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20/06/2016 - Cuneo - La Posta

FRANCESCO BEDINO E IL CASO BENE BANCA VAGIENNA - Avvenuta archiviazione della denuncia penale per truffa

FRANCESCO BEDINO E IL CASO BENE BANCA VAGIENNA - Avvenuta archiviazione della denuncia penale per truffa

Stim.mo Direttore,

nel corso dell’assemblea dello scorso 29.05 al pari di qualsiasi socio di Bene Banca, ho sentito inneggiare al “comportamento immacolato” del Commissario e della Banca d’Italia da parte del Presidente Vietti che ha annunciato pubblicamente l'avvenuta archiviazione da parte del Gip di Cuneo del procedimento penale aperto dalla Procura in seguito alla mia nota denuncia del marzo 2015 in ordine al “particolare” deposito milionario acceso dalla bcc benese commissariata presso la Banca Popolare di Vicenza.

All’udire tale dichiarazione ho prontamente contattato il mio avvocato patrocinante per avere al riguardo opportuna conferma.

Ebbene il mio difensore mi ha subito riferito di non esserne a conoscenza, ancorché avesse avanzato espressa richiesta di essere avvisato circa eventuali richieste di archiviazione.

Solo successivamente il mio patrocinante mi ha confermato telefonicamente l’avvenuta archiviazione, ribadendo comunque di non essere stato informato preventivamente, come richiesto e previsto dal codice di procedura.

Non pago, mi sono recato personalmente in Procura lunedì 13/6  ed ho finalmente appreso dell’effettiva avvenuta archiviazione, potendo così accedere agli atti e riscontrare come il GIP abbia effettivamente disposto l’archiviazione in data 21-4-2016, condividendo le argomentazioni del PM che aveva avanzato siffatta richiesta lo scorso 15/3.

Non solo, ma la Procura di Cuneo ha opportunamente avvisato il mio difensore, con missiva datata 24/3 di cui ha esibito ricevuta della pec inoltrata in pari data.

A tutt’oggi la questione per il mio legale appare misteriosa, avendomi confermato per iscritto  tramite pec che tale documento  “non è nel database” del proprio pc.

A parte essere fortemente contrariato e stupito quanto meno di quanto occorso al mio patrocinante, il sottoscritto è stato contattato ieri pomeriggio da un giornalista per esprimere telefonicamente delle dichiarazioni in ordine a tale archiviazione, in funzione di un comunicato stampa in materia diramato dal dott.Duso.

L’ ex Commissario Bene Banca con tale missiva ha adombrato non pochi dubbi sull’operato della amministrazione deposta, enfatizzando determinati passaggi della richiesta di archiviazione del PM (tralasciandone di contro parecchi altri molto significativi) al fine di dipingere a tinte fosche la gestione dei suoi predecessori, fuorviando l’attenzione del lettore da quello che era il reale oggetto d’indagine, ossia il sospetto deposito milionario alla BPVi, citando al contempo punti della memoria del PM che ha riportato per stralci il contenuto di sentenze del Tar o del Consiglio di Stato arcinote, contro le quali si conferma essere pendenti due ricorsi in Cassazione.

Al riguardo non avendo rinvenuto tangibili e concrete prove di indebito vantaggio del Dott. Duso dall'operazione sospetta, il PM, anche per mezzo della GDF e del Consulente Nominato (un ex ispettore di Banca d'Italia), ha redatto una articolata memoria  ove ha proposto l'archiviazione al GIP , in cui in ogni caso non ha potuto non evidenziare dubbi e perplessità sull'operato del commissario.

Dall'allegato alla presente Lei potrà facilmente evincere le seguenti affermazioni:

- "in sintesi  la condotta seppure sospetta  risulta a giudizio non essere contestabile penalmente, quanto  piuttosto deontologicamente censurabile"

- "non sarebbero rilevabili allo stato attuale sufficienti indizi di interessenze diretta tra la gestione finanziaria di modici ('??? 38 mln !!!) valori di Bene Banca, il commissario e le facilitazione concesse alla Banca Popolare di Vicenza"

- "quindi sebbene appai  altamente probabile per non dire certo che il Duso in ragione di questa carica avesse rapporti anche stretti di conoscenza con i vertici di Banca Popolare, non si può ritenere che versasse in conflitto di interesse"

- "non sono emersi altri elementi per ritenere che possa avere tratto vantaggio diretto e personale dall'operazione"

- "un'operazione bancaria di questa portata, posta in essere in una congiuntura difficile quale il commissariamento deve essere ponderata con estrema delicatezza (...) Occupato l'incarico il 2 maggio 2013, con atto determina del 9 maggio successivo il Commissario Straordinario Duso delibera di aderire all'offerta di apertura di conto corrente a vista prodotta dalla Banca Popolare di Vicenza SCPA"

- "La descritta operazione interbancaria può essere valutata sotto i diversi aspetti relativi al rispetto della normativa vigente in materia (...) e la correttezza deontologica-professionale per il soggetto che nell'ambito dei suoi poteri l'ha deliberata."

- "in particolare l'estinzione del deposito di liquidità tenuto presso la Banca Don Rizzo la cui contropartita è stata successivamente depositata, ad un tasso inferiore, sul conto di corrispondenza appena aperto sulla Banca Popolare di Vicenza (???? si tratta dei primi 5 mln versati !!)

- "le ipotesi di reato paventate nella denuncia querela non dovrebbero essersi verificate, non si può fare a meno di evidenziare alcuni aspetti che interessano la deontologia professionale del Commissario Straordinario DUSO. La carica ricoperta nella Marzotto Sim e la compagine azionaria di tale società di mediazione mobiliare avrebbero dovuto comportare una diversa scelta di un soggetto bancario depositario della liquidità della Banca Bene Vagienna. In un periodo di forte turbolenze nel mercato del credito la gestione della liquidità non è asettica ed ininfluente (...) una scelta diversa avrebbe allontanato dubbi e perplessità (...) gli innegabili legami tra depositario e depositante, i tempi in cui è stata realizzata l'operazione - alcuni giorni dopo l'insediamento nella carica, quando in genere operazioni della specie richiedono tempi senz'altro più larghi, lasciano intravedere una non del tutto teorica possibilità di personale coinvolgimento.

- Allo stato dei fatti e delle indagini di polizia giudiziaria non emerge che benefici concreti siano derivati a Giovanbattista Duso dalla operazione in esame, per cui in mancanza di ogni elemento oggettivo ...."

Infine il Dott.Duso nel proprio comunicato fa rimando alla gestione precedente, ed oltre ai dubbi adombrati,  evidenzia operazioni effettuate senza di contro fare nomi od importi, sottolineandone invece i contorni con chiari intenti di fuorviare l’attenzione rispetto al proprio comportamento.

Nell'allegato le citate operazioni sono riportate con tanto di nomi, e sono relative perlopiù ad operazioni di modesto importo (poche decine di migliaia di euro, per un totale di massimi residui 200.000 o 300.000 euro,  contro i 38 MILIONI di euro dell'affare BPVi oggetto di querela, opportunamente ricostruiti dagli inquirenti con tanto di importi, tassi e data dei versamenti), in parte chiuse già all'epoca dei rilievi ispettivi e/o nelle settimane immediatamente successive, od in corso di regolare ammortamento.

In ogni caso nelle stesse non vi erano conflitti di interesse di qualsiasi natura, ovvero casi della specie che non siano stati  segnalati dagli eventuali interessati.

Nel caso Duso, da quanto emerge dagli atti d’inchiesta, questo  sotteso presumibile conflitto di interesse non è stato dichiarato, anche se poi  è stato escluso dal Pm ai sensi della interpretata normativa bancaria, seppur adombrando (ed a ragione stavolta) un comportamento quanto meno “censurabile” sotto il profilo della “correttezza e deontologia professionale” del Commissario che, nell’esercizio delle proprie funzioni, è per legge un pubblico ufficiale !!

Criticare la violazione del codice deontologico era il minimo sindacale, anche se agli occhi di qualsiasi cittadino attento una simile operazione non può che apparire  irrispettosa del normale canone di diligenza e buon senso.

Da ultimo non si può non rilevare che il PM nella propria memoria acclari come  "il deposito a vista acceso da Bene Vagienna presso la Banca Popolare di Vicenza poteva considerarsi ben remunerato nel periodo iniziale, nella media in seguito"; quanto riscontrato cozza in maniera palese con le dichiarazioni ufficiali alla stampa dei nuovi vertici di Bene Banca che a suo tempo avevano riferito che “la banca selezionata proponeva rendimenti superiori di almeno 1 punto percentuale rispetto ai conti correnti offerti dagli altri istituti”, facendo di fatto crollare in maniera incontrovertibile l’impalcatura eretta a difesa dell’operato del commissario.

Senza contare che solo in virtù di “San” Fondo Atlante la Banca Popolare di Vicenza ha potuto evitare una possibile risoluzione, il cui rischio era stato  opportunamente descritto nel prospetto informativo dell’aumento di capitale della stessa vicentina; in tale malaugurata ipotesi sarebbero miseramente cadute le ulteriori dichiarazioni alla stampa dei vertici di Bene Banca che “ogni operazione è sempre stata condotta con l’unico intento di massimizzare i rendimenti, minimizzando i rischi” …

Caro Presidente Vietti poteva risparmiare ai soci la descrizione “immacolata” circa il comportamento del Commissario, visto che sia la Gdf che il Consulente del PM l’hanno definito quantomeno “censurabile”.

La prerogativa di una condotta “immacolata” lasciamola pertanto esclusivamente alla Beata Vergine Maria che per fede è l’unica creatura umana in grado di meritarsi tale appellativo, alla quale vanno costantemente le nostre preghiere affinché un giorno non tanto lontano venga fatta piena luce sullo strano caso del commissariamento “Bene Banca” e con tutto quanto ne è conseguito.

Con immensa stima e gratitudine

Francesco Bedino

(Ex Presidente di Bene Banca)

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