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25/01/2018 - Vercelli Città - Politica

ENNESIMA VIOLAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE IMPEDISCE IL REGOLARE SVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO - 'Un terzo' dei 32 Consiglieri c'è, ma il 13 presenti sono mandati a casa - Nessuna deliberazione su tariffe e tasse - Perchè?

ENNESIMA VIOLAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE IMPEDISCE IL REGOLARE SVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO - 'Un terzo' dei 32 Consiglieri c'è, ma il 13 presenti sono mandati a casa - Nessuna deliberazione su tariffe e tasse - Perchè?

Anche oggi – 25 gennaio – il Consiglio Comunale di Vercelli non si è potuto tenere a causa di una palese e grave violazione dello Statuto Comunale di Vercelli.

 

E’ un argomento sul quale ci siamo già intrattenuti diverse volte


Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=76730

 

***

 

Riepiloghiamo brevemente gli argomenti: ci rendiamo conto che è un approccio un po’ diverso da quello “politologico” che forse ci si potrebbe attendere e, magari – ci permettiamo, senza iattanza alcuna – ci si potrebbe in particolare attendere da questo giornale.

 

In serata svilupperemo qualche modesta riflessione sull’attualità politica.

 

Ma ora conviene – affinchè il Lettore possa prendere piena contezza della gravità di una situazione “pre – politica” -ritornare sul potenziale eversivo implicito in fatti come questi.

 

***

 

Perché oggi è di nuovo accaduto che l’Assemblea Cittadina – come si chiama anche e con motivate ragioni il Consiglio Comunale  - non abbia potuto esercitare le proprie prerogative e funzioni in quanto sia stato violato lo Statuto Comunale.

 

Non si sono potute discutere ed eventualmente approvare o non approvare importanti deliberazioni su politica fiscali e tariffaria del Comune anche se i Consiglieri – secondo il disposto dell’art. dello Statuto Comunale – erano nel numero più che sufficiente (13) quando ne sarebbero bastati addirittura undici.

 

Così dice l’art. 19 dello Statuto del Comune di Vercelli, che è il documento fondamentale (previsto dalla Legge del 2000) per la vita stessa dell’Ente.

 

 

Le riunioni di seconda convocazione – recita infatti il comma secondo dell’articolo – sono valide con la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati, escluso il Sindaco.

 

***

 

“Un terzo” di 32 Consiglieri, tanti sono oggi “assegnati” dalla Legge al Comune di Vercelli, è appunto 11.

 

Oggi, come in altre occasioni, erano presenti in 13, oltre al Sindaco.

 

***

 

Questo è accaduto e non altro.

 

E questo accade ormai da mesi e si è ripetuto più volte nel corso di questo mandato amministrativo.

 

***

Chi si prenda e perché una responsabilità del genere non è ancora adesso del tutto chiaro.

 

Quale sia l’appiglio, apparente, fragile e persino buffo per cui vi sia chi si renda lecito mandare a casa un’Assemblea invece regolarmente costituita, nel numero sufficiente dei presenti e quindi idonea a deliberare, è invece noto.

 

***

 

Bisogna sapere che, subordinato a Legge e Statuto, c’è il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

 

Redatto quando i Consiglieri “assegnati” erano ancora 40, all’art. 15

 

recita “alla seduta di seconda convocazione (…) il numero legale (…) è raggiunto con la presenza di almeno 14 consiglieri, escluso il Sindaco”.

 

***

L’appiglio è questo: qui c’è scritto un aggettivo numerale cardinale, appunto 14.

 

Mentre lo Statuto prevede un aggettivo numerale frazionario, idoneo cioè ad illustrare il concetto, esplicitare la previsione, tempo per tempo, anche a legislazione nazionale variante.

 

Perché se prima i Consiglieri assegnati dalla Legge erano 40, è ovvio che “un terzo” sia 14.

 

Ma se ora sono 32, è altrettanto ovvio che debbano essere 11.

 

E’ di intutiva evidenza che lo Statuto sia atto sovraordinato rispetto al Regolamento.

 

Il quale ultimo, infatti,  riconosce persino “ontologicamente” all’art. 1 quanto segue:

 

E quindi l’ “oggetto” del Regolamento la sua ragion d’essere, è disciplinare l’organizzazione ed il funzionamento del Consiglio “secondo le disposizioni legislative e statutarie”.

 

Non sovvertendole.

 

***

 

Vale la pena sottolineare che mai l’attuale Amministrazione avrebbe avuto il benché minimo problema di numero legale, se si fosse data applicazione allo Statuto, in quanto è sempre successo che i Consiglieri presenti fossero almeno – come oggi – 13.

 

***

 

E vale altresì la pena di ricordare che nei mandati dei Sindaci Gabriele Bagnasco (in cui si introdusse la previsione della seconda convocazione) ed Andrea Corsaro, in diverse occasioni le sedute si tennero proprio perché presente il minimo di 14.

 

Altrimenti, per chi ha buona memoria,  chissà quante adunanze a vuoto.

 

***

 

E, di riflesso, è vero che l’attuale Amministrazione non avrebbe – da questo punto di vista – problemi politici diversi da quelle che l’hanno preceduta.

 

Perché si subisce tutto questo?

***

 

Resta difficile dare una spiegazione, almeno a chi scrive.

 

***


Intanto, dopo il forzato “extra omnes” delle ore 10 di oggi, terminato l’infruttuoso appello, da Palazzo Civico si viene a sapere che il Consiglio Comunale sarà riconvocato il 5 febbraio prossimo.

 

Del tutto esclusa, quindi, l’eventualità che il Sindaco possa dare le dimissioni per approfittare della “finestra” del 24 febbraio, data limite di scioglimento del Consiglio Comunale per votare ancora entro maggio 2018.

 

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