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07/10/2010 - Vercelli Città - Pagine di Fede

L’IMMAGINE RICONOSCIUTA - Tra le tante raffigurazioni esposte Maria Chiotti confermò il volto della Vergine

L’IMMAGINE RICONOSCIUTA - Tra le tante raffigurazioni esposte Maria Chiotti confermò il volto della Vergine
Madre della Misericordia

I nostri Lettori sanno che il primo giovedì del mese il nostro pellegrinaggio giornalistico si dirige verso Valmala, la località dell’Alta Valle Varaita (in provincia di Cuneo) dove la Vergine scelse di apparire a quattro ragazze del posto, tutte di nome Maria, nell’ Estate del 1834. La Madonna fu riconosciuta e venerata dalle veggenti e dalle popolazioni della Valle e di quelle circostanti con il titolo di Madre della Misericordia. In suo onore fu eretto un luogo di preghiera costruito con la pietra ricavata da una vena lapidea a lungo custodita nella montagna, senza che la gente del luogo lo sapesse e potesse estrarne il pregiato materiale anche per consolidare le abitazioni del luogo, fino a quel momento edificate in legno. Fu proprio la Madonna ad indicare dove cercare per trovare la pietra sulla quale edificare la Casa di Dio ed anche la casa di tante famiglie, che sono chiesa domestica. Lei stessa, nel corso delle apparizioni, si disponeva con i piedi poggiati su una roccia, conosciuta come il “pilone”, attorno al quale il Santuario ora raccoglie i pellegrini che, sempre numerosi, giungono al sacro luogo. Ma questa attribuzione del titolo di Madre della Misericordia alla Signora piangente che appariva all’Altopiano del Chiotto non fu né immediata, né diretta. Vi si arrivò grazie ad una prodigiosa scoperta, quasi guidata da Maria che pare abbia voluto prendere per mano i suoi prediletti fino a condurli alla rivelazione della verità.



Vediamo come andarono le cose, nel racconto di Aldo Ponso, autore di “Io vidi”, opera che racconta il fatto di Valmala.


E’ il 20 o 27 ottobre 1834, un lunedì. A Venasca, comune di fondovalle e centro commerciale di riferimento per quelle piccole borgate montane, è giorno di mercato. Allora come oggi. Le apparizioni della Signora piangente al Chiotto sono ormai terminate. Si sono rivelate fino a quando è durata la stagione degli alpeggi, cioè fino attorno al 20 settembre. Valmala, la sua montagna, i boschi di castagni e noci stanno già pensando di indossare la suggestiva, dorata, livrea autunnale.


Quella mattina Giuseppe Pittavino, padre di una delle veggenti, decide di scendere al mercato di Venasca.


Il paese è come sempre piacevolmente invaso dalle bancarelle, ma quel giorno ce n’è una particolare, che attira la sua attenzione. E’ un banchetto che vende oggetti religiosi ed è la prima volta che arriva da quelle parti. Egli vi si avvicina ed incomincia – un po’ come facciamo spesso anche noi – a curiosare: passano tre le sue mani immagini della Madonna tratteggiate da tanti artisti. Egli pensa:”Peccato che non siano qui i ragazzi. Magari essi vi troverebbero quell’immagine, quel volto, della Signora piangente del Chiotto”.


Torna allora in località Chiotmartin, dove abita la veggente Maria Chiotti e le chiede di scendere subito a Venasca, per cercare in quel banchetto.


La giovane accetta ed anche il babbo, Chiaffredo Chiotti, la accompagna. I tre, dopo un’ora di cammino,  giungono così nuovamente alla bancarella.


Maria incomincia, sospinta da una curiosità vivissima, a cercare tra tutte quelle illustrazioni, finchè non esulta, trovandone una in particolare. Ha l’immaginetta tra le mani ed esclama, esibendola a tutti i presenti:”E’ questa! E’ proprio lei!”.


Il capannello di gente che le si era radunato attorno appare, se non deluso, quanto meno meravigliato. Quella, tra le tante, non è certo l’immagine più bella. Non è nemmeno a colori. E’ una riproduzione in bianco e nero della Madonna come apparve, nel lontano 18 marzo 1536, al veggente Antonio Botta di Savona.


Quella è l’immagine di Maria, Madre della Misericordia e la giovane insiste, ne è proprio sicura: è la figura della Signora loro apparsa al Chiotto. Nel frattempo giungono a Venasca anche gli altri veggenti, accompagnati dai familiari: nelle vallate di montagna le voci fanno presto a passare da bocca a orecchio. Tutti guardano curiosi l’immagine ed il responso è unanime. E’ poprio lei. La stessa corona, lo stesso velo, la stessa veste e la posizione delle braccia, come usualmente era solita tenere la Vergine nel corso delle apparizioni.


Ben presto, la convinzione si radica sempre più. Man mano che l’immagine viene mostrata in paese, nessuno fatica a riconoscere in quei tratti le analogie con i racconti delle apparizioni tante volte ripetuti dai ragazzi nei mesi precedenti.


Sotto la figura, nell’immaginetta, c’è una scritta: “Madonna di Savona, comparsa ad Antonio Botta alli 18 marzo 1530, invocata nel cospicuo e sontuoso Santuario di Savona sotto il titolo di Maria Vergine Santissima, Madre di Misericordia”. Come si vede, è un’immagine così povera, che reca persino un errore di stampa: l’apparizione di Savona è, infatti, del 1536 e non del 1530. Ma la Madonna non bada certo a queste cose.


PRIMA LETTURA - Dal secondo libro dei Re


In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra]. Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».


 


SALMO 97 - Il Signore ha rivelato ai poveri la sua giustizia.


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!


 


SECONDA LETTURA - Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo


Figlio mio,
ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.


 


DAL VANGELO SECONDO LUCA - Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

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