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21/02/2021 - Vercelli - Salute & Persona

INSIEME A TANTO DOLORE, IL COVID HA FATTO EMERGERE UN GIACIMENTO DI BENE E SOLIDARIETA' - Un anno con il Coronavirus ha fatto piazza pulita di luoghi comuni (spesso interessati) sulla Sanità pubblica

INSIEME A TANTO DOLORE, IL COVID HA FATTO EMERGERE UN GIACIMENTO DI BENE E SOLIDARIETA' - Un anno con il Coronavirus ha fatto piazza pulita di luoghi comuni (spesso interessati) sulla Sanità pubblica

Una lunga giornata.

Ma, soprattutto, un pomeriggio intenso.

Quel giorno, come si vede dalla slide tratta dall’archivio, VercelliOggi.it pubblicò complessivamente 23 notizie, che, nel mondo del web, non sono poche.

Si trattava del secondo caso sospetto di Covid a Vercelli.


Si iniziava così un anno che avrebbe messo a dura prova la capacità di “risposta” alle sollecitazioni dei fatti, della cronaca, alla domanda di informazione che la gente ci ha rivolto.

Al di là dei numeriha senso parlare di record di accessi? Ecco, comunque, il grafico con i “click” del 21 febbraio 2020, dalle 17 in poi, e quelli di oggi – una cosa è stata subito chiara: il dovere di dare informazioni.

Speriamo di esserci riusciti, anche lungo quest’anno, rispettando i principi della verità, della continenza e della pertinenza dei contenuti e della loro esposizione.

Con il passare dei giorni abbiamo concentrato in un “contenitore” quotidiano gli aggiornamenti in tema di Covid19 e oggi siamo al numero 625, riprendendo soprattutto, ma non esclusivamente, le informazioni diramate giorno per giorno dall’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.

Non certo perché non avessimo voglia di lavorare, ma soprattutto per ricercare la massima autorevolezza delle Fonti, visto che la Regione non ha mai nascosto le cose più importanti.

Abbiamo, ovviamente, attinto anche dalla realtà quotidiana: se digitiamo la parola “coronavirus” nel settore di ricerca del nostro archivio,

vediamo comparire oltre 1.200 risultati.

***

Perché questa differenza tra 1.200 e 625 notizie?

Perché la pandemia ha determinato molti altri cambiamenti, non solo in ambito sanitario.

Ha coinvolto e talora travolto l’economia, messo in crisi modelli organizzativi consolidati, anche se – come in non rari casi si è visto – fragili già prima che deflagrasse l’emergenza sanitaria.

Ha cambiato la vita delle famiglie, soprattutto di quelle che hanno figli in età scolare.

Ha abituato i ragazzi a comunicare a distanza, con almeno 10 anni di ritardo rispetto alle società industrializzate e 10 di anticipo su quanto saremmo riusciti a fare se non avessimo dovuto contrastare il virus con straordinari strumenti di prevenzione.

A comunicare anche tra loro, non solo a e per la Scuola.

Dopo di che, per Insegnanti, studenti e famiglie, ci sono stati e ci sono anche i problemi, che però non cambiano i fatti: si è compiuto un balzo in avanti altrimenti inconcepibile.

***

Abbiamo affrontato insieme il dramma delle Case di Riposo, vivendo anche esperienze tragiche.

Ci siamo congedati da una generazione che ci ha dato molto, se non tutto: un congedo duro da accettare, consumatosi senza concedere di guardare per l’ultima volta negli occhi chi ci ha cullato, di tenere, tra le nostre, mani che ci hanno cresciuto (anche se, talvolta, allungando qualche scappellotto).

Abbiamo imparato a rispettare di più chi lavora per noi dando servizi essenziali come quello sanitario.

Senza dimenticare le realtà della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa e del Volontariato socio sanitario tutto.

Se l’abuso del termine “eroe”, come ogni abuso, nasconde e deforma la realtà, invece di rappresentarla fedelmente, una cosa è chiara: si è fatta finalmente piazza pulita di una pestilenziale retorica dei “tagli”, che pareva considerare la spesa sanitaria come un problema, invece che una risorsa, un investimento per il futuro.

Si è fatta piazza pulita di una retorica stupida, quando non interessata per infimi e surrettizi interessi economici, che pretendeva di vedere, nella Sanità privata, la modernità e l’efficienza ed in quella pubblica qualcosa di borbonico, inefficiente, anchilosato, ancora troppo elefantiaco ed, infine, antieconomico.

Il Coronavirus ha dimostrato che è nelle strutture pubbliche che si riesce a portare a casa la pelle.

Che la prestazione sanitaria è – come si dice oggi – in non rari casi di “eccellenza”.

La ripristinata dignità sociale del mondo della Sanità pubblica non deve ora essere nuovamente dissipata: si deve andare avanti a rafforzare un sistema sanitario in cui la gente ha di nuovo una motivata fiducia.

***

L’epidemia ha fatto emergere tanti episodi di generosità e solidarietà sociale.

Si sono scoperti giacimenti di amore per il prossimo, con qualche gemma preziosa di straordinaria caratura.

Ma – è persino banale osservarlo – se queste realtà sono emerse, se queste persone buone si sono espresse ora, è evidente che ci fossero già prima.

Perché non le abbiamo riconosciute?

Portiamoci con noi questo pensiero: la strada è ancora lunga; è probabile che non tutto abbiamo capito fino in fondo, nemmeno di noi stessi.

Prendiamo, infine, a prestito l'idea guida che ha ispirato la fondazione, oltre un secolo fa, dell'Associazione Nazionale Alpini: ricordiamo i morti, aiutando i vivi.

Così potremo, forse, elaborare meglio il dolore per l'addio che abbiamo dato a tanti di noi.

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Un anno nel corso del quale abbiamo anche imparato ad analizzare la realtà con strumenti nuovi, a vedere con occhi diversi.

Si continua.

Grazie della Vostra attenzione e dell’amicizia con cui seguite il nostro lavoro.

 

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