due indagini congiunturali previsionali condotte, sia a livello provinciale che regionale, sul 2011, prevedono un forte calo dell’occupazione, della produzione e degli ordini, mentre la media degli altri settori, in particolare meccanica e alimentare, è di segno ampiamente positivo. La situazione è a dir poco tragica”.



I numeri parlano chiaro. Il saldo ottimisti-pessimisti dell’indagine congiunturale sul secondo trimestre 2011, condotta dal Centro studi di Confindustria Cuneo su un campione di 54 aziende edili associate ad Ance Cuneo, evidenzia una caduta del -18,5% sull’occupazione, del -17% sulla produzione e addirittura del -20% sul totale degli ordini, mentre settori come la meccanica e l’alimentare fanno segnare rispettivamente: sulla produzione, +15,3% e +21,9%; sul totale dei nuovi ordini, +14,8% e +9,7%; sull’occupazione +5,1% e -3%. D’altronde la media di tutti i settori ha segno positivo sia sulla produzione (+5,3%) che sugli ordini totali (+1,8), segnando il passo solo sull’occupazione (-5,8%).


La situazione non cambia, se si guardano i risultati dell’Indagine congiunturale tra le imprese edili del Piemonte e della Valle d’Aosta, relativa al primo semestre 2001, condotta da Ance Piemonte su un campione di 61 aziende edili della provincia di Cuneo. 


Nel 2010 l’occupazione ha avuto un calo del 9,4% rispetto al 2009, cifra allarmante se si pensa che l’edilizia della provincia di Cuneo, con i suoi 20 mila addetti, rappresenta il 14,2% di quella regionale.


Triste conferma ai dati occupazionali provinciali arriva dalla cassa integrazione, che in due anni, dal 2008 al 2010, ha registrato un aumento del 173,5%.


Ma i problemi occupazionali non sono altro che una diretta conseguenza dell’impressionante calo degli appalti pubblici, che tra il 2008 e il 2009 hanno registrato una flessione del 50,9% (-40% in Piemonte), mentre nei primi nove mesi del 2010 la diminuzione rispetto al 2009 è stata del 20,2% (-19,4% in Piemonte).


Non a caso, il rapporto con gli enti pubblici rimane uno dei nodi cruciali della crisi del settore edile, e non solo per la drastica diminuzione degli investimenti. Infatti, guardando ai tempi medi di pagamento della pubblica amministrazione, non si può che constatare come il ritardo non vada migliorando: nel primo semestre 2011 la media dei giorni di attesa ha raggiunto quota 163,7, un’enormità se si pensa che mediamente i tempi di pagamento dovrebbero attestarsi sui 60 giorni.

Alla netta discesa delle compravendite immobiliari ad uso abitativo (-12,3% tra il 2007 ed il 2010), si accompagnano sia la diminuzione del portafoglio ordini (da 17,7 a 10,2 mesi rispetto al semestre precedente) che le riscontrate difficoltà sull’accesso al credito: i mutui erogati per investimenti in edilizia in Piemonte tra il 2008 ed il 2009 sono scesi del 20,2% per l’edilizia residenziale e del 13,9% per il non residenziale.
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