VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Cuneo
Meteo.it
Borsa Italiana
martedì 11 agosto 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
08/01/2011 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 9 gennaio 2011 - "Io non sono degno di chinarmi per legare i lacci dei suoi sandali"

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 9 gennaio 2011 - "Io non sono degno di chinarmi per legare i lacci dei suoi sandali"
Il battesimo di Gesù

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap.  55,1-11



Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».


Dal Salmo 148


Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.


Dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo, Cap. 5,1-9


Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.


Dal Vangelo secondo San Marco, Cap. 1,7-11


In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


Un pensiero sulla Parola


Riprendiamo con lena il nostro pellegrinaggio giornalistico, che oggi ci offre il meraviglioso scenario delle montagne innevate, in quel di Valmala.


I nostri Lettori sanno che il primo sabato del mese dirigiamo i nostri passi verso la località dell’Alta Valle Varaita, in provincia di Cuneo e diocesi di Saluzzo, ove la Vergine apparve – dall’agosto all’ottobre dell’anno 1834 – a quattro ragazze, tutte di nome Maria. Erano intente alla cura della piccola mandria loro affidata dalle famiglie. Conducevano al pascolo all’Altopiano del Chiotto lo sparuto, ruminante, drappello e attendevano che il sole calasse per fare ritorno all’abitato. Quando la Signora Piangente del Chiotto si rivelò a loro, fu un momento sconvolgente per la palcida, anche se difficile, vita del borgo. La Madonna, tuttavia, fu riconosciuta e venerata come “Madre della Misericordia”, titolo che è sinonimo di Madre di Dio, come è vero che Carità e Misericordia indichino, integrandolo, l’amore inesauribile  del Padre per la propria creatura.


Anche nel corso del 2011 ci proponiamo di percorrere questi sentieri, di approfondire le iridescenze di un’esperienza spirituale, quella di Valmala, che ci mette a contatto con il misterioso dono della Misericordia di Dio. Con la dimensione di quell’Amore assoluto ed accessibile alla umana ragione solo se questa è capace di riconoscere il proprio limite, la propria finitudine. Così da assecondare meglio il pervasivo abbraccio di quella Verità che – come intuiva David Maria Turoldo – “non ragiona”.


E proprio sulla discriminante di una “ragionevolezza” del credere che elude il nostro dominio, eppure esige il nostro contributo, ci conducono per mano le Letture che la Liturgia offre questa settimana al nostro pensiero ed alla nostra preghiera.


Il Profeta Isaia presenta a noi un interrogativo di primo acchito paradossale: comprare senza pagare. Nemmeno con un “pagherò”. Proprio gratis. Le cose migliori. Prelibatezze. Le cose migliori non si pagano, anche perchè non hanno prezzo. Mentre nella nostra vita ci affanniamo a trafficare e spendere denaro per assicurarci beni che non possono neppure sperare di avere un valore che si avvicini a quelli offerti a noi gratuitamente dal Padre.


Eppure questi beni destinati a perire ci appassionano, assorbono gran parte delle nostre energie. Così che ne restano ben poche da dedicare a Colui che è origine di ogni bene. Un celebre aforisma di Oscar Wilde disegna con singolare efficacia i contorcimenti di un animo pervaso di cinismo:”Il cinico – diceva il vate del carcere di Readings – è colui che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna”.


Così, tutti presi a seguire i corsi borsistici di ciò che non ha futuro, parliamo  talvolta a vanvera di “valori”. Anche quando vogliamo essere “pragmatici”, vogliamo badare alla cose “che contano”, rischiamo di guardare al mondo reale con strabismo. Quelle che contano davvero le lasciamo da parte, dedichiamo loro tempo residuale. Non occupiamo abbastanza tempo a cercare Dio, che invece ci attende come il Padre Misericordioso attendeva il Figliolo prodigo perchè il Signore, come ci dice il Profeta Isaia, è:”Dio che largamente perdona”.


Cerchiamo ora, non perdiamo tempo, perchè altrimenti il tempo perderà noi. E’ proprio Isaia ad attirare la nostra attenzione su questa urgenza:”Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino”.  


Il Signore nostro Dio chiede, pur nella sua grandezza ed onnipotenza,  che cooperiamo alla realizzazione del suo misterioso e misericordioso progetto.


Nella Parola di Dio che leggiamo oggi ci sono indicati due modi di metterci al servizio di questo piano salvifico. Il primo è la nostra testimonianza. La testimonianza dell’amore verso i fratelli. San Giovanni ha parole che potremmo dire lapidarie e di una logica incontrovertibile:”Chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato”. E come potrebbe essere diversamente?! Il problema è che spesso si tratta di un impegno difficilissimo. Ma, nella Sua Parola, il Padre non ci dice quasi mai che le cose sono facili. Ci dice le cose che vuole. Ci dice che quelle cose sono buone per noi. Ma che siano facili non lo dice. Perchè non è vero che siano facili. Ma non dobbiamo rinunciare a provarci. Lui sarà con noi a darci pazienza, coraggio, perseveranza, capacità di resistere.


Il secondo modo di metterci al Suo servizio è l’annuncio. Condividere con i fratelli la verità della fede. Non certo per metterci su un piedistallo ed assumere anche noi la posa dei tanti e troppi predicatori da talk show. Non c’è bisogno di altri “infallibili”, sedicenti ed autolegittimanti moralisti del tubo catodico.


Nel brano del Vangelo di San Marco, San Giovanni il Battista, che pure Gesù indicava come il più grande tra i “nati di donna”, ci fa vedere quale sia il giusto atteggiamento di umiltà per chi voglia annunciare Gesù:”Io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali”. E se non lo era lui, il più grande tra i nati di donna, figuriamoci noi.


Ma di questa minorità così apparentemente disperata non dobbiamo avere paura; la nostra insufficienza non deve essere pretesto per derive accidiose e rinunciatarie. Anche del nostro niente Dio ha bisogno per camminare, in ogni tempo, in quel mondo ed in quel popolo che lui ha voluto. Offriamogli tutto di noi: i nostri talenti, se ne abbiamo, ed anche le nostre miserie: di queste ultime certo non ce ne faremo un vanto, ma se aspettassimo di essere santi per incominciare a servire Dio, dovremmo aspettare molto e forse non incominceremmo mai.

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
CuneoOggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020- Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@cuneooggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it