VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Cuneo
Meteo.it
Borsa Italiana
mercoledì 30 settembre 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
16/08/2020 - Vercelli Città - Pagine di Fede

MARIA, MADRE DEI CAPPUCCINI - Nel giorno dell'Assunta, si conferma tutta la sincera, affettuosa e filiale devozione che il Rione ha sempre riservato alla Madre di Dio e dell'Umanità

MARIA, MADRE DEI CAPPUCCINI - Nel giorno dell'Assunta, si conferma tutta la sincera, affettuosa e filiale devozione che il Rione ha sempre riservato alla Madre di Dio e dell'Umanità


La glorificazione di Maria nella sua corporea assunzione è verità radicata profondamente nel senso religioso dei cristiani, come dimostrano lungo il corso dei secoli innumerevoli forme di specifica devozione, ma soprattutto il linguaggio della liturgia dell'Oriente e dell'Occidente. I santi padri e i dottori della chiesa, facendosi eco della liturgia, nelle feste dell'Assunta parlano chiaramente della risurrezione e glorificazione del corpo della Vergine, come di verità conosciuta e accettata da tutti i fedeli. I teologi, trattando di questo argomento, dimostrano l'armonia tra la fede e la ragione teologica e la convenienza di questo privilegio, servendosi di fatti, parole, figure, analogie contenuti nella sacra Scrittura. Accertata così la fede della chiesa universale, il papa ritiene giunto il momento di ratificarla con la sua suprema autorità”.

***

Sono le parole con cui la Chiesa presenta la Costituzione Apostolica “Munificentissimus Deus”, il documento pontificio pubblicato da Papa Pio XII il 1 novembre 1950 per proclamare il dogma di fede della “Assunzione” di Maria al Cielo.

Un dogma relativamente “giovane”, quindi e l’ultimo di quelli dettati dalla Chiesa come verità di fede. Completa la pedagogia e l’apologetica mariana, dopo la dichiarazione della “Immacolata Concezione” di Maria, l’8 dicembre 1854.

Due verità, che si compongono e si illuminano nella figura di Maria. La Chiesa non le impone. Ne prende, piuttosto, atto, mostrando anche una grande saggezza pastorale. Non è, infatti, la liturgia che crea la fede – osserva Pio XII, come vedremo meglio nella citazione integrale di questo passaggio – ma la liturgia “suppone” la fede che è un dono dello Spirito Santo. Così i Padri della Chiesa, la Gerarchia, gli studiosi, hanno soprattutto dato voce e messo a tema un sentimento profondamente radicato nella sensibilità e nel “cuore” del popolo di Dio.

Sono sempre stati i fedeli ad intuire, nel corso dei secoli, entrambe queste verità: la preservazione della Madre di Dio dal peccato originale e, poi, la sua associazione al destino glorioso del Figlio, restando preservata dalla corruzione della morte.

La morte che è il simbolo, anche nei suoi segni, nelle manifestazioni organiche più dure ed impressionanti, di una finitezza dell’essere umano che è figlia diretta e naturale del peccato originale. Perciò non c’è da meravigliarsi più di tanto che proprio la saggezza popolare sia sempre riuscita ad arrivare – con il buon senso illuminato dall’Amore di Dio – laddove magari dotti teologici non volevano arrivare: non che non ne avessero le possibilità intellettuali. E’ che, quando ci si innamora molto della propria potenza intellettuale, piace talvolta esercitarla nella ricerca di prove e controprove. Esercizio prezioso e virtuoso, tranne quando allunga un po’ troppo il percorso rendendo tortuose anche strade altrimenti già diritte.

Il “privilegio” dei “piccoli” è, del resto, una verità sulla quale si esprime chiaramente lo stesso Gesù:

In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare»” (Luca, 10, 21 – 22).

Insomma, il Pontefice dice chiaramente che la fede genuina donata da Dio ha sempre consentito a tante persone umili di “sapere” che se Maria è stata preservata dal peccato originale in vista dei meriti del Figlio, analogamente non avrebbe potute restare preda delle conseguenze estreme portate, nella carne umana, dal peccato.

Così dirà la Madonna stessa, apparendo a Bruno Cornacchiola presso Roma, alla località detta Tre Fontane, il 12 aprile 1947.

Sappiamo come andarono le cose – e ci riproponiamo di trattare di questo ciclo di apparizioni mariane già nel corso di questo 2010, nelle nostre Pagine di Fede – Maria sceglie di rivelarsi ad un tranviere romano.

Non una persona qualsiasi. Era, Cornacchiola, non solo un fedele protestante, ma un vero e proprio mangiapreti. Un attivista dell’ostilità dichiarata nei confronti della Chiesa e, soprattutto, a suo modo uno “specialista”, nell’ambito della Comunità Battista di Roma, di mariologia. Uno specialista “al contrario”, cioè incaricato di formare all’errore i fedeli di quella confessione protestante e soprattutto i giovani. Era apprezzato perché negava tutte le verità della fede cattolica sulla Madre del Verbo Incarnato, con particolare efficacia.

E, soprattutto, si distingueva per l’arte oratoria, le astuzie e gli espedienti verbali con i quali dava l’assalto alla Immacolta Concezione e, appunto, alla Assunzione di Maria al Cielo. Come abbiamo visto, quest’ultima realtà – pur già profondamente avvertita nel cuore dei cristiani – non era ancora stata proclamata quale Verità di Fede. Lo sarebbe stata da lì a tre anni.

Apparendo all’eretico in quell’oscuro anfratto scavato nella roccia, Maria gli apre gli occhi, gli si rivela, lo rimprovera  e lo esorta ad una nuova vita, a tornare alla vita vera, sulla via della verità:

Sono Colei che Sono nella Trinità Divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta! Rientra nell’Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Il giuramento di un Dio è e rimane eterno ed immutabile. I nove venerdi del Sacro Cuore di Gesù che tu facesti prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato... Il mio Corpo non marcì, né poteva marcire. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso. Si preghi assai e si reciti il rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l’unità dei cristiani.. Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli...  “ (12 aprile 1947).

Per gli appassionati di aneddotica, anche quando applicata ai fatti della fede, è bene sottolineare il parallelismo che si traccia naturalmente tra le apparizioni di Lourdes e quelle delle Tre Fontane.

Sappiamo che la Madonna a Lourdes si presentò come “L’Immacolata Concezione”. Le rivelazioni private a Bernadette ebbero inizio l’11 febbraio 1958, quattro anni dopo la proclamazione del Dogma di Fede. Così si usa dire che, con la propria stessa conferma, la Madre di Dio abbia in un certo senso inteso “firmare” per approvazione quanto il Santo Padre aveva comunicato al Mondo in quell’8 dicembre di quattro anni prima.

Analogamente, le apparizioni alle Tre Fontane potrebbero, invece, essere considerate quali un annuncio, un incoraggiamento alla definitiva consacrazione, come verità di fede, della “Assunzione” di Maria al Cielo: il Pontefice l’avrebbe – come abbiamo visto – proclamata tre anni più tardi, appunto il 1 novembre 1950.

Così ne potremo tra non molto celebrare il settantesimo anniversario.

Abbiamo visto che la Tradizione cristiana, sin dai primi secoli dopo Cristo, diffusamente parla della Assunzione del corpo incorrotto di Maria al Cielo. Maria che non morì nella condizione carnale della morte, bensì, come ancora oggi riconoscono Ortodossi e Armeni, versò in una sorta di “dormizione” prima di essere rapita.

Abbiamo detto di una lunga teoria di “primizie” nella Tradizione cattolica. Ma non fu solo un “fatto di popolo”. Nel corso dei secoli si elaborò anche una dottrina sempre più chiaramente “assunzionista” ad opera soprattutto di San Giovanni Damasceno, sant’Efrem, Timoteo di Gerusalemme, Sant’Epifanio, fino a San Tommaso d’Aquino e San Roberto Bellarmino.

A partire del II Secolo si scrissero testi rivelativi apocrifi, tutti aventi denominatore comune nella descrizione del beato transito del corpo di Maria al Cielo.

Eccola nel più antico, il Libro detto dello “Pseudo” Giovanni, perché attribuito alla Scuola di San Giovanni Evangelista:

Gli Apostoli deposero il corpo di Maria, prezioso e santo, in un sepolcro nuovo, nel Getsemani. Ed ecco un profumo soave sprigionarsi dal santo sepolcro di nostra Signora, la Madre di Dio. Per tre giorni si udirono voci di Angeli invisibili che glorificavano Cristo nostro Dio, nato da lei. Compiuto il terzo giorno, le voci non si udirono più. Allora noi tutti comprendemmo che il suo corpo, immacolato e prezioso, era stato trasferito in Paradiso". 

Ed ancora nell’Apocrifo di Giuseppe d’Arimatea:

”« Venuta la domenica, all'ora terza, come lo Spirito Santo discese sopra gli apostoli in una nube, discese pure Cristo con una moltitudine di angeli e accolse l'anima della sua diletta madre. E fu tanto lo splendore di luce e il soave profumo mentre gli angeli cantavano il Cantico dei Cantici al punto in cui il Signore dice: "Come un giglio tra le spine, tale è la mia amata fra le fanciulle" - che tutti quelli che erano là presenti caddero sulle loro facce come caddero gli apostoli quando Cristo si trasfigurò alla loro presenza sul monte Tabor, e per un'intera ora e mezza nessuno fu in grado di rialzarsi. Poi la luce si allontanò e insieme con essa fu assunta in cielo l'anima della Beata Vergine Maria in un coro di salmi, inni e cantici dei cantici. E mentre la nube si elevava, tutta la terra tremò e in un solo istante tutti i Gerosolimitani videro chiaramente la morte della santa Maria. »”.

In quel momento satana istigò gli abitanti di Gerusalemme che presero le armi e si diressero contro gli apostoli per ucciderli e impadronirsi del corpo della Vergine che volevano bruciare. Ma una cecità improvvisa impedì loro di attuare il proposito e finirono per sbattere contro le pareti. Gli apostoli fuggirono con il corpo della Madonna trasportandolo fino alla valle di Giosafat dove lo deposero in un sepolcro: 

"Gli Apostoli deposero il corpo di Maria con grande onore nel sepolcro, tra il pianto e il canto, causati da troppo amore e dolcezza. All’improvviso una luce dal cielo li avvolse e, mentre cadevano a terra, il santo corpo [di Maria] fu assunto dagli Angeli in cielo".

Ed infine nel testo del transito cosiddetto “Siriaco”:

il Signore scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino dell’Eden i Cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita"]. La Santa entrò con un trionfo inenarrabile nel Paradiso, mentre celesti e terrestri si univano insieme. Collocarono Maria in una luce senza confini, tra gli alberi preziosi del Paradiso dell’Eden. La esaltarono con tale trionfo che occhio mortale è impari a contemplare".

Concludiamo con le parole del Pontefice nella sua “Munificientissimus Deus” (che di seguito linkiamo all’integrale a cura del sito internet della Santa Sede: 

- leggi qui -

E’ stato un vero piacere, per VercelliOggi.it partecipare, sabato 15 agosto 2020, alla solenne Celebrazione preparata con cura dal Parroco Don BrunoCapuano, per onorare la “Mamma” dei Cappuccini.

Quella Beata Vergine Maria Assunta in Cielo cui è dedicata la Parrocchia.

Ma, di più, cui si affida ogni abitante di questo Rione, così ricco di storia, di fede, di umanità.

Don Bruno ha chiamato a dettare un vero e proprio, corso di esercizi spirituali – anche se concentrato in poco tempo – un’autorità per scienza, fede, testimonianza autentica e coerente di vita: Don Giovan Giuseppe Tore, Superiore dei Silenziosi Operai della Croce di Moncrivello.

Per una provvidenziale coincidenza, la Congregazione religiosa fondata proprio in quel 1950, quando il Papa Pio XII dettò la verità di fede contemplata nel dogma della Immacolata Concezione di Maria.

Quella Congregazione ancora oggi così “naturaliter” mariana che – quando si dice cogliere i segni dei tempi – pur provata dalla recente epidemia di Coronavirus, non ha abbassato la guardia ed ha saputo reagire dedicando ai malati di Covid19 un intero padiglione, dove potessero ricevere cure adeguate, in condizioni di massima sicurezza per loro e per tutti gli Operatori Sanitari dediti alla loro assistenza.

Maria non lascia niente al caso, come in Cana di Galilea, partecipando alle Nozze di quegli sposi in balia del Mondo, pur in un momento così singolare ed unico della loro vita.

“Fate quello che vi dirà…”.

Sapendo che Dio interviene nella nostra vita non soltanto per salvarci, in vista di quella eterna.

Ma anche per rimediare ai nostri errori materiali, alla nostra pochezza, alle insufficienze, alle distrazioni, agli imprevisti, alla sbadataggine dei tanti Maestri di casa che non fanno bene i conti e non si accorgono che il vino finisce.

Quando finisce anche il vino della nostra ricerca di senso.

Quando è smarrito l’orizzonte verso il quale orientare la nostra vita.

Quando non sappiamo perché, cosa ci stiamo a fare e ci pare che non abbia senso continuare.

Anche così, ci rendiamo conto, all’improvviso, che il vino è finito.

Siamo come quei due sposi, in balìa di noi stessi, degli errori nostri e di coloro ai quali abbiamo affidato, inconsapevoli e superficiali, anche quando in buona fede, la nostra vita.

***

Siamo sull’orlo del baratro e nessuno se ne accorge, non importa niente a nessuno.

Non ce ne accorgiamo nemmeno noi, finchè è troppo tardi.

***

Non se ne accorge nessuno, tranne Maria.

E’ la Madre che “dice ai servi: fate quello che vi dirà”.

E dà “istruzioni” anche a Lui.

A Lui che cerca di obbiettare qualcosa: ma Lei pare non ascoltarlo nemmeno.

Ineffabile, bada al sodo e va a parlare con i servi.

E Lui obbedisce.

Perché è sua Madre.

E’ Madre dell’umanità.

E’ Madre anche dei Cappuccini, che l’hanno sempre amata, come possiamo vedere anche in questa piccola gallery, dai “segni”, dalle tante immagini di Maria che punteggiano la storia di questa parte così importante di Vercelli.

***

Qui ai Cappuccini hanno l’hanno capito meglio che altrove.

Anche noi dobbiamo “fare quello che vi dirà”.

TAGS:

Vercelli

Varallo Sesia

Borgosesia

Gattinara

Valsesia

Trino

Crescentino

Santhià

Provincia di Vercelli

Guido Gabotto

CuneoOggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020- Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@cuneooggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it