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17/04/2017 - Vercelli Città - Cronaca

IL MANUALE CENCELLI HA 50 ANNI: LA GIUNTA FORTE FESTEGGIA IL GIUBILEO APPLICANDOLO ALLA LETTERA - Esclusivo, il documento di spartizione degli Assessorati - Si guarda al 2019 mirando al 2020: i poteri forti ora danno una mano, ma poi ...

IL MANUALE CENCELLI HA 50 ANNI: LA GIUNTA FORTE FESTEGGIA IL GIUBILEO APPLICANDOLO ALLA LETTERA - Esclusivo, il documento di spartizione degli Assessorati - Si guarda al 2019 mirando al 2020: i poteri forti ora danno una mano, ma poi ...
A destra, Massimiliano Cencelli

( g. g. ) - « Nel 1967 Sarti, con Cossiga e Taviani, fondò al congresso di Milano la corrente dei 'pontieri', cosiddetta perché doveva fare da ponte fra maggioranza e sinistra. Ottenemmo il 12% e c'era da decidere gli incarichi in direzione. Allora io proposi: se abbiamo il 12%, come nel consiglio di amministrazione di una società gli incarichi vengono divisi in base alle azioni possedute, lo stesso deve avvenire per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere. Sarti mi disse di lavorarci su. In quel modo Taviani mantenne l'Interno, Gaspari fu Sottosegretario alle Poste, Cossiga alla Difesa, Sarti al Turismo e spettacolo. La cosa divenne di pubblico dominio perché durante le crisi di governo, Sarti, che amava scherzare, rispondeva sempre ai giornalisti che volevano anticipazioni: chiedetelo a Cencelli ».

 

Massimiliano Cencelli.

 

***

 

Ecco, l’abbiamo preso pari pari dalla sua viva voce.

 

Così non perdiamo ( e non ne facciamo perdere ai Lettori ) tanto tempo su cosa sia ( sia stato?! ma non facciamo ridere! E’ ancora attualissimo ) il Manuale Cencelli.

 

Un modo per spartire il potere, secondo un criterio oggettivo, quello dei numeri.

 

Intendiamoci: un modo tutto sommato – proprio perché fondato sui numeri e non su prepotenze di sorta – molto meno nefasto di tutti i vituperi che nel corso di questi 50 anni si è attirato.

 

Si è attirato soprattutto da due categorie di politici: quelli che vorrebbero i posti pur non avendo i numeri.

 

E quelli che, avendo i numeri e magari con numeri risicati la maggioranza di qualsiasi organismo, vorrebbero tutti i posti per sé, senza lasciarne nessuno ad altri.

 

Ecco la voce di Ugo Sposetti, ex Tesoriere del Pds: "Un modo per dosare ministri e sottosegretari secondo lo stato dell’arte del potere delle correnti. Ora invece posti distribuiti a chi sta tra Arezzo e Firenze ".

 

Però, se qualche merito ce l’ha, il Manuale Cencelli ha dei limiti.

 

Di cui non si è tenuto il minimo conto della spartizione dei posti in Giunta nel febbraio 2016, quando i rappresentanti delle forze politiche che reggono la maggioranza di uno più virus nel Consiglio Comunale si sono riuniti ed hanno messo nero su bianco il documento che possiamo pubblicare integralmente in pdf.


http://piemonteoggi.it/pdf_news/17042017213615_ACCRDOPOLITICO0001.pdf

 

Insomma, alla sorridente filiera renziana e “compagni” (si fa per dire) piacciono i sistemi tradizionali.

 

 

 

 

***

 

Ma torniamo a bomba, al documento del febbraio 2016.

 

A proposito del quale – ad evitare noiose perdite di tempo – ci permettiamo solo di precisare che – ove qualche bontempone ne ponesse in dubbio l’autenticità – sarebbe sufficiente una anche elementare perizia calligrafica sulle poche parole autografe per dissipare ogni dubbio.

 

***

 

Come si vede, c’è una bella serie di premesse.

 

Quella che più di altre fa sorridere è l’idea che lorsignori possano pensare di “utilizzare gli strumenti di informazione”, a loro piacimento ed anzi dandosi una regolata: “in maniera coerente con l’appartenenza alla maggioranza”.

 

E’ un pensiero nobile di cui questo “strumento” ove scriviamo prende atto con deferente e riconoscente ossequio.

 

Poi, ancora, qualificano come “anomalo” l’ avvicendamento degli Assessori in Giunta, allora quando se ne erano avvicendati “solo” sette: oggi che quelli stecchiti sono saliti a nove, chissà cosa scriverebbero.

 

Magari parlerebbero di  “strage” o qualcosa di simile.

 

Ma non sono i soli spunti drammaticamente frivoli: “La riorganizzazione di una nuova maggioranza con il coinvolgimento di SEL e Voce Libera ci ha permesso di continuare nell’ azione amministrativa…”.

 

Per chiarezza, va detto – che ci risulti – che poi i rappresentanti di Sel e Voce Libera siano stati gli unici a rifiutarsi di mettere nome e cognome sotto il testo che vedete.

 

Una distinzione di carattere – pensiamo – culturale di cui ben si comprende la legittimità: che, peraltro, è rimasta come mera petizione di principio, in quanto poi i comportamenti dei rappresentanti delle due forze politiche sono stati e sono in tutto e per tutto coerenti con lo spirito e la lettera del documento.

 

Insomma, niente di infine così rilevante.

 

La sostanza è che tutti insieme si dividono gli Assessorati in Comune, secondo una logica: tanti sono i Consiglieri, tanti devono essere, in proporzione, gli Assessori.

 

In formato espanso a fondo pagina.

 

Quindi vediamo: Al Pd che ha 9 Consiglieri, vanno quattro Assessori (Michele Cressano, Andrea Raineri, Carlo Nulli Rosso, Paola Montano).

 

 Michele Cressano – Fa parte dell’accordo - in quota Pd di fede orlandiana.

 

Due a cambia Vercelli, che ha 5 Consiglieri (Andrea Coppo e Mario Cometti); uno a Sel e Voce Libera con due Consiglieri (Remo Bassini).

 

Poi c’è la variabile: due Assessori sono di nomina diretta, non mediata, del Sindaco.

 

Il documento reca i nomi di Graziella Ranghino e Daniela Mortara.

 

A noi risultava un po’ diverso: gli Assessori designati “intuitu personae” dal Primo Cittadino sarebbero Montano (non Ranghino) e Mortara.

 

Ma siccome Ranghino era stata candidata  in Cambia Vercelli, ancorchè iscritta al Pd, quelli di Caradonna and Friends temevano che potesse essere poi messa in carico a loro, perdendo quindi chanches su posti di sottogoverno, perché con 5 Consiglieri avrebbero avuto ancora dei “resti” da mettere a frutto.

 

Comunque, non è tanto questo il punto.

 

***

 

Questo è per dire come vadano spesso le cose, al di là di ciò che appare.

 

E nella road map dei prossimi 24 mesi – quelli che ci separano (forse) dalle elezioni amministrative 2019 – è certo importante capire come le cose possano andare, al di là di ciò che potrà apparire.

 

Poi, i cittadini elettori decideranno come meglio crederanno: e quel che decideranno andrà comunque bene.

 

Abbiamo già visto come sarebbe certo una bella cosa se il Sindaco di Vercelli potesse essere eletto, come è sempre stato, dai cittadini vercellesi e non già designato, invece, da Tareq e dai maggiorenti di Amazon.

 

Ipersensibilità, quella che suggerisce questa preoccupazione?

 

Si vedrà.

 

Per ora quel che è sicuro è che – ove Tareq volesse addirittura designare un Assessorela struttura dell’ Organigramma che si presta ad accogliere gli ospiti c’è.

 

Si tratta, appunto, di quella “riserva indiana” di due Assessori designati al di fuori del Manuale Cencelli e quindi dal riscontro diretto dell’elettore, che sono i due componenti designati “intuitu personae” dal Sindaco.

 

Certo, non è che sarebbero tanto sprovveduti da porre un collare attorno al membro – così individuato – con la targhetta “sono di Tareq”, come per la capra di Cesare.

 

E proprio per questo è bene monitorare la situazione.

 

Perché se gli elettori vercellesi vorranno essere amministrati da designati di Tareq, oltre che dai partiti di governo, padronissimi: l’importante è che la scelta sia tale, quindi consapevole.

 

Ben più triste sarebbe trovarsi con questo risultato senza accorgersene.

 

Magari l’ uomo Amazon potrebbe essere un commercialista vercellese che lavorasse per una delle tante aziende della galassia italiana del Colosso di Seattle.

 

Vai a sapere.

 

Il problema, infatti, non è tanto o solo che Tareq possa andare da una serie di attori del sistema – in ipotesi – presidenti e direttori di importanti categorie economiche, a dire: a me sta bene il Tal dei Tali come Sindaco.

 

C’è poi l’eventualità che uno o due dipendenti Amazon possano essere candidati nella lista – contenitore che affiancherà quella del Pd.

 

Ma sulla lista – contenitore e sulle prospettive che si profilano per le prossime elezioni amministrative, torneremo ovviamente con maggiore dovizia di particolari: sarà utile cogliere i primi sintomi di tutto lo sferragliare di carri che si ode provenire oltre la collina, per cercare di capire come si schiereranno le truppe.

 

***

 

Ciò che ora si può già toccare con mano è che tutta la umana compassione con la quale i poteri forti stanno tenendo a tutti i costi in piedi l’attuale Giunta nulla o poco ha a che fare con la preoccupazione di non creare il minimo turbamento alle imprese che stanno meditando di trasferire propri brand a Vercelli.

 

Turbamento che ha già causato l’immobilismo politico per tutta la quaresimale attesa della firma – il 15 dicembre scorso – dell’acquisto dei terreni dove sta costruendo il proprio fantacapannone Amazon.

 

Adesso i tubamenti – ed anche la Quaresima – possono tranquillamente finire.

 

E’ Pasqua per tutti.

 

***

 

Ma – si diceva – il problema dei poteri forti non è tanto la scadenza del 2019.

 

La Madre di tutte le Scadenze, il Golem di tutti i rinnovi cariche è atteso infatti per il 2020: la Presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.

 

***

 

Si sa che, senza il placet del Comune, non c’è Presidente possibile.

 

Sicchè – oggi tu dai una cosa a me, domani io do una cosa a te – ecco come potrebbe essere rinvenuta una ragione umanamente comprensibile per tenere in piedi l’attuale compagine: si spera che poi, se fossero eletti di nuovo i renziani, ricambierebbero.

 

E c’è da dire che dovrebbero avere una bella dose di gratitudine per fare digerire ai loro elettori e soprattutto Consiglieri Comunali che entrassero in carica nel 2019 il nome che è ancora tenuto in serbo nel salotto buono di Via Monte di Pietà.

 

L’accendiamo?

 

Ma sì, accendiamola.

 

Perché il nome che è sopra ogni altro nome, la carica di tutte le cariche, il potere forte motore immobile ed interlocutore privilegiato del Comune, potrebbe essere proprio lui: Andrea Corsaro.

 

A lui si sta – secondo rumors ormai ricorrenti ( molto in subordine Aldo Casalini ), anche se timorosi di esprimersi – insistentemente pensando da parte di persone assai provvedute.

 

***

 

Tanto indigesta alla sinistra, poi la eventualità non sta: è chiaro che, se fosse incistito in fondazione, l’ex Sindaco “padre” dell’inceneritore, del Museo dello Sport e della Risoteca, sarebbe neutralizzato dalla competizione elettorale 2019.

 

A dire il vero, solo chi ha dimestichezza con la politica quanto noi con l’astrofisica può credere che il Centrodestra potrebbe di nuovo candidare a Sindaco proprio Corsaro.


Ma tant’è: se a qualcuno piace restare vittima dei propri stessi fantasmi, non possiamo certo improvvisarci noi ghostbusters di turno.

 

***

 

Anche in questo caso, tuttavia, se si dovesse stringere un accordo bipartisan per desistere ora sulla opposizione alla Giunta Forte e magari dare anche un aiutino nel 2019 per la conferma del Centrosinistra, in cambio dell’appoggio – nel 2020 – del Comune per la nomina di Corsaro in Fondazione, non è che si commetterebbe una cosa invereconda.

 

Tutto può essere.

 

Purchè l’ elettore di Centrosinistra sappia con chiarezza al momento del voto, quando deve decidere: voto a sinistra e poi mi trovo Corsaro in Fondazione.

 

E, all’opposto, l’elettore del Centrodestra possa darsi una spiegazione logica: i miei tengono in piedi la Giunta perché sperano poi che i renziani nel 2019 approvino Corsaro in Fondazione.

 

Se sta bene all’elettore deve star bene a chiunque.

 

L’eventualità che un accordo bipartisan possa collocare corsaro alla Presidenza di Via Monte di Pietà, potrebbe spiegare la ormai palpabile desistenza con cui soprattutto Forza Italia sta rapportandosi al Pd: ad esempio, non firmando la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, Michele Gaietta.

 

Un’ ultima attualità, per concludere.

 

Sappiamo che è appunto stata presentata una mozione con la quale la maggior parte dei partiti di Opposizione chiede la revoca del Presidente del Consiglio Comunale.

 

Leggi anche:

 

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=72851

 

La data (per ora ufficiosamente) fissata per il Consiglio che ne dovrà discutere è quella del 26 aprile prossimo.

 

Ma – con tutta probabilità - non sarà così.

 

Infatti in quel periodo sarà assente Alessandro Stecco, uno dei firmatari, impegnato come relatore ad un Convegno internazionale di Radiologia (il Consigliere della Lega è Medico Radiologo all’Ospedale di Novara).

 

Sicchè in sede di Conferenza dei Capigruppo si chiederà di fissare una data successiva.

 

Va bene anche alla maggioranza, perché il 26 aprile sarebbe assente di sicuro Paolo Campominosi e forse non solo.

 

***

 

Poiché è sempre vero che a ciascun giorno basti la sua pena, per oggi ci fermiamo qui: nei prossimi giorni l’analisi sui movimenti ormai pre elettorali e sulla Lista – contenitore cui già stanno pensando i più previdenti.

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