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10/05/2019 - Vercelli Città - Pagine di Fede

LA RELIQUIA DI BERNADETTE IN CARCERE - La Madonna non si stanca di venire a cercarci, anche quando alle nostre spalle si chiude, con il suo tonfo sordo e sinistro, il blindo di Billiemme

LA RELIQUIA DI BERNADETTE IN CARCERE - La Madonna non si stanca di venire a cercarci, anche quando alle nostre spalle si chiude, con il suo tonfo sordo e sinistro, il blindo di Billiemme

In attesa della grande processione “aux flambeaux” che questa sera alle 21 concluderà la straordinaria ostensione della reliquia di S.Bernadette a Vercelli, qualche notizia sulle scorse ore

Intanto, la bella testimonianza dei bambini che sono andati a visitare l’urna in Duomo.

Pensiamo che la registrazione audiovideo è avvenuta senza il minimo preavviso.

Abbiamo chiesto il permesso alle Maestre e, non appena gli scolari hanno capito che era sì, già alzavano la mano per intervenire.

Colpisce, negli interventi, la proprietà di linguaggio e lo scorrere fluido e spontaneo dei pensieri.

Ripetiamo: il filmato è stato realizzato senza il minimo preavviso.

E’ tutto uscito dal cuore di bambini evidentemente molto studiosi e riflessivi, quanto spontanei.

Tanti complimenti a loro, alle famiglie ed alle Insegnanti.

***

Nel pomeriggio di ieri, due appuntamenti attesi.

La reliquia è stata portata alla Casa Circondariale di Billiemme.

L’iniziativa è di Valeria Climaco, Responsabile delle attività educative a Billiemme, come sempre attenta a trovare ogni occasione utile per favorire l’incontro dei cittadini che stanno oltre il blindo, con tutti gli altri.

Perché nessuno si senta dimenticato.

Oltre a Mons. Sergio Salvini, delegato arcivescovile per la pastorale lourdiana, presente lo stesso Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo.

Poi in Ospedale, per fare visita agli ammalati.

Un pomeriggio che è parso come un’icona tratta dal Vangelo di San Matteo, con il Padre che riconosce i “giusti”, i salvati, in coloro che “vanno a trovare” i carcerati e “visitare” gli ammalati.

Sicuramente sono i posti in cui più c’è bisogno di sapere e di vedere dimostrato anche con segni tangibili che la Madonna non si stanca mai di venire a cercarci.

Per impervio che sia il territorio dove la vita ci abbia confinati, oppure noi stessi siamo andati a cacciarci con le nostre mani.

Possono desistere tutti, tutti possono smettere di pensare che noi siamo recuperabili a qualcosa di buono.

Tutti, ma Lei no, non molla mai.

Basta saperla aspettare, basta saperla accogliere, non dirle di no, non pensare che ormai non ci sia più nulla da fare, che sia tutto inutile, che sia troppo tardi.

***

Nel suo breve, ma toccante, discorso agli ospiti di Billiemme, l’Arcivescovo ha avuto la sensibilità di richiamare una frase famosa – ma pochi la ricordano collocandola nel contesto appropriato – di Bernadette.

La ragazza raccontava al Parroco Payremale che quella Signora – ancora non le aveva rivelato di essere l’Immacolata Concezione – si rivolgeva a lei parlandole “come si parla ad una persona”.

Se pensiamo a quanto sia drammatica questa espressione apparentemente così semplice, non possiamo non vedere – non fosse che per questo – vedere e riconoscere la verità di quella rivelazione.

Pensiamo a Bernadette, alla sua vita.

Era piombata, con la sua famiglia, da una condizione agiata di figlia di un mugnaio benestante, ad appartenente ad una famiglia di diseredati.

Il padre era andato in malora, non avevano più un soldo, vivevano in meno di 20 metri quadri in sei persone.

L’uscio di casa – di quella casa – si affacciava lungo una strada costeggiata dalla cloaca della città, il corso d’acqua dove si vuotavano le feci di tutti, una fogna, ma a cielo aperto.

Tutta la gente che prima, quando il padre era un borghese come tanti, sgomitava per salutarlo, ora se passava si girava dall’altra parte.

Prima lo adulavano, anche perché lui non sapeva dire di no e chiunque gliene chiedesse tornava sempre a casa con un po’ di farina del suo mulino.

Era un grande lavoratore, ma non aveva il bernoccolo degli affari.

Ora ai margini della società, quella famiglia non solo non aveva più niente, ma non “era” più niente.

Non guasta uno sguardo retrospettivo alla situazione politica e sociale della Francia di quello scorcio di Secolo, dominata da un nuovo edonismo volto al perseguimento della ricchezza, vista come componente di un binomio virtuoso, insieme allo sviluppo, a sua volta sinonimo di progresso e forza della Nazione.

La parola d’ordine lanciata da  François Guizot era “"Enrichissez-vous!" ("Arricchitevi!").

Perciò è tutt’altro che fuori luogo immaginare come fosse concepito quale un elemento di disvalore particolare quello, non solo, di non essersi arricchito, ma addirittura di essersi rovinato.

Il padre di Bernadette e la sua famiglia, simbolo di ciò che non si deve essere: in qualche modo, non utili alla Nazione.

Troppo facile il loro non essere utili, con il “non essere”, tout court.

Non essere persone.

Se si chiama una persone, ci si rivolge a lei come ad una persone, la si chiama per nome, si è gentili ed educati.

Si seguono le regole della comunicazione tra persone, riconosciute come appartenenti alla comunità civile.

Utili.

Ma loro non erano più utili.

Non “erano” più, non avevano più dignità e ruolo sociale.

Non erano più persone.

E, allora, quando mai ci si fosse dovuti rivolgere a loro, sarebbe bastato un “ehi, tu!”.

***

Si vede che di quei richiami Bernadette ne aveva dovuti sentire molti, al punto che le parevano normali, se per normale pensiamo – in senso freddamente statistico – al più frequente dei fenomeni, tra quelli osservati.

***

E poi, un giorno, lo stupore alla Grotta, in quel luogo ai margini della città, come lei era ai margini della società che quella città abitava, cambia tutto.

Torna ad essere una persona, con la dignità che giustifica quell’attenzione: volete avere la bontà di venire qui per i prossimi quindici giorni?

***

La Madonna le parlava “come si parla ad una persona”.

***

Non è certamente un caso che Mons. Arnolfo – tra le tante gemme che punteggiano il patrimonio di insegnamenti lourdiani – abbia voluto, qui a Billiemme, richiamare proprio questo.

La Madonna non ha riguardo per il posto in cui la comunità degli uomini ci confina.

La Madonna non si stanca di venire a cercarci.

Ovunque.

Anche quando il blindo si sia chiuso, con il suo tonfo sordo e sinistro dei suoi quintali di ghisa, che pare la porta dell’Ade, alle nostre spalle.

 


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