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13/04/2010 - Saluzzese - Pagine di Fede

MEDJUGORJE - Da trent’anni la Madonna parla all’Europa - Mirjana Dragicevic dialoga con 4 mila pellegrini a Casale Monferrato - I fondi raccolti all’Offertorio destinati all’Ospedale di Padre Gianfranco Lovera, ad Haiti

MEDJUGORJE - Da trent’anni la Madonna parla all’Europa - Mirjana Dragicevic dialoga con 4 mila pellegrini a Casale Monferrato - I fondi raccolti all’Offertorio destinati all’Ospedale di Padre Gianfranco Lovera, ad Haiti
Mirijana Dragicevich

Non sapevo niente delle apparizioni della Madonna a Lourdes e Fatima. Non sapevamo nulla di quanto accadesse oltre la cortina del comunismo. I nostri genitori ci avevano insegnato a pregare,  ma non di più. Avevano paura che noi potessimo parlare di argomenti di fede con i nostri compagni di scuola. Le nostra famiglie avrebbero potuto subire ritorsioni, perdere il lavoro”.



Così si viveva a Medjugorje sotto il comunismo, nella Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia, quando Ivanka e Mirijana, il 24 giugno 1981, videro per la prima vola la “Gospa”, come chiamano da quelle parti la Madre di Dio.


Quel giorno si inizia la straordinaria avventura dei sei veggenti di Medjugorje: Vicka Ivanković, Mirijana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo.


Siamo a Casale Monferrato, domenica scorsa al Palazzetto dello Sport intitolato alla memoria di Paolo Ferraris.


Siamo in quattromila e parla Mirijana Dragicevich. E’ qui, invitata dai gruppi di preghiera di Casale, Asti e Alessandria, che si ispirano alla spiritualità di questo piccolo centro della Bosnia Erzegovina, diventato in poco tempo il terzo santuario mariano d’Europa. Sono gruppi che fanno questo: pregano.


Non vogliono scoprire nuove categorie della fede, né conquistare il mondo con le categorie della politica.


Pregano e basta e Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno. Lo sa bene anche la Madonna, che da trent’anni non si stanca di ripetere:”Pregate, pregate, pregate” agli uomini e donne passati dal Secolo breve, il Novecento, al Terzo Millennio. Un’epoca nella quale le guerre, quelle mondiali, come i mille conflitti “minori” o “locali”, hanno mietuto più vite umane di quanto non sia accaduto in qualsiasi altra epoca dell’umana vicenda.


Sono qui a Casale tanti fedeli che provengono dalle diocesi di tutto il Piemonte. Anche la delegazione vercellese è numerosa.


Mirjana è nata il 18 marzo 1965 a Sarajevo.
Ha avuto apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 al 25 dicembre 1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un' apparizione l' anno, il 18 marzo, il giorno del suo compleanno.
Dal 2 agosto 1987, secondo la sua testimonianza, ogni secondo giorno del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta La vede ed insieme a Lei prega per i non credenti.
Mirjana è sposata, ha due bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje.
L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i non credenti, quelli che non conoscono l’amore di Dio.


E’ qui a Casale Monferrato, domenica 11 aprile 2010 ed il Palazzetto dello Sport è gremito in ogni ordine di posti.


Non è il primo di questi raduni.


Non sarà l’ultimo. Il Vescovo di Casale, Mons. Alceste Catella, dovrà farci l’abitudine. Il Vescovo è uno di quei Presuli che non fa particolarmente il tifo per il fenomeno Medjugorje.


Però autorizza la celebrazione della Santa Messa in questo Palazzetto pieno di fedeli. Come dire di no?! Li ritroverà tutti nelle sue parrocchie.


Ha comunque cura di precisare, in una lettera che il suo Vicario – Don Giuseppe Cesana - legge al popolo di Dio qui riunito, prima di incominciare, che questa autorizzazione la dà:“solo affinchè i partecipanti all’incontro non perdano la Messa domenicale” e a condizione che ci sia un solo celebrante (lo stesso don Giuseppe Cesana) e nessuno tra i sacerdoti presenti concelebri. 


Sic transit gloria mundi!


Ma questo è solo uno dei tanti sintomi di un disagio che nella Chiesa è, da tempo,  palpabile.


Medjugorje il prossimo anno compirà trent’anni. Le apparizioni si sono iniziate, infatti,  il 24 giugno 1981. Sono in molti ad attendersi una parola dalla Gerarchia. Del resto, sul Podboro ormai vanno migliaia di sacerdoti, molti vescovi e qualche cardinale. Soprattutto va tanta gente che prega, si converte, si confessa, si comunica.


Il primo passo in questo senso è stato recentemente compiuto. Il 17 marzo scorso si è insediata in Vaticano la Commissione che vaglierà ogni aspetto dei fatti di Medjugorje per sottoporre poi le proprie conclusioni al Papa. Presidente di questo importante organismo cui tutto il popolo di Dio guarda con speranza e fiducia, è stato nominato il Cardinale Camillo Ruini: una presidenza autorevole e illuminata.


Nel frattempo la Madonna dovrà, ancora per un po’, adattarsi a questa singolare e trentennale “clandestinità”, in compagnia, però, di milioni di fedeli. Quasi una apartheid dalla quale vede – da una parte - qualche eccesso di zelo di coloro che vogliono affrettare i tempi e trarre troppo presto (è più che giustificato, invece, che la Chiesa vada, in questo come in altri casi, con i “piedi di piombo”) conclusioni canoniche e – dall’altra parte – la severa ortodossia “tolemaica” dei molti tutori di un “galateo” non scritto, ma evidentemente avvertito come ancora in voga, delle apparizioni.


Rispetto a questo  bon ton preteso da qualche curiale emulo di Lina Sotis, la Madonna a Medjugorje parlerebbe troppo (anche tutti i giorni!), a troppi (sei veggenti, ma come si fa?!) e, soprattutto, per troppo tempo: trent’anni sono una vita, suvvia!


Insomma, pare che, per qualche “marioscettico”, nemmeno la Madonna sia più quella di una volta.


Ah, quelle belle rivelazioni private, in cui si manifestava una volta sola e, magari, stava zitta. Solo, al massimo, piangeva. Quelli sì erano bei tempi.


Ma tutto ciò alle migliaia di persone riunite a Casale nella domenica che è solennità della Divina Misericordia importa fino a un certo punto. Sono tutti lì per pregare. Per pregare in quella ricorrenza che Giovanni Paolo II ha voluto donare al Mondo anche per dire che Carità e Misericordia sono sinonimi. Che Maria è Madre della Misericordia anche per come è Madre di Dio che è Amore.


Allora si incomincia con una Coroncina della Divina Misericordia, per passare poi al Rosario meditato con il Vangelo di San Luca. Poi la testimonianza di Mirijana e poi la S.Messa e ancora testimonianze.


Tra queste, quella di Padre Domenico Lovera, Camilliano, che manderà a suo fratello e Confratello, Padre Gianfranco, le offerte raccolte in questa giornata. Padre Gianfranco è il Direttore del Foyer Saint Camille, unica cosa rimasta in piedi nella martoriata Haiti. Il Foyer è un ospedale mandato avanti dai religiosi che riceve i diseredati tra i diseredati del mondo, ora provati anche dal disastro naturale che non è, forse, la più grave calamità che ha colpito quel Paese. Il Paese, infatti, era già distrutto da una guerra civile che durava da vent’anni, dalla fame, dall’indigenza, dalle malattie, dalle violenze e dai soprusi di ogni genere.


Ora il terremoto ha portato una sua paradossale, tragica e primordiale “normalità”.


Ha salvato provvidenzialmente dalla furia degli elementi quell’ ospedale, quell’ avamposto di umanità dove Padre Gianfranco lavora con un gruppo di religiosi e religiose, qualche medico, pochi mezzi, senza guardare le ore di lavoro ed i pericoli. Due anni fa è stato rapito dai guerriglieri che hanno chiesto alla Congregazione un riscatto. Ore e giorni nelle mani di infelici, ebbri di droga, capaci di qualsiasi cosa. Ma alla fine ha potuto fare ritorno alla Missione. La vita di Padre Gianfranco meriterebbe da sola un intero numero del giornale. Ci stiamo pensando. Siamo in contatto con lui da qualche anno e sappiamo bene come la sua vita sia una pagina di Vangelo vivo aperta per tutti noi tutti i giorni. Su www.piemonteoggi.it e www.cuneoggi.it in home page, alcuni video che in cui ci parla del suo ospedale.


Anche se Padre Mimmo Lovera non può concelebrare questa Messa, oggi non resta senza lavoro: passa gran parte del tempo, con gli altri sacerdoti presenti, a confessare. La coda di persone che vogliono riconciliarsi con il Signore non si esaurisce mai.


Preghiera, Eucarestia, Riconciliazione, Misericordia di Dio: un quadrilatero nel quale si muove anche Mirijana, nel corso del suo racconto, seguito in un silenzio irreale dai quattromila.  Non sente il bisogno di uscire da questi confini, per raccontare delle esperienze dei veggenti.


Anche la Madonna non parla, in fondo, d’altro.


Il fotoservizio completo su VercelliOggi in edicola giovedì 15 aprile 2010.

I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010 - Padre Domenico Lovera
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010 - Padre Domenico Lovera
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010 - Don Cesana
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010 - Don Cesana
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010
I fedeli presenti all’incontro di preghiera di Casale Monferrato domenica 11 aprile 2010
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