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11/01/2018 - Vercelli Città - Enti Locali

MENO TASSE E IMPOSTE, TARIFFE RIDOTTE: IL COMUNE DI VERCELLI, PER IL 2018, LASCIA NELLE TASCHE DEI CITTADINI UN MILIONE DI EURO - Grande sforzo (riuscito) per ridurre la pressione fiscale e rilanciare i consumi

MENO TASSE E IMPOSTE, TARIFFE RIDOTTE: IL COMUNE DI VERCELLI, PER IL 2018, LASCIA NELLE TASCHE DEI CITTADINI UN MILIONE DI EURO - Grande sforzo (riuscito) per ridurre la pressione fiscale e rilanciare i consumi

Un milione di euro ( minori Tasse e Imposte, riduzioni tariffarie, ad esempio per la mensa scolastica ) lasciato nelle tasche dei cittadini.

Il Comune rinuncia a prenderli nel 2018.

Non è poco, bisogna riconoscerlo subito.

Sono almeno 50 euro a famiglia, che nella computisteria dai grandi numeri adottata dal sistema impositivo sono di sicuro qualcosa.

Lo annunciano con comprensibile soddisfazione stamane agli Organi di Informazione, ma mediante il nostro modesto lavoro a tutti i Cittadini, il Sindaco Maura Forte e l’Assessore al Bilancio Andrea Coppo.

Soddisfazione trattenuta nella forma, ma – sembra in controluce -  vissuta con un comprensibile orgoglio: qualcosa capace di ricordare il sentimento dello studente che ci tiene a presentarsi ben preparato.

Una cosa diversa dal secchione.

Uno che ci tiene a prepararsi bene.

Sanno di avere fatto un lavoro non banale, con un retroterra di calcoli e simulazioni sicuramente complesso e completo

che il Lettore potrà vedere direttamente cliccando questo link e scorrendo le slides riepilogative dei provvedimenti che ora cerchiamo di riassumere.

http://www.comune.vercelli.it/lamministrazione/sala-stampa/materiale-media

***

Insomma, se non ancora epigoni di Robin Hood, certo non emuli dello Sceriffo di Nottingham.

Riecheggia persino qualche suggestione che fa pensare al “romanticismo” (si conceda) di Ernesto Rossi con il suo “Abolire la miseria”: un approccio, nell’Italia del 1946, denso di passione civica.

Dunque perché si può dire che l’Amministrazione quest’anno, nello stabilire le “griglie” del prelievo fiscale attraverso le quali dovranno passare i redditi dei vercellesi, lasci in tasca dei cittadini amministrati ben un milione di euro in più degli anni precedenti?

Presto detto ( ma le slides saranno di grande aiuto per i dettagli ): 850 mila euro sono minori Imposte nel senso proprio.

E’ l’addizionale Irpef che viene ridotta, secondo una proporzionalità che da quest’anno si estende a tutte la fasce reddituali.


Intanto fino a 16 mila euro non si paga niente.

Ma – fino agli anni predenti – se uno aveva un reddito di 16.500 euro, non beneficiava dell’esonero.

Oggi invece una percentuale di esonero è stata riconosciuta comunque fino alla soglia di 15 mila euro a tutti.

***

E’ sicuramente una cosa rimarchevole.

E il resto, per arrivare al milione e più di beneficio?

Il resto è un insieme di provvedimenti studiati cesellando tasse, imposte e tariffe, in modo di cercare di avvantaggiare la gente, secondo alcune linee guida.

La prima: anziani che vivono della sola pensione.

La seconda: famiglie che abbiano più figli.

La terza: imprese che incomincino l’attività, soprattutto commerciali.

La quarta: esercizi commerciali “di prossimità”, o vicinato, come li si voglia chiamare, che lavorino in aree della città di solito trascurate. Come la bottega ai Cappuccini o all’Isola o – in genere – nelle aree che tecnicamente sono definite in “fascia B” dai parametri impiegati per la Tosap.

Una cosa un po’ per addetti ai lavori, ma che significa: nelle periferie bisogna incoraggiare in qualche modo il lavoro e l’attività di quei negozi che rappresentino anche un valore di utilità sociale, garantiscano servizi a chi non vuole o può raggiungere i grandi centri commerciali e preferisce – o deve – rivolgersi al negozio “sotto casa”, ad esempio perché non può spostarsi in auto.

La parte veramente più intelligente di questo lavoro è stata fatta a proposito delle tariffe della mensa scolastica, sanando la vera e propria piaga della morosità, se incolpevole.

Ora sono esenti i figli di tutti coloro i quali hanno reddito Isee inferiore a 4 mila euro.

 

Un provvedimento sacrosanto, anche se qui a Vercelli non abbiamo mai avuto – per fortuna - casi ignominiosi di pasti rifiutati a bambini i cui genitori non possono pagare, come purtroppo in altre realtà la cronaca ha dovuto registrare.

Poi le riduzioni sono calibrate in modo da alleviare i costi proporzionalmente per le famiglie più numerose.

Di nuovo, un provvedimento di grande lungimiranza.

***

Ma questo milione che i vercellesi si possono tenere invece di darlo al Comune, da dove arriva?

Siamo improvvisamente diventati Nababbi?

No.

Non sono tornate le vacche grasse ed i metaforici flussi di transumanza della benemerita ruminante segnalano che il passaggio di quelle slim si sia appena compiuto, non del tutto concluso.

Il foraggio scarseggia ancora.

Anche perché sia la Regione, sia lo Stato stanno ancora applicando alla grande, nei confronti degli Enti Locali, la einaudiana politica della lesina e forse sarebbe meglio dire della falce messoria.

Tagliano tutto il tagliabile riducendo anno dopo anno i “trasferimenti”.

Trasferimenti di cosa?

Di soldi.

Insomma, Stato e Regione mandano ai Comuni sempre meno soldi e questi si devono arrangiare.

Quandi di meno, nel caso di Vercelli?

Dal 2014 al 2017 lo Stato ha ridotto i finanziamenti di 1,5 milioni di euro la Regione gli ha fatto compagnia con un altro segno meno davanti alla somma di 940 mila euro.


Sicchè, in presenza di così drastiche contrazioni di finanziamenti, il fatto che il Comune sappia come rinunciare ad un altro milione di euro di imposte e tasse, lasciando quei soldi ai Cittadini, nella speranza che anche così si riescano a rilanciare i consumi, è doppiamente meritevole.

Ma allora – è spontanea a e non peregrina la domanda – da dove li prende i soldi il Comune?

Perché se – da un lato – Roma e Torino ne mandano di meno e – dall’altro lato – anche i Cittadini ne danno di meno con Imposte e Tasse, come si fa a fare quadrare i conti?

Si fa.

In due modi.

Intanto, con una decisa “spending review”, cioè l’eliminazione di tutte le spese non solo superflue, ma anche di minore utilità diretta ed indiretta.

Certo, con qualche sacrificio che si spera negli anni a venire di vedere compensato, come per esempio nella Cultura.

Ma soprattutto, la fonte di introiti per cui Maura Forte, Graziella Ranghino, Daniela Mortara ed Andrea Coppo hanno una vera e propria passione sono i bandi.

Di che si tratta?

Non è semplicissimo dirlo, ma in sintesi: non è proprio del tutto vero che Unione Europea, Stato, Regione, Fondazioni, taglino in modo orizzontale, come se usassero, appunto, la falce messoria.

Perché, se da una parte tagliano, dall’altra in non rare occasioni, invece, mettono a disposizione somme anche ingenti per finanziare progetti mirati.

Un esempio: il bando per la mobilità sostenibile cui hanno partecipato con un progetto redatto a “quattro mani” i Comuni di Casale e Vercelli, che  porterà un finanziamento di oltre un milione di euro per acquisto di auto e bus elettrici o ibridi.

Oppure quello recente del Coni, che garantisce un milione e mezzo di euro per la ristrutturazione e riqualificazione di sette impianti sportivi cittadini.

Certo, per ottenere questi fondi occorre redigere progetti seri: non si può “contarla soave” agli Organismi di valutazione.

Quindi bisogna lavorare bene, ma quasi sempre anche in fretta perché le scadenze non sono derogabili, e con l’ausilio di professionisti.

Ma va detto che il Comune di Vercelli in questa attività di fundraising ce la mette tutta ed i risultati si sono visti, da qualche tempo a questa parte.

Insomma, il risultato di questi soldi che i vercellesi si possono tenere, questo milione di euro che sicuramente sta meglio in tasca alle famiglie, si deve soprattutto ad un ingrediente, che fa piacere riconoscere: la materia grigia.

Perché quando i soldi a disposizione sono tanti, sono buoni tutti.

Quando ce ne sono pochi, bisogna aguzzare l’ingegno.

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