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25/05/2015 - Lungosesia Ovest e Baraggia - Cronaca

LA FAMIGLIA AGNELLI CON SERGIO MARCHIONNE OGGI A BALOCCO - Intitolata a Umberto la Strada provinciale 60 - Eccezionale evento di popolo - Accolti a braccia aperte il Presidente della Juventus Andrea, sua madre Allegra, John Elkan e l’Ad di Fca

LA FAMIGLIA AGNELLI CON SERGIO MARCHIONNE OGGI A BALOCCO - Intitolata a Umberto la Strada provinciale 60 - Eccezionale evento di popolo - Accolti a braccia aperte il Presidente della Juventus Andrea, sua madre Allegra, John Elkan e l’Ad di Fca

( guido gabotto ) - Se è vero che la puntualità è la cortesia dei re, oggi la Famiglia Agnelli, unica dinastia  piemontese ancora riconosciuta come tale dalla gente, dal popolo, ha dimostrato ancora quella regalità che le è così naturale.

Attesi a Balocco per le 11, Andrea Agnelli, sua madre Allegra Caracciolo, John Elkann sono arrivati addirittura con quasi un quarto d’ora d’anticipo.

Con loro – se la Famiglia è la stirpe regnante – il Primo Ministro Sergio Marchionne, nella vita di tutti i giorni Amministratore Delegato di Fiat Auto prima, di Fca ora.

Il piccolo convoglio di auto tutto sommato anonime (modelli di Jeep e Lancia come se ne vedono tante, ma non va dimenticato che  l’Avvocato, fin che ha potuto guidava da sé una 131 Supermirafiori grigio metallizzato) si materializza quasi all’improvviso, annunciato da qualche sillaba filtrata dalle ricetrasmittenti che l’imponente quanto discreto servizio d’ordine ha in dotazione.

Tutto è pronto da giorni per un’accoglienza studiata nei minimi particolari dal Sindaco di Balocco Gian Mario Morello e dai suoi colleghi di Giunta di Consiglio.

Nulla è lasciato al caso.

Sulle aiuole, erba rasata come il green di un campo da golf.

La parte ufficiale del programma è ridotta all’essenziale. Gli illustri ospiti devono fare ritorno ai loro posti di combattimento, ma soprattutto bisogna lasciare che la Famiglia possa stare con il popolo.

Perché la cosa più importante e forse unica della giornata è proprio questa.

***

I discorsi, certo, hanno la loro parte.

Toccante – preparato sin nei minimi particolari – quello del Sindaco.

Semplice, diretto come una scorsa ad un album di foto ricordo di famiglia, quello di Andrea Agnelli.

Abbiamo preferito non mediarli con le nostre parole, offrendoli integralmente in videonotizia a corredo dell’articolo, come la gallery di fotografie.

Ecco il video:

http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2420

***

Ma poi è giustamente arrivato il momento dell’incontro.

L’incontro con la gente che da generazioni ammira, stima ed anche ama queste persone apparentemente così lontane e invece sempre sorprendentemente vicine.

L’incontro con i tanti Sindaci arrivati a Balocco.

Ed anche questo è un modo di incontrare il popolo.

Perché in questa parte d’Italia e soprattutto in questa parte del Piemonte il Sindaco è ancora un autentico rappresentante del popolo.

E lo è tanto più ora, quando la credibilità di un Primo Cittadino deve essere fuori discussione, perché ora i soldi sono finiti ed i “no” che si debbono dire sono sicuramente più numerosi dei “sì”; talchè la fiducia della gente si guadagna soprattutto con la testimonianza: di una fatica quotidiana, di uno stile di vita sobrio, della capacità di selezionare con intelligenza ed in modo condiviso i pochi investimenti che si riescono ancora a mettere in cantiere.

***

Oggi è dunque il giorno di un incontro, quello del popolo con la Famiglia Agnelli, che al compianto Umberto (che dalla moglie Allegra ha avuto due figli, Andrea e Anna) vede dedicata una strada importante non solo per la viabilità provinciale.

E’ la strada che – anche - illustra una via, un modo di lavorare, di fare impresa, di concepire lo sviluppo.

La strada che porta al “Circuito di Balocco”, come è comunemente conosciuto il “Centro Sperimentale”.

Gian Mario Morello ricorda che fu suo nonno materno a tracciare la perimetrale, per redigere il preliminare di vendita, del terreno che fu prima pista di prova dell’Alfa Romeo ed ora è (perché non si può fare a meno di parlare inglese anche in Baraggia) proving ground cioè il campo pratica dell’eccellenza industriale italiana ed internazionale.

***

I segni del lavoro di questa Famiglia sono dunque vicini, tangibili, fanno parte delle storie quotidiane di tanta gente che vive e lavora qui.

Ma sono vicini – vicinissimi per i tanti che tifano Juventus – i segni ed i sogni zebrati.

Da più di un’ora i bambini della scuola calcio di Balocco e dei paesi vicini sono pronti per una fotografia con il Presidente del Club.

Ce n’è anche uno – massimo, due – che tifa Milan, ma per oggi se ne dimentica.

Si scopre il “totem” che ricorda l’intitolazione.

Poi dall’imbocco della strada provinciale 60, che da oggi sarà “Strada provinciale Umberto Agnelli”, si va al Castello.

Mentre alla spicciolata si congedano prima John Elkann, poi Sergio Marchionne, quindi Andrea Agnelli, lei, Allegra Caracciolo, sta fino alla fine.

Anzi, la fine della festa è quando, ben oltre le 13, le va via per dirigersi verso Candiolo.

***

L’abbraccio sincero ed affettuoso della gente le piace, si trova a suo agio.

Anche quando, sotto un sole davvero generoso, ma alla lunga un po’ troppo ostinato,  preferisce riparare un po’ all’ombra sedendosi.

Da perfetto padrone di casa, il Prefetto le fa compagnia in ogni momento

e la invita ad assaggiare  la panissa (di passaggio: veramente eccezionale) preparata dai Volontari della Pro Loco.

Non esimendosi dal dispensare qualche consiglio: sulla panissa non si mette il formaggio.

E poi, non è vero che – come dicono alcuni – sia poi quella grande trovata aggiungere un po’ di vino, quando la porzione sta per finire.

La Signora Agnelli viene così – forse, per la prima volta in vita sua – a sapere dell’esistenza della “surbìa”.

Però – precisa Salvatore Malfi – quella delle surbìa è una fama un po’ usurpata: non tanto una cosa tipica, insomma, quanto piuttosto un’astuzia, un modo per sistemare le cose cui ricorrevano le nostre nonne quando la panissa non era venuta bene.

Il cronista vorrebbe garbatamente dissentire, ma si trattiene, intanto perché “sutor, ne ultra crepidam”, poi perché in fondo quello della surbìa è un po’ un campo minato: facilissimo mettere un piede in fallo.

Arriva il momento dei saluti.

La Signora Allegra si congeda dal Sindaco, dal Prefetto, dal Presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti; l’autista, premuroso, le apre il portellone della Fedra, lei si insinua nell’abitacolo.

Ancora un cenno con la mano.

Per Balocco incominciano i ricordi.

Mano ai cavetti per scaricare le migliaia di immagini e filmati dalle digitali e degli smartphones.

 

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