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04/12/2010 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 5 dicembre 2010 - "In quel giorno..."

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 5 dicembre 2010 - "In quel giorno..."
San Giovanni Battista

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 11,1-10



In quel giorno,
un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno avverrà
che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.


Dal Salmo 71


O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.


Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.


Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, Cap.15,4-9


Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.
E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome».


Dal Vangelo secondo San Matteo, Cap. 3,1-12


In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».


Un pensiero sulla Parola


Le Letture di questa settimana ci pongono di fronte all’importanza di un momento:”In quel giorno”, oppure “In quei giorni”. Sono momenti storici; hanno una data che gli studiosi hanno individuato. Ma sono anche momenti simbolici, che alludono ad una venuta messianica concepita non solo in quanto capace di un proprio ingresso nella realtà, appunto nella storia. Ma concepita anche quale condizione esistenziale in cui l’attesa è finalmente coronata dalla promessa mantenuta.


Ebbene, “quel giorno” non è un giorno nato come da una scintilla, senza un preavviso, senza una preparazione. Quel giorno è stato pensato e costruito dalla insondabile sapienza del Padre sin dall’alba della creazione. In vista di quel giorno, una creatura in particolare è stata preservata dal peccato originale.


Il prossimo 8 dicembre celebreremo la Solennità della Immacolata Concezione di Maria. E’, bene, mentre ci apprestiamo a meditare su questo grande e misterioso dono di Dio, dissipare innanzitutto un equivoco nel quale molti rischiano di cadere. Quando diciamo che la Madonna è stata concepita senza peccato originale, non alludiamo a nulla di simile al concepimento verginale di Gesù, che illustra il Mistero della Annunciazione. La Madonna, Maria di Nazareth, nacque in seguito ad un normale rapporto coniugale dei propri genitori, che la Tradizione identifica in S.Anna e S.Gioachino. Cosa significa, dunque, “Immacolata Concezione”?


Significa che, in vista dei meriti straordinari pensati per Lei dall’Eterno Padre, quella creatura nacque priva del peccato originale, condizione che invece è propria di ogni altro uomo o donna sulla terra, dopo i nostri progenitori Adamo ed Eva.


Detta così, questa verità di fede, vista con gli occhi di una fede semplice, è in fondo abbastanza intuitiva. E’ chiaro che se la Madonna doveva essere la Madre di Dio che si fa uomo, la Madre del Salvatore, non poteva essere proprio del tutto come le altre creature, almeno da questo punto di vista. Il popolo, infatti, ha sempre – nei secoli, nella Tradizione, nella storia delle Fede – ritenuto come un fatto in fondo naturale che la Madre di Dio non potesse che essere tenuta immune dal peccato originale.


Il popolo, appunto; non così i dotti:”Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Vangelo di S.Matteo, 11, 25-27). O almeno molti tra questi. Anche se Santi. L’Immacolata Concezione di Maria è una verità di fede che non sempre ha avuto vita facile, nemmeno all’interno della Chiesa. I dotti pensavano più o meno così: se Gesù è venuto per togliere i peccati di “tutti” gli uomini e donne, qualora anche uno solo o una sola tra gli uomini e le donne non fosse stata salvata da Gesù, vorrebbe dire che il Salvatore è un po’ meno “salvatore”. Sarebbe come sminuito. E, invero, non si sarebbe trattato di una “diminutio” di poco conto. Avrebbe portato con sé la conseguenza “logica” che Gesù, in fondo, poteva essere venuto “per molti, ma non per tutti”: un forellino in una diga dogmatica capace di farla infine franare.


Questo secondo la logica umana. Non così ha pensato e agito, evidentemente, l’Eterno Padre, che fece le cose più in grande: Gesù è venuto per salvare tutti gli uomini e donne, Maria compresa. Ma la Madonna è stata salvata – sempre da Gesù – in via preventiva, proprio in vista dei suoi meriti.


Una verità sottile che arrivò a sintetizzare un Dottore della Chiesa ricordato appunto come il “Dottor Sottile”, Giovanni Duns, detto Scoto (perché di origini scozzesi), un francescano che visse attorno a cavallo tra il 1200 e 1300:”Potuit, decuit, ergo fecit”. L’Eterno Padre “poteva” (potuit) agire così; ciò era “conveniente” (decuit) nell’economia della salvezza, quindi (ergo) lo fece. Così sostenne il Beato Giovanni Duns, proprio nel 1300, in una disputa teologica alla Sorbona di Parigi.


Ci vorranno però ancora più di 5 Secoli prima che il Papa Pio IX, l’8 dicembre 1854, proclami solennemente in S. Pietro, con la Bolla “Ineffabilis Deus” come verità di fede l’Immacolata Concezione di Maria.


 

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