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27/11/2010 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 28 novembre 2010 - "Nell’ora che non vi immaginate, viene il Figlio dell’uomo"

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 28 novembre 2010 - "Nell’ora che non vi immaginate, viene il Figlio dell’uomo"
Il Profeta Isaia, Cappella Sistina

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap.  2,1-5



Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.


Dal Salmo 121


Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.


Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, Cap. 13,11-14a


Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.


Dal Vangelo secondo San Matteo, Capitolo 24,37-44


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».


Un pensiero sulla Parola


Chi ha avuto la fortuna di avere un padre che l’ha aiutato a crescere, conserverà certamente il ricordo di qualche momento – almeno di uno – in cui quell’uomo adulto, ricco di esperienza e non solo carico di passato, ha lasciato un insegnamento – almeno uno – destinato ad avere durata. E’ il momento in cui – preferibilmente, secondo l’iconografia classica, alzando insieme lo sguardo, padre e figlio, verso un orizzonte lontano -  il braccio paterno si appoggia sulla spalla del ragazzo.


Un gesto che  non è più un abbraccio e non è ancora la ricerca di un sostegno. Forse, certe verità meglio si distillano e bevono se si sta vicini, così che passino da bocca ad orecchio senza rischiare dispersioni né intrusioni del mondo esterno.


Guai al padre che in quei momenti dica cose non vere, dispensi insegnamenti scellerati, riversi in quel calice altro che non sia acqua resa viva dalla sincerità, resa pura dalla buona fede. Guai al padre che in quei momenti effonda il veleno del male.


Il suo destino è già chiaro se leggiamo le ultime parole di questo Capitolo del Vangelo di San Matteo. Il Signore:”Lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti (24, 51).


Ecco, all’udire le parole di Gesù in questo brano di Vangelo, pare proprio di essere in compagnia di quel padre ideale, che vuole farci conoscere, mettere a disposizione, insegnamenti importanti. Da tenere bene a memoria, farne un patrimonio, per tutta la vita.


Noi incominciamo, nella versione offerta in questa Liturgia, la lettura di questo Capitolo al versetto 37. Ma se andiamo appena più su, al 36, ci colpisce una frase di importanza assoluta. E’ una di quelle occasioni nella quali arriva, nella nostra vita, una rivelazione definitiva:”Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre”.


Quando tornerà il Figlio dell’uomo? Non lo sa nessuno. Non lo sanno gli angeli. Non lo sa neppure il Figlio.


E se non lo sa neppure il Figlio, come possiamo pensare di saperlo noi? Forse consumandoci gli occhi sugli oroscopi? Forse credendo a Nostradamus o a tutti quelli che, ciclicamente nella storia, non si sono mai voluti rassegnare, hanno sempre ostinatamente cercato di sapere quello che non si può sapere?


E’ una capitolo apocalittico, questo ventiquattresimo del Vangelo di San Matteo. Dice come andranno le cose quando il mondo finirà. Ci mette in guardia da più punti di vista.


Intanto, bisogna sempre essere pronti. Anzi, vigili. Di più: non distrarsi neppure per un attimo da questo pensiero. Perché:”nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.


E poi: inutile lambiccarsi tanto il cervello su quando quell’ora sarà. Il Figlio dell’uomo verrà, appunto:”Nell’ora che non vi immaginate”.


La Parola di Dio è chiara ed inequivoca: per tanto che cerchiamo di immaginare quando arriverà, per definizione lo scoccare di quell’ora non è immaginabile.


Quindi, attenti agli impostori:”Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.” (Cap. 24, 23-24)


E se questi scellerati sono però capaci di fare “grandi portenti” ed addirittura “miracoli”, così che riescano ad:”Indurre in errore, se possibile, anche gli eletti”, allora figuriamoci come dobbiamo stare attenti noi, che siamo così diversi dagli “eletti”, siamo poveri mortali qualsiasi.


Conviene, però, che ora lasciamo il…computer per incoraggiare i nostri Lettori alla lettura dell’intero Capitolo 24. Sapranno loro, aprendo la mente ed il cuore, nella preghiera, allo Spirito di Dio, trarne ancora molti insegnamenti.


Vangelo secondo San Matteo, Capitolo 24


Matteo 24


1 Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. 2 Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata».
3 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».
4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 6 Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 7 Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12 per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. 14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato.
21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l'ho predetto.
26 Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.
29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte
.
30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.
32 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. 34 In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
36 Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.
42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
45 Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 46 Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 47 In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. 48 Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, 50
 arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa,
51
 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.






 

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