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26/01/2019 - Vercelli Città - Pagine di Fede

IL PRIVILEGIO DI AVERE CONOSCIUTO UN SANTO - Il Premio Placido Vidale 2019 all'Associazione Liberi di Scegliere Onlus di Vercelli

IL PRIVILEGIO DI AVERE CONOSCIUTO UN SANTO - Il Premio Placido Vidale 2019 all'Associazione Liberi di Scegliere Onlus di Vercelli
Oggi a Billiemme la S.Messa e la consegna del premio - Vercelli, 26 gennaio 2019

( g.g.) - «Quando non riesco a dormire prego sempre, tengo compagnia a Gesù. Pregare vuol dire questo: stare vicino a Gesù e volergli bene».

 

Uno dei tanti insegnamenti che ci ha lasciato Placido Vidale, il Religioso Marianista scomparso il 31 gennaio 1991.

 

Non ci era mai accaduto prima e non ci è più accaduto dopo.

Il breve tratto di cammino percorso insieme a Fratel Placido Vidale è sempre stato permeato da una consapevolezza sicura: sto conoscendo un Santo.

 

Questo è un Santo – mi dicevo, convincendomi ogni giorno di più – e io sono a contatto con un Santo.

 

Perciò i nostri incontri erano – sì – del tutto informali ed i saluti, la conversazione, il pranzo o la cena, sempre vissuti con naturalezza.

 

Ma “naturalezza” fino ad un certo punto, perché non ci abbandonava mai questa sensazione del tutto inedita: stai pranzando con un Santo - il pensiero ritornava, insistente - un Santo ti ha preparato la minestra.

 

Non sappiamo se qualcuno stia pensando, oggi, di iniziare il processo canonico che porta al riconoscimento della eroicità delle virtù illustrate da una persona che sarà elevata agli onori degli Altari.

 

Certo, questo importa. Non è che non importi.

 

Ma possiamo ben dire che se questo processo dovesse ancora tardare – sempre che non si sia già iniziato – nulla questo ritardo toglierebbe ad una evidenza che è del tutto pacifica.

Vercelli ha avuto il privilegio storico di ospitare e vedere all’opera una persona che si è messa docilmente quanto eroicamente a disposizione di Dio.

 

Dio si è servito delle mani di Placido per asciugare molte lacrime.

 

Si è servito delle braccia di Placido per guidare e sostenere quelle di tanti ragazzi e ragazze “invalidi”, che altrimenti non avrebbero potuto afferrare e manovrare nessuno strumento di lavoro.

 

Si è servito della intelligenza di Placido per scavare, senza farsi fuorviare dalle cortine fumogene delle apparenze, dentro l’anima di coloro che non avevano il coraggio di dire ad altri cosa tenessero dentro.

 

Così quel segreto "dentro" rimaneva e "lavorava" fino a mangiarsi la vita, come un cancro interiore.

 

Dio si è dunque servito degli occhi di Placido, così penetranti eppure mai inquisitori, cercatori inesausti; mai gabbati dai mille espedienti di cui si serve il “baro”, eppure sempre rispettosi della persona che porta dentro di sé una verità bisognosa di essere cercata.

 

Anche quando tremenda, eppure che si doveva “tirare fuori” per essere neutralizzata, sofferenza offerta come dono a Maria.

Si è infine servito della parola di Placido per annunciare, con il Vangelo della testimonianza e del dono di sé, la propria Parola, il proprio amore.

 

Una parola che si faceva orante.

 

Certo, Placido dedicava molto tempo al giorno alla lettura della Parola di Dio ed alla preghiera.

 

Ma pregava anche quando parlava con chi aveva bisogno di lui: ed erano poche parole, asciutte, piene di verità. Mai udimmo una pietosa bugia, e mai una parola aspra per veicolare una necessaria verità scomoda.

 

Non esisteva per lui verità che fosse scomoda: al più, poteva essere “segno di contraddizione”.

 

Così, occorreva presentarla ad una persona che prima aveva preferito ignorarla, sfuggirle, negarla, senza che ciò procurasse ulteriori ferite, facesse sanguinare ancora cuori già trafitti, facesse sgorgare altre lacrime da occhi già arrossati da tanto pianto.

 

Già poche ore dopo la sua morte, il 31 gennaio 1991 (avrebbe compiuto 61 anni il 20 marzo successivo), all’Ospedale di Vercelli, si fece strada l’idea di istituire un premio alla sua memoria, che ne ricordasse l’opera e l’impegno.

 

Il gruppo dei promotori fu eterogeneo, ma agì con convinzione: oltre a chi scrive, ci furono Giorgio e Loredana Tibaldeschi, Don Alberto Colombo, il direttore di Notizia Oggi Vercelli, Massimo De Nuzzo.

 

***

Quest’anno, a 28 anni dalla scomparsa, il premio a Suo nome è andato alla Associazione Liberi di Scegliere Onlus, che tutti a Vercelli e non solo conoscono per la meritoria opera che svolge a favore delle persone invalide.


La S.Messa in Billiemme concelebrata da Mons. Marco Arnolfo, Arvicescovo di Vercelli e Padre Alberto Colombo, erede spirituale di Placido - 


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