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13/02/2018 - Vercelli Città - Enti Locali

MENTRE IL TOUR DEI RIONI APRE LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL GRUPPO SPONTANEO DI GIUNTA (PIU' GODIO), IL CONSIGLIO FA I CONTI CON SE STESSO - Più della metà dei Consiglieri vuole rimettersi agli elettori, ma non sanno ancora in che modo

MENTRE IL TOUR DEI RIONI APRE LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL GRUPPO SPONTANEO DI GIUNTA (PIU' GODIO), IL CONSIGLIO FA I CONTI CON SE STESSO - Più della metà dei Consiglieri vuole rimettersi agli elettori, ma non sanno ancora in che modo


Diciamo subito che non intendiamo dare giudizi di valore, men che meno moralistici.

Sono scelte compiute da persone libere, che da persone libere ne rispondono.

Si tratta di una semplice fotografia della realtà, che però può spiegare molte cose apparentemente prive di una radice che attinga da substrati razionali.

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La fotografia dunque offre questa immagine.

Oltre la metà del Consiglio Comunale di Vercelli è costituita da Consiglieri che non sono più nel posto dove li ha collocati gli elettori, nel 2014.

E non solo la fotografia, ma anche il grafico a “torta” che abbiamo visualizzato.

 

Nel 2014 l’elettorato aveva assegnato un peso, un numero di Consiglieri e soprattutto un posto ai Consiglieri eletti.

C’era chi era stato destinato al ruolo di maggioranza, chi a quello di opposizione.

Nell’ambito di queste due grandi categorie, le liste elettorali dell’uno e dell’altro schieramento avevano dato luogo a collocazioni altrettanto precise.

Si è prodotto, senza (quasi) che ce ne accorgessimo, un ribaltone strisciante e silenzioso.

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Vediamo l’elenco completo.

SiAmoVercelli, 6 eletti nei banchi della maggioranza;

CambiaVercelli: 2 eletti in maggioranza; oggi sono tre, nessuno dei quali eletto in quella lista, con Adriano Brusco che è arrivato dai 5Stelle;

Sel e Voce Libera: eletti all’opposizione ed al seguito di Remo Bassini candidato Sindaco, hanno poi garantito, fino a gennaio di quest’anno, l’appoggio esterno;

Il Gruppo Misto non c’era del tutto ed ora accoglie quattro Consiglieri provenienti dal Pd ed uno (Campominosi) da CambiaVercelli;

Sara Vinci, eletta in CambiaVercelli, ora è approdata al gruppo del Pd;

Forza Italia ha perso un Consigliere, sia pur a vantaggio di un’altra forza di opposizione, VercelliAmica, in Stefano Pasquino.

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Sono in tutto 17.

Oltre il 51 per cento del Consiglio Comunale, che è composto di 32 Consiglieri eletti oltre il Sindaco.

L’unico incolume, il Gruppo della Lega Nord.

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Abbiamo detto che si deve guardare a questi trasferimenti senza concedersi giudizi di valore, sia perché non servono, sia perché non è nostro compito, sia perché, soprattutto, non sono la chiave di lettura sempre idonea a spiegare movimenti politici talora anche plausibili e onestamente motivati.

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Resta il dato macroscopico, il quale invece deve essere letto in tutto il potenziale lesivo della democrazia che esprime.

Si badi: non solo in senso astratto.

Perché il Consiglio Comunale che ancora oggi può riunirsi a Palazzo Civico, abbiamo visto che non è più nemmeno parente di quello uscito dalle urne nel giugno 2014.

L’elettore non ha più i rappresentanti che ha inviato in Comune.

Rappresentanti che perciò non sono più tali: non rappresentano.

E se non sono legati al vincolo di rappresentanza, possono fare “quello che vogliono” non già nel senso frivolo del termine, ma facendo a meno della necessità e doverosità di rispondere a chi li ha eletti.

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Quindi non è fuori luogo dire che il Consiglio Comunale, nella sua odierna composizione, non è più quello legittimato dal voto elettorale, non ha radice nella rappresentatività popolare, non può interpretare e quindi non può tradurre in Atti, con la sensibilità politica necessaria per le scelte in ogni singola congiuntura, la volontà dei cittadini.

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Del resto, nemmeno l’Esecutivo, la Giunta, ha più un legame con il Consiglio, con l’Aula, giacchè è noto che sono almeno (ad oggi) 18 i Consiglieri che vogliono porre fine alla stentata vita di questo sgorbio istituzionale, restituendo ai cittadini il diritto di eleggersi Consiglio e Sindaco che li rappresentino con fedeltà alle scelte espresse nell’urna.

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Un esempio assai preoccupante di come l’Esecutivo sembri percepirsi come un gruppo spontaneo, quasi il comitato promotore di una lista elettorale per il 2019, è l’annunciato tour presso i Rioni.

La Giunta va a presentare provvedimenti (il Paes, oppure il Piano delle Periferie) ora al’Isola, poi a seguire gli altri, senza nemmeno invitare i Consiglieri che quei provvedimenti hanno votato (così si legge nei comunicati ufficiali).

Va la Giunta perché la Giunta non c’entra più niente con il Consiglio: che in effetti potrebbe solo disturbare.

E’ l’inizio di una campagna elettorale che – se lasciata andare -  durerà oltre un anno, condotta da una cabina di regìa che è situata in Comune, a beneficio di un gruppo autoreferenziale scisso dal Consiglio il quale a sua volta è scisso dalla rappresentatività popolare.

Si badi: non è che se il Consiglio non è più rappresentativo, lo sia invece la Giunta.

Non lo sono – per i fattori numerici che abbiamo visto – né l’uno né l’altra.

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Il tour dei rioni offre altresì, in questa prospettiva, un altro elemento preoccupante di riflessione.

Abbiamo visto che venerdì prossimo la Giunta non si porterà i Consiglieri.

Ma porterà con sé il Signor Gian Piero Godio di Legambiente.

Qundi i Consiglieri che hanno votato i provvedimenti illustrati no, ma il Signor Godio sì.

Perché?

Chi è il Signor Godio per il Comune?

Forse nella mente di qualcuno potrebbe essere (forse) il prossimo Assessore all’ambiente o un candidato della lista della Giunta nel 2019.

Ma per ora il Signor Godio ( peraltro, una degnissima persona ) per il Comune di Vercelli non è nessuno.

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Alle forze di opposizione ed a quelle responsabili della ex maggioranza questa campagna elettorale permanente che si accinge a durare un anno e oltre, con tanto di fiancheggiatori, è qualcosa che pare plausibile?

E’ persino di più dei tanto vituperati manifesti comunali di Borgosesia, nei quali occhieggiava la figura del compianto Gian Luca Buonanno; i benpensanti piegavano le labbra a culo di pollo sibilando: si fa bello con i soldi del Comune.

Ma lì era uno.

Qui sono nove più Godio che per un anno dovrebbero andare in giro con i mezzi e comunque con le risorse comunali e dalla posizione di chi occupi stanze in Municipio a fare campagna ad un’equipe che, se stesse a sentire la maggioranza dei propri Consiglieri, dovrebbe dimettersi e rimettere il mandato all’elettorato.

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Sappiamo – lo hanno dichiarato in tutte le salse – che ci sono 18 Consiglieri Comunali responsabili che giudicano terminata questa esperienza, che va certamente stretta a chi si ponga domande corrette sul proprio ruolo.

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Ma i Consiglieri dovranno prima fare i conti con una scadenza intermedia e fondamentale, che rischia di condizionare tutte le altre.

Vediamo di che si tratta.

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Il Consiglieri Comunali di Sel e Voce Libera hanno annunciato che, dopo il Consiglio Comunale del 22 febbraio prossimo, rassegneranno le dimissioni.

Lo faranno loro, dopo avere pregato più volte il Sindaco di prendere l’iniziativa, al fine di essere in tempo per andare a votare ancora quest’anno, a maggio 2018.

Il Sindaco in un primo tempo aveva loro promesso che l’avrebbe fatto, che si sarebbe dimessa.

E solo a questa condizione – la promessa delle dimissioni – loro hanno partecipato ai lavori del Consiglio Comunale del 27 dicembre, quello che ha approvato il Piano delle Periferie e altro.

Poi, passate le feste (non la festa, gabbato lu Santo) il Sindaco deve avere cambiato idea.

O qualcuno gliel’ha fatta cambiare, poco importa.

Non si è dimessa.

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Sicchè forse quei Consiglieri che in buona fede le avevano creduto si saranno magari sentiti un po’ presi in giro.

Comunque loro non hanno cambiato opinione.

L’esperienza è finita.

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Massa e Comella, quindi, si dimettaranno dopo il 22 febbraio prossimo.

Che potrebbe accadere?

Potrebbe accadere che l’Aula vedesse anche la vergogna della loro surroga (significa: sostituzione con i primi esclusi delle loro liste).

Perché i numeri potrebbero prestarsi a qualche giochino siffatto, che cerchiamo di simulare, sicuri di non andare troppo lontanti dalle cose possibili: non ci vuole molta fantasia, del resto.

Sappiamo che per procedere alla surroga dei due Consiglieri dimissionari, occorre che siano presenti almeno 14 altri Consiglieri di maggioranza.

I numeri sono questi: otto li assicura il Pd; tre sono di CambiaVercelli.

A questi si unisce Paolo Campominosi del Gruppo Misto.

Sono 12.

Donatella Capra ha già fatto sapere che non sarà in Consiglio.

Per arrivare ai 14 necessari ci vuole la presenza di Giordano Tosi ed Emanuela Naso.

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Se loro saranno presenti in Consiglio subentreranno altri ora esclusi, delle rispettive liste rispettivamente di Sel e Voce Libera.

E il gioco sarebbe fatto per la Giunta perché da lì in poi avrebbe i numeri per fare passare il Bilancio 2018.

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Il vero rischio che corrono le Opposizioni è proprio questo: puntare a mandare a casa la Giunta in occasione del voto sul Bilancio, trascurando la possibilità di “inciampare” prima.

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Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

 

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