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19/09/2021 - Biella - Pagine di Fede

I POVERI CHE HAI AIUTATO TI APRIRANNO LA PORTA DEL PARADISO - Oggi la Trigesima del Diacono Costantino, esempio di carità e dedizione agli ultimi

I POVERI CHE HAI AIUTATO TI APRIRANNO LA PORTA DEL PARADISO - Oggi la Trigesima del Diacono Costantino, esempio di carità e dedizione agli ultimi
Il Diacono Costantino -

Abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo sette anni fa, proprio in giorni come questi: era il 21 settembre 2014 ed il Monastero Mater Carmeli di Biella era in festa.

Ricorrevano, per Suor Maria Aurora della Resurrezione, i 25 anni di Professione perpetua.

Monaca Carmelitana da 25 anni, proveniente dal Monastero di Carpineto Romano.

Un piccolo centro del Lazio che ha tanto da dire alla Chiesa, se ricordiamo che vi nacque Gioacchino Pecci, futuro Papa Leone XIII, il Pontefice che nel 1891 dettò la Rerum Novarum, la pietra miliare di tutta la Dottrina Sociale della Chiesa.

I nostri Lettori conoscono bene il Monastero Mater Carmeli di Biella: Suor Aurora e le Consorelle ci fanno il regalo, tutte le settimane, di inviare una meditazione sulle Letture proposte dalla Liturgia della domenica.

Parole intelligenti e profonde, che in filigrana permettono di leggere una grande preparazione.

Ma, soprattutto, parole semplici, che rivelano l’attitudine all’ascolto ed alla comprensione fraterna del prossimo, prima ancora che alla comunicazione.

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Il padre di Suor Aurora, Costantino era, in qualche modo “padre d’arte”: non più giovane, aveva anch’egli assecondato una vocazione al servizio della Parola ed era diventato, nel 1991, Diacono nella Chiesa biellese.

Il Diacono Costantino Pierconti, dunque.

Lasceremo che, tra poche righe, parli di lui sua figlia.

Se n’è andato il 19 agosto, per le conseguenze di una caduta accidentale; era nato il 18 marzo 1934.

Figlio, fratello, marito, padre, lavoratore, diacono, consigliere di tutti, volontario, attivo partecipe della vita pubblica, sempre avendo come riferimento la Carità, che ha ricercato e vissuto quotidianamente. Accogliendo così, nel rispetto reciproco, ogni persona.

È stato ordinato diacono per le mani di Mons. Massimo Giustetti il 12 gennaio 1991. Ha svolto il suo servizio diaconale nella parrocchia di Sagliano Micca partecipando attivamente alla formazione del primo Oratorio della Parrocchia.

Sempre presente con disponibilità per le celebrazioni liturgiche, per aiutare il Parroco Don Renato, nella cura spirituale degli anziani, nei campeggi con i ragazzi, amante della recitazione e dello sport ha usato anche queste sue versatili capacità per stare con i ragazzi nell’oratorio ma anche per coinvolgere chi non ne faceva parte.

Ha svolto con fedeltà e fantasia il servizio di cappellano e catechista presso la Domus Laetitiae, entrando in comunicazione di amicizia con i vari ospiti e operatori.

Ha lavorato attivamente per il Centro di Ascolto zonale, che ha contribuito ad organizzare e ad aprire in collaborazione con la Caritas diocesana, con un servizio di ascolto e sostegno ai più poveri, cercando sempre vie di collaborazione anche con le amministrazioni locali.

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Oggi, 19 settembre, la Chiesa biellese ha celebrato la Trigesima a Sagliano Micca, la sua parrocchia.

Ma l’appuntamento per i vercellesi che si vorranno unire alla preghiera, nel Monastero che è un punto di riferimento spirituale ormai per tanta parte della nostra regione, è il prossimo 3 ottobre, quando la Santa Messa delle ore 9 sarà in suo suffragio.

Tra le molte belle parole che una figlia idealmente rivolge al padre nel momento del commiato, ci hanno colpito quelle che forse, di tutto questo sobrio ed a tratti commovente testo, sono come un’istantanea di un uomo sapiente; una “fotografia” che pensiamo di avergli scattato anche noi, nel momento del nostro incontro.

Si riferiscono alla sua partecipazione al progetto educativo che si alimenta della collaborazione tra gli Ospiti di Casa Speranza ed il Monastero Mater Carmeli:

“Forte è stata la tua presenza di aiuto anche per il Monastero Mater Carmeli quando per dieci anni hai condiviso la presenza della Comunità Casa del Giovane: sei stato amico dei ragazzi accolti, sei stato il padre che condivideva con loro la visione di una partita di calcio e faceva scivolare intanto parole e valori”.

Ecco: parole e valori fatti “scivolare” non dettati ex cathedra, ma con amicizia, amore, rispetto. Anche di chi sia chiuso in un limite, anche di chi abbia sbagliato.

***

Nel rinnovare a Suor Aurora ed alla sua famiglia le espressioni di cordoglio di VercelliOggi.it, ci sembra bello pubblicare questo ricordo, un pensiero che si illustra con le parole che ogni padre vorrebbe sentire:

“Grazie papo perché ci hai insegnato che la paternità è una questione di cuore: Dio ci ama con cuore di Padre, ognuno in modo speciale e singolare.

Così tu ci hai fatti sentire, facendoti tramite dell'amore di Dio. La frase che ripetevi a noi figli e a tanti tuoi amici e conoscenti: “In alto i cuori!”, è ancora di più oggi un sostegno e un’indicazione nel cammino della nostra vita. Grazie papo, uomo dal carattere forte, sei riuscito a metterti in relazione con ciascuno di noi. Sei stato un uomo di dialogo: dialogo ricercato anche con un continuo lavoro interiore.

Ci hai sempre rispettato nelle nostre scelte chiedendoci di spiegarti le motivazioni, per poterci rimanere sempre accanto. Hai sperimentato fatiche e sofferenze nel tuo percorso di vita, ma anche tante gioie e consolazioni, e avventure più diverse: sei stato amico, sei stato consolatore, sei stato operatore di carità nel servizio, sei stato anche amante dello sport e del teatro, nonostante l'età ti sei impegnato in opere di recitazione e sei stato uno dei primi attivi collaboratori dell'oratorio.

Ci ricordiamo il tuo desiderio di trovare, anche all'interno della chiesa, vie di servizio e di comunicazione che potessero essere sempre più inclusive dei poveri.

Sei stato un ricercatore nella fede, da buon chimico tintore amavi i colori e hai capito che il colore più bello non è mai uno solo, ma l' insieme caldo delle varie nuance.

Il tuo servizio presso il Centro di ascolto ha fortificato ancora di più questo tuo impegno per una chiesa di periferia che accoglie con il cuore: attenzione ai bisogni non solo materiali di chi avvicinavi. Anche il tuo impegno presso la Domus, con i ragazzi che hai tanto amato è stata una sfida. Come poter trasmettere la parola di Gesù con linguaggi comprensibili anche a chi è purtroppo chiuso in un limite.

Forte è stata la tua presenza di aiuto anche per il Monastero Mater Carmeli quando per dieci anni hai condiviso la presenza della Comunità Casa del Giovane: sei stato amico dei ragazzi accolti, sei stato il padre che condivideva con loro la visione di una partita di calcio e faceva scivolare intanto parole e valori. Ultimamente mi dicevi ci dicevi:

“quando andrò davanti al Signore cosa gli dirò? avrò fatto abbastanza?”.

Personalmente ti dicevo: “Guarda papo che saranno proprio i poveri che hai aiutato con tanto amore ad aprirti la porta, non sarà necessario dire altro”.

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