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11/10/2010 - Casale e Monferrato - Economia

FOTOVOLTAICO - No alle praterie di pannelli, sì a quello sui tetti

FOTOVOLTAICO - No alle praterie di pannelli, sì a quello sui tetti
Gianfranco Chessa

Cento ettari, oltre 200 giornate piemontesi: a tanto ammonta lo sfregio al territorio agricolo arrecato dagli impianti fotovoltaici a terra autorizzati dalla sola Provincia di Cuneo prima della lodevole iniziativa presa dalla Regione Piemonte con la moratoria.



Il 19 agosto scorso, con l’art. 27 della legge regionale n. 18/2010, viene di fatto introdotta una moratoria sulle procedure autorizzative relative ad impianti fotovoltaici non integrati che ricadono in aree agricole d’alto pregio (classi 1 e 2 dell’uso dei suoli).


Coldiretti ha espresso più volte una posizione chiara, appellandosi a chi ha la responsabilità di autorizzare la realizzazione di tali opere.


“Si condivide appieno l’opinione in base alla quale la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ed in particolare la tecnologia fotovoltaica, debba essere promossa in ragione di tutti i numerosi benefici che è in grado di produrre e che non staremo qui a ricordare – ha dichiarato Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Piemonte -. Ciò nonostante, ogni progetto deve essere attentamente valutato in riferimento alle dimensioni degli impianti e alle aree in cui vengono proposti, alla luce di un obiettivo bilancio tra costi/benefici (anche ambientali) che lo stesso è in grado di produrre, considerata la possibilità di realizzarli in ambiti ove gli effetti negativi possano essere ridotti al minimo”.


Il paesaggio oltre ad essere un bene collettivo rappresenta una necessità sociale, in quanto elemento identificativo per chi vi abita. Tutte le politiche di marketing territoriale prendono le mosse da questa risorsa e non può esistere un progetto di valorizzazione del territorio in assenza di un preciso piano di tutela e valorizzazione del paesaggio: ancor più se ci si riferisce al paesaggio agrario, unico elemento di naturalità ancora presente nelle aree di pianura piemontesi per le quali le aree rurali rappresentano il 60% del territorio.


«In molte aree - dice Alessandro Mortarino, coordinatore nazionale del movimento Stop al Consumo di Territorio - il business dei pannelli è diventato un escamotage per far rendere i terreni senza lavorare. In pratica, si disincentivano gli agricoltori a fare il loro mestiere». E contemporaneamente si mettono a repentaglio siti di pregio paesaggistico e di produzione anche d’eccellenza, se si pensa che con la crisi del vino rende di più attaccare la spina che vendemmiare Barbera. Per questo anche Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori e Slow Food hanno lanciato l’allarme.


In un articolo dal titolo “Via dalle campagne, i pannelli solari stanno meglio in città” pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 17 aprile 2010, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food esprimeva infatti i suoi timori per l'aumento incontrollato di pannelli fotovoltaici nei terreni agricoli: "Con distese enormi di pannelli fotovoltaici i suoli sottostanti perdono permeabilità; l'attività biologica tende a morire dando luogo a fenomeni di desertificazione che ne decreterebbero l'infertilità e aumenterebbero il pericolo di alluvioni. Inoltre non si può calcolare che succederà quando tutti questi pannelli andranno smaltiti”.


Il fotovoltaico a terra, pur non prefigurandosi alla stregua di una copertura/impermeabilizzazione totale del suolo, oltre a innescare  problemi di carattere estetico/paesaggistico, ridurrebbe fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità, con un impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa. Sarebbe quindi auspicabile che questo tipo di produzione di energia avvenisse innanzitutto installando i pannelli su tetti, capannoni e terreni marginali (bordi autostrade) o in fase di bonifica come le discariche o le cave abbandonate.


E’ quindi opportuno definire nel modo più omogeneo possibile dove e quanto sia possibile inserire sul territorio i pannelli solari affinché i benefici siano sempre prevalenti sui costi che gli stessi provocano dal punto di vista ambientale e economico, al di là degli incentivi introdotti e delle tentazioni speculative che questi determinano.


I tetti rappresentano la prima scelta di localizzazione in alternativa ai terreni agricoli: una soluzione che in Italia non è ancora sfruttata al massimo delle sue potenzialità. Oggi, solo lo 0,25% della superficie dei tetti italiani è coperta da pannelli fotovoltaici e solo un terzo dei pannelli solari sono installati sui tetti, mentre i restanti due terzi sono per lo più su campi o prati.


Attualmente se il 10% dei tetti italiani fosse coperto da pannelli solari, si potrebbe produrre il 7% dell'energia elettrica di cui l'Italia ha bisogno; ipotizzando un aumento dell'efficienza minima dei pannelli solari - quella prevista al 2020 - il 10% dei tetti potrebbe produrre il 10% del fabbisogno di energia elettrica italiana.


Un buon esempio per favorire l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti è rappresentato dal protocollo «Amianto + Fotovoltaico» attuato sul territorio del Sito di Interesse Nazionale di Casale Monferrato, dove il Comune di Casale Monferrato, insieme agli altri 48 Comuni dell’ex USL 76, ha avviato un progetto innovativo che ha coinvolto le aziende e gli istituti bancari per favorire la bonifica delle coperture in cemento-amianto e la loro contemporanea sostituzione con impianti fotovoltaici per la produzione di energia; ad oggi sono circa un milione di metri quadrati le coperture in amianto ancora presenti sul territorio.


Le ditte aderenti al protocollo espleteranno tutte le incombenze tecnico – amministrative, e il finanziamento ottenuto dalle banche potrà essere coperto con i contributi ricevuti dal conto energia (che incentiva la produzione e la vendita dell’energia elettrica da fotovoltaico al gestore). A tutelare ulteriormente il cittadino ci sarà l’A.P.E.V.V. ovvero l’Agenzia Provinciale per l’Energia del Vercellese e della Valsesia che, oltre a fornire supporto tecnico per la qualificazione delle ditte alle quali rivolgersi, valuterà la completezza e la congruità dei preventivi che le stesse sottoporranno ai richiedenti.


Avv. Gianfranco Chessa


Presidente A.P.E.V.V. – Agenzia Provinciale per l’Energia del Vercellese e della Valsesia

Fotovoltaico a terra
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