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18/03/2015 - Cuneo - Cronaca

FOSSANO - I Carabinieri sgominano banda di rapinatori albanesi, che da mesi terrorizzava il territorio

FOSSANO - I Carabinieri sgominano banda di rapinatori albanesi, che da mesi terrorizzava il territorio
Alcuni degli arrestati

(m.a.) - Aveva generato vivo allarme e preoccupazione, in particolare tra i proprietari di rinomati ristoranti della Granda,la violenta rapina perpetrata lo scorso 1° marzo 2015 in Magliano Alfieri (Cn) ai danni di Sobrero Daniele, titolare del noto ristorante “Hostaria Museum” di Alba.

Alle 02.30 di quella notte, dopo aver chiuso il locale, veniva improvvisamente aggredito alle spalle, appena sceso dalla sua auto sotto casa, da tre individui travisati. Selvaggiamente picchiato con calci e pugni dai tre, trascinato fuori dal veicolo con la forza, gli veniva infilato in bocca uno straccio per impedirgli di gridare ma anche di respirare, tanto da rischiare il soffocamento.

L’aggressione si concludeva nel volgere di pochi minuti, la vittima veniva lasciata a terra quasi esanime in una pozza di sangue ed i malfattori riuscivano ad impossessarsi di alcune migliaia di euro in contanti, frutto dell’incasso serale.

Il ristoratore veniva poi soccorso dal 118 e, dopo un giorno trascorso in ospedale, veniva dimesso con una prognosi di 25 giorni.

Si trattava dell’ultimo di ripetuti efferati fatti delittuosi verificatisi in provincia di Cuneo nei mesi più recenti con analoghe modalità esecutive.

Altro episodio di inaudita violenza fu quello verificatosi lo scorso 28 novembre 2014, alle 09 del mattinoa Benevagienna: dopo aver disattivato la corrente elettrica, tre individui travisati, dall’accento straniero, percuotevano e legavano mani e piedi con nastro da pacchi due badanti filippine ( una 50enne, l’altra 65enne) ed irrompevano quindi nell’abitazione di una 90enne disabile, in sedia a rotelle, che veniva anch’ella minacciata e spintonata per convincerla a consegnare loro denaro e preziosi, allontanandosi poi con poche centinaia di euro.

Episodi alquanto allarmanti per la provincia Granda perché condotti con particolare efferatezza, molta determinazione e violenza sulle vittime che venivano picchiate e talvolta anche legate, per poi essere depredate di tutto.

Si trattava di veri atti di violenza gratuita e sproporzionata in quanto, come è poi emerso dalle indagini, le vittime avrebbero comunque soggiaciuto alle richieste dei malviventi senza opporre resistenza.

Le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Fossano e coordinate dalla Procura della Repubblica di Cuneo, si rivelavano sin dall’inizio assai complesse ma,dopo quattro mesi,consentivano di sgominare definitivamente un gruppo di giovanissimi albanesi, tutti residenti tra Alba e Bra, in prevalenza dediti a regolari attività lavorative e ben integrati nelle locali comunità, seppur gravati da pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio, la persona o inerenti agli stupefacenti.

Il  Gip del Tribunale di Cuneo concordando pienamente con la richiesta di misure cautelari avanzata dal Sostituto Procuratore dott. Massimiliano Bolla, emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di sette persone ritenute responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata, furto in abitazione e lesioni personali aggravate.

Nel provvedimento venivano contestate agli indagati inconfutabili responsabilità in ordine alle rapine commesse in Benevagienna il 28/11/2014 ed in Magliano Alfieri il 01/03/2015 oltre ad un tentato furto aggravato in abitazione commesso in Cherasco (Cn) nelle ore notturne del 09/01/2015.

Le catture venivano eseguitela notte del 16 marzo 2015 nei confronti di sei individui con l’impiego di complessivi 70 militari delle compagnie di Fossano, Alba, Bra e del Reparto Operativo provinciale.

Gli arrestati sono: Shyti Kuitim, 30enne, cameriere, pregiudicato; Brankaj Samel, 19enne, aiuto chef, pregiudicato; Bardhacaku Gideon, 19enne, studente,  pregiudicato; Myziri Shaban, 21enne, operaio, pregiudicato; Lekaj Renato, 19enne, imbianchino; Gjergji Albert, 21enne, nullafacente (sottoposto agli  arresti domiciliari presso il proprio domicilio ).

Quest’ultimo è stato anche tratto in arresto in flagranza di reato per resistenza a pubblico ufficiale, poiché all’atto della notifica del provvedimento restrittivo agli arresti domiciliari si scagliava contro gli operanti aggredendoli fisicamente (su disposizione del P.m. di Asti veniva sottoposto allo stesso regime restrittivo).

Durante l’esecuzione dei provvedimenti cautelari veniva arrestato anche Brancaj Saimir, 39enne albanese, padre di Brancaj Samel, poiché anche grazie all’impiego di unità antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Volpiano (To), occultati nel vano del cambio della sua autovettura, venivano scovati 12 grammi di cocaina confezionati in dosi e 9 proiettili di vario calibro abusivamente detenuti.

L’uomo è stato recluso nel carcere di Asti con la duplice accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di munizioni.

Nel corso dell’operazione “Faccia D’angelo”, così denominata per i volti imberbi e dall’apparente innocenza che trasparedall’aspetto dei giovani criminali, erano stati già arrestati qualche giorno prima dai carabinieri della Compagnia di Bra, in collaborazione con quellidi Fossano, gli albanesi senza fissa dimora Pellumbaj Erion, 28enne, Prenga Gjon, 23enne ed il già citato Brancaj Samel, i primi due per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e ricettazione/detenzione abusiva di arma (lo scorso 05 marzo 2015 in Roreto di Cherasco, all’interno di una struttura alberghiera, venivano trovati in possesso di 35 grammi di cocaina e di un revolver calibro 38 special,nascosto nel frigorifero, provento di furto in abitazione perpetrato la notte del 4 marzo a La Morra), il terzo sottoposto a fermo di indiziato di delitto poiché sorpreso all’esterno dello stesso albergo con beni provento del medesimo furto in abitazione.

Le indagini sul conto del gruppo criminale di nazionalità albanese, in tutto oltre ai destinatari della misura cautelare si tratta di 10 soggetti arrestati, sono ancora in corso da parte dei Carabinieri della Compagnia di Fossano supportati dai colleghi del Reparto Operativo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cuneo, al fine di accertare se gli stessi si siano resi autori di altre efferate rapine o furti.

Lo scorso 01 dicembre 2014, a Cervere (CN), alle ore 03.30, tre individui travisati si introducevano nel noto ristorante stellato “Vecchia Corona” e negli attigui locali privati, sorprendendo nel sonno il titolare Vivalda Giampiero che minacciavano impugnando una pistola, lo picchiavano brutalmente legandolo ad una sedia con del nastro isolante.

La vittima veniva poi costretta a consegnare denaro e vari preziosi dopo che i malviventi avevano sottratto dalle cucine anche un preziosissimo quantitativo di tartufo bianco d’Alba.

Questo grave episodio delittuoso presenta molte analogie con le altre rapine riconducibili alla banda albanese, per questo su di esso si è concentrata l’attenzione degli investigatori.

L’attività investigativa dei militari dell’Arma, fatta di intercettazioni telefoniche ed ambientali oltre che a prolungati pedinamenti sul conto dei sospettati protrattisi per mesi, ha messo in evidenza quanto il gruppo fosse pericoloso ed allo stesso tempo molto attivo anche nella fase della programmazione dei delitti da portare a termine. E’ infatti emerso che gli obiettivi da rapinare o derubare venivano ben studiati prima di commettere il colpo, tra essi vi erano anche noti imprenditori o professionisti dell’albese e del braidese i quali grazie alla cattura operata l’altro giorno ora potranno stare più tranquilli.        

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