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11/01/2011 - Cuneo - Cultura e Spettacoli

GRANDI CELEBRAZIONI PER IL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

GRANDI CELEBRAZIONI PER IL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA
La Bela Rosin e Vittorio Emanuele II

Dopo l’interessante avvio delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, avvenuto lo scorso 12 novembre con l’incontro sul tema Sebastiano Grandis, gloria della scienza e protagonista del Risorgimento italiano”, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Borgo San Dalmazzo ha programmato due ulteriori iniziative. Sabato 12 febbraio alle ore 21 presso la Biblioteca Civica “Anna Frank” il duo Evocaré di Torino presenterà una lettura musicale dedicata a Rosa Vercellana, meglio nota come La Bela Rosin, amante e in seguito moglie morganatica del re d'Italia Vittorio Emanuele II. Sabato 26 febbraio, in collaborazione con l’Associazione culturale Pedo Dalmatia è prevista la visita alla mostra "Vittorio Emanuele II. Il Re Galantuomo", allestita presso il Palazzo Reale di Torino e presso il castello di Racconigi. Il trasporto in autobus sarà offerto dalla Civica Amministrazione, mentre restano a carico dei partecipanti il pranzo ed i biglietti di ingresso (sono previste agevolazioni per i disabili ed ai loro accompagnatori , i possessori di Abbonamento Musei Torino e Piemonte e Torino + Piemonte Card, agli over 65, ai giovani under 24 e ad altre particolari categorie). E’ indispensabile effettuare la prenotazione presso il Museo dell’Abbazia (sabato e domenica dalle 15 alle 18) oppure presso l’Ufficio Cultura – tel. 0171 754154 (dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13).



Patrizia Bossoni - Voce recitante Diplomata presso il Conservatorio di Musica di Brescia. Collabora come autore con la Casa Editrice Musicale e Discografica Comar23. Nell’ambito della ricerca della sonorità e musicalità della parola ha seguito corsi di dizione, doppiaggio e lettura interpretata. Da vari anni dà “voce” a prosa e poesia. Alle pubbliche letture si alternano presentazione di libri e registrazioni per vari nomi della letteratura italiana e straniera. Per la casa editrice Il Narratore, ha registrato testi scelti da “La via del rifugio” del poeta piemontese Guido Gozzano, uscito in formato CD audio, e letture di vari autori per l’“Audio Antologia della Letteratura Italiana”. Voce narrante nella trasmissione radiofonica FavolaNinna-FavolaNanna di RNC. Con Sameer Bhardwaj, direttore di casting e doppiaggio per varie compagnie di post-produzione, collabora come voice-over registrando in lingua italiana. Ha registrato audio CD per vari poeti.


Nel 2004, in occasione della giornata di solidarietà ad Alda Merini, Radio 24 ha trasmesso “La Terra Santa” in una sua interpretazione.


Il regista Andrea Galli ha utilizzavo la sua voce per varie realizzazioni di video-poesia.


Giuseppe Serafino – Pianoforte  Iscritto alla SIAE come compositore e autore di testi. Ha composto brani di musica Gospel e Pop.
Ha curato la presentazione di due romanzi pubblicati da Fabrizio Griffa, realizzandone la parte musicale. Ha composto la colonna sonora per lo spettacolo "Le vie dell'eros". Oltre ad essere compositore di musica per i vari spettacoli, è anche protagonista delle improvvisazioni musicali nelle numerose letture sceniche con Patrizia Bossoni e in occasione di presentazioni di libri degli autori che chiedono la loro collaborazione. Si occupa della realizzazione e dell'accompagnamento musicale nella trasmissione radiofonica FavolaNinna-FavolaNanna di Radio RNC.
 


Rosa Vercellana  Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


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Detta La Bella Rosina o La Bela Rosin in piemontese (Nizza, 11 giugno 1833 – Pisa, 26 dicembre 1885), fu dapprima l'amante e in seguito la moglie morganatica del re d'Italia Vittorio Emanuele II, che le concesse i titoli di Contessa di Mirafiori e di Fontanafredda.


Rosa Vercellana nacque a Nizza (Francia, allora Regno di Sardegna) l'11 giugno 1833, figlia del militare di carriera Giovanni Battista Vercellana. Venne battezzata il 15 giugno 1833 nella chiesa di san Giacomo a Nizza con il nome di Maria Rosa Teresa Aloisia. Il padre faceva parte della Guardia imperiale napoleonica, ma nel 1814 rifiutò di seguire Napoleone fuggito dall'Elba ed entrò nelle guardie del re Carlo Alberto. Rosa Vercellana incontrò per la prima volta Vittorio Emanuele II nel 1847, quando la famiglia si era trasferita a Racconigi: il futuro re d'Italia aveva 27 anni, era sposato e aveva già quattro figli. Lei aveva 14 anni. Dopo i primi incontri clandestini, la ragazza, che era analfabeta, si trasferì nella palazzina di caccia di Stupinigi, in una dipendenza del parco. Vittorio Emanuele II mantenne la propria relazione con Rosa Vercellana per tutta la vita, nonostante le sue altre numerose amanti, ed ebbe da lei due figli: Vittoria (1848-1905) ed Emanuele (1851-1894). La relazione suscitò scandalo e ostilità a corte, ma Vittorio Emanuele non cedette alle pressioni e l'11 aprile 1858 nominò Rosa Vercellana Contessa di Mirafiori e Fontanafredda, comprando per lei il castello di Sommariva Perno.


Nel 1863 si trasferì negli Appartamenti Reali di Borgo Castello all'interno dell'attuale Parco regionale La Mandria. Tale residenza, che non apparteneva alla Corona ma al patrimonio privato del re, rimase sempre la preferita della coppia, poiché Vittorio Emanuele II amava rifugiarvisi per cacciare e sfuggire alla vita di corte.


Nel 1864 Rosina seguì il re a Firenze, stabilendosi nella villa "La Petraia". Nel 1869 il re si ammalò e temendo di morire sposò Rosa Vercellana con un matrimonio morganatico, ovvero senza l'attribuzione del titolo di regina. Il rito religioso si tenne il 18 ottobre di quell'anno. Il matrimonio fu celebrato anche con rito civile otto anni dopo, il 7 ottobre 1877, a Roma. Vittorio Emanuele morì tre mesi dopo, il 9 gennaio 1878. Rosa Vercellana trascorse gli ultimi anni della sua vita nel palazzo Feltrami di Pisa, che il re aveva acquistato per la figlia Vittoria, ove morì nel 1885.


Casa Savoia vietò che venisse seppellita al Pantheon, non essendo mai stata regina; per questo motivo, e in aperta sfida alla corte reale, i figli fecero costruire a Torino una copia del Pantheon in scala ridotta, poi soprannominata "Mausoleo della Bela Rosin". Isolata e disprezzata dai nobili, Rosa Vercellana fu invece amata dal popolo per le sue origini contadine: si dice che la canzone popolare risorgimentale La bela Gigogin si riferisse in realtà a lei.

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