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13/05/2010 - Cuneo Città - Pagine di Fede

IL SANTO PADREA OGGI È A FATIMA – Le Nozze di Cana offerte alla nostra meditazione nel secondo Mistero della Luce

IL SANTO PADREA OGGI È A FATIMA – Le Nozze di Cana offerte alla nostra meditazione nel secondo Mistero della Luce
Fatima, la Basilica

 



E’ davvero provvidenziale la circostanza che ci vede uscire in edicola proprio il giorno dell’anniversario delle apparizioni di Fatima, il 13 maggio 1917.


Una ricorrenza che sarà solennizzata dal Santo Padre con la celebrazione della Santa Messa, oggi alle 10, sulla grande piazza antistante la “cappellina” eretta alla Cova de Iria, la località alla periferia della cittadina portoghese ove la Vergine volle rivelarsi ai tre “pastorinos”.


Il Papa è già a Fatima dall’altro ieri e ci resterà fino a domani. Intenso è il suo programma pastorale, gli appuntamenti culturali e religiosi. Un programma che è la testimonianza del profondo legame tra Benedetto XVI e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. E’ il terzo Pontefice che viene qui pellegrino (prima di lui Paolo VI e Giovanni Paolo II). Era ancora Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede che, nell’anno 2000, quando divenne pubblica la terza parte di quello che è stato chiamato Segreto di Fatima, preparò un dottissimo “Commento teologico” sulle rivelazioni private. In quella occasione la Santa Sede fu rappresentata dal Cardinale Angelo Sodano e dal nostro Arcivescovo Emerito, Mons. Tarcisio Bertone, che allora della Congregazione per la Dottrina della Fede era il Segretario.


Ed è stato proprio il Card. Bertone, nella notte appena trascorsa, a presiedere la celebrazione eucaristica della veglia, che ha preparato la giornata di oggi.


Abbiamo già detto in tante altre occasioni, mentre seguiamo, nel terzo giovedì del mese, quella parte di itinerario del nostro pellegrinaggio giornalistico che ci porta a Fatima, che una componente essenziale del magistero di Maria, del suo concorso all’azione pastorale della Chiesa, è rappresentata dall’invito alla preghiera ed in particolare alla preghiera del Santo Rosario. Poco prima di congedarsi dai piccoli veggenti, la Vergine volle presentarsi a loro proprio con questo nome:”Sono la Regina del Santo Rosario”. Un modo per dire come quella preghiera le stia a cuore, come quella preghiera ci aiuti ad entrare in sintonia con quella via mariana alla santità che è meta non irraggiungibile per ogni persona che voglia porsi alla sequela di Gesù.


Ed allora anche oggi proseguiamo nel nostro “viaggio” alla ricerca dei tesori di spiritualità offerti a Fatima. Un viaggio che si può meglio compiere tenendo in mano la “Corona” e recitando le decine che ci sono proposte a scandire la settimana. Il giovedì si medita sui Misteri della Luce e la scorsa settimana abbiamo contemplato il primo di essi, Giovanni Battista che battezza Gesù al Giordano.


Oggi fissiamo lo sguardo sulla seconda di queste icone.


Siamo a Cana di Galilea, dove è preparato un pranzo nuziale.


E’ una scena proposta – tra i quattro Vangeli – solo da quello di San Giovanni e come molta parte degli scritti giovannei affida il proprio messaggio ad una avvincente, ancorchè rarefatta, simbologia.


Una pagina che subito si presenta come una pagina mariana e insieme cristologica a tutto tondo:”Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù” (Vangelo di San Giovanni, 2,1).


Gesù verrà in quella casa ove è già presente Maria.


Gesù era venuto nel mondo ove e perchè era risuonato il “sì” di Maria.


Ora viene nella casa di questi sposi, ancora ignari della insufficienza del loro “vino”, pur provveduto per guarnire quella mensa, per impreziosire quel convivio, per onorare, in quelle nozze, la costitutiva celebrazione di una unione, di una alleanza, di una nuova famiglia.


Questo era il loro umano intento, che tuttavia sarebbe rimasto frustrato senza l’intervento di Gesù che non porta nuovo vino, ma porta in quella casa il “Vino Nuovo”, affatto diverso da quello ormai esaurito cui era pur stata capace di arrivare la umana sollecitudine.


E’ un momento forte e persino fondativo del cammino rivelativo e l’Autore sacro si preoccupa di comunicarci che in quel momento straordinario Maria c’era. Come ci sarà nel giorno della Passione. Come ci sarà, nel Cenacolo, nel giorno della Pentecoste.


Facciamo entrare Gesù nella nostra casa, perchè porti anche a noi il “Vino Nuovo” per la nostra nuova vita, consacrata nel convivio dell’Agnello. Apriamo la nostra porta a Gesù affidandoci a Maria. Sia Maria nella nostra casa, nel nostro cuore, preparati per accogliere il Redentore.


 

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