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15/01/2011 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 16 gennaio 2011 - "Io non lo conoscevo"

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 16 gennaio 2011 - "Io non lo conoscevo"
Nicolas Puossin - XVII Secolo - San Giovanni Battista al Giordano

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49,3.5-6



Il Signore mi ha detto:
«Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».


 DAL SALMO 39


Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».
«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.


DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI,


CAP. 1,1-3


Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!


DAL VANGELO SECONDO SAN GIOVANNI, CAP. 1,29-34


In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».


UN PENSIERO SULLA PAROLA


Come i Lettori ormai sanno, nella terza settimana del mese il nostro pellegrinaggio giornalistico dirige verso la Cova de Iria, la località presso Fatima, in Portogallo, ove la Madonna apparve ai tre pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia dal 13 maggio al 13 ottobre 1917.


Sono in particolare tre gli insegnamenti che la Vergine lasciò ai “pastorinos”.


Il primo è un richiamo alla conversione ed alla penitenza, alla preghiera che salva “i peccatori”.


Il secondo è un messaggio di fiducia: il mio Cuore Immacolato trionferà.


Ed il terzo ci porta direttamente a contemplare le pagine di Scrittura offerte alla nostra meditazione dalla Liturgia di questa domenica: la Madonna indica in Suo Figlio Gesù la via, la verità, la vita. Proprio come aveva annunciato Giovanni il Battista: “Ecco l’Agnello di Dio”.


La Parola di questa domenica ci aiuta ad evitare il grande rischio che la nostra fede, e la nostra vita, sia vissuta ad intermittenza proprio come quelle lucette che da poco abbiamo deposto dal nostro presepe o dal nostro albero di Natale: si accendono e si spengono! A Natale abbiamo acceso la nostra fede e la nostra vita davanti al mistero dell’incarnazione, ora entriamo nella fase “spenta” dove tutto ritorna ad una normalità segnata dall’abitudine e dalla routine che la vita ci mette di fronte: è ripreso il lavoro, la scuola, l’università insomma si ritorna alla vita “ordinaria” in attesa della prossima accensione magari alla festa di Pasqua!
Il vangelo oggi ci consegna l’esperienza che Giovanni Battista ha fatto dell’incontro con Gesù Cristo! Ecco la parolina che ci aiuta ad accendere il nostro tempo ordinario: fare esperienza di Gesù!
E’ significativo che il brano si apre con Gesù che viene verso Giovanni! La festa del Natale è stato proprio questo: Dio è venuto, attraverso Gesù Cristo, verso di noi, si è fatto disponibile all’incontro con la nostra storia, con la storia dell’umanità che non è più storia ordinaria ma proprio perché abitata da Dio è ormai storia straordinaria, storia di salvezza! Il tempo ordinario allora diventa il tempo in cui, come Giovanni, siamo chiamati a fare esperienza di questo incontro, dove tocchiamo la presenza del Signore nel nostro cammino quotidiano! Noi cristiani dobbiamo costantemente passare da una fede espressa a parole a una fede espressa con l’esperienza.
Isaia nella prima lettura dice che c’è ancora un
”troppo poco” che deve diventare “luce delle nazioni, perché porti la salvezza fino all’estremità della terra”. Mi fermo per un attimo e mi accorgo che davvero c’è ancora un “troppo poco” nel mio quotidiano, nella mia vita ordinaria che deve “diventare luce”. Raccogliamo allora con coraggio questo invito ad un “di più” che ci aiuti ad uscire dal rischio della mediocrità e dell’abitudine. Giovanni Battista , esperto in preparatore di strade, questa volta non ci indica una strada da fare ma uno sguardo da incontrare: “ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!”. Giovanni Battista, dopo l’esperienza dell’incontro con Gesù nel battesimo, intuisce una profonda verità: non siamo più noi con i nostri sforzi e la nostra buona volontà a raggiungere Dio, ma lui stesso con Cristo ci ha raggiunto dove siamo e lì si rende presente.


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