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27/10/2012 - Cuneo - Cronaca

MONDOVI’ - Scoperta un’altra frode dai finanzieri per indebite percezioni di assegni sociali - E’ emerso che 26 beneficiari erano in possesso solo “cartolarmente” dei requisiti previsti

MONDOVI’ - Scoperta un’altra frode dai finanzieri per indebite percezioni di assegni sociali - E’ emerso che 26 beneficiari erano in possesso solo “cartolarmente” dei requisiti previsti
Corpo a tutela della Spesa Pubblica

I Finanzieri della Squadra Operativa Volante della Tenenza di Mondovì, hanno scoperto una truffa ai danni dell’INPS, segnalando alla locale Autorità Giudiziaria 26 persone. L'indagine rientra nell’alveo delle attività del Corpo a tutela della Spesa Pubblica, con cui si persegue l’obiettivo di salvaguardare il corretto impiego di fondi pubblici e l’efficacia delle politiche di sviluppo sociale e di sostegno. All’esito dell’attività è emerso un particolare sistema di frode finalizzato alla indebita percezione del c.d. “assegno sociale” erogato, ai sensi della legge n. 335 del 1995 (c.d. Dini bis), dall'I.N.P.S. agli ultra sessantacinquenni, siano essi italiani, stranieri o apolidi, in particolari condizioni reddituali, effettivamente residenti e/o stabilmente dimoranti nel territorio dello Stato.Dai controlli effettuati su una platea di 87 percettori è emerso che 26 beneficiari erano in possesso solo “cartolarmente” dei requisiti previsti dalla legge per ottenere l'assegno sociale. I soggetti, di origine estera, infatti, arrivati in Italia permanevano sul territorio nazionale solo per il tempo necessario ad acquisire la residenza, aprire un conto corrente o libretto bancario/postale e presentare all'I.N.P.S. la documentazione occorrente per ottenere il contributo. Tutto apparentemente in regola, quindi, tranne che per il requisito della residenza in Italia che, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non aveva i caratteri della continuità: ottenuto il riconoscimento dell'assegno sociale, i beneficiari ripartivano infatti alla volta del paese di provenienza.Nel corso delle indagini, avviate dopo un preliminare monitoraggio delle erogazioni effettuate dall’INPS a favore di cittadini extracomunitari, sono stati svolti reiterati sopralluoghi presso gli indirizzi di residenza nonché riscontri sui rispettivi passaporti, dai quali sono state ricavate le date dei visti di entrata ed uscita dal nostro Paese. Dai controlli è emerso che i beneficiari, pur percependo, in alcuni casi anche per diverse annualità, la provvidenza economica, anziché avere una stabile e continuativa residenza in Italia erano assenti per lunghi periodi di tempo dal territorio nazionale.Il danno per l'ente previdenziale è stato calcolato in €. 97.802,09.Le 26 persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per truffa aggravata, violazione prevista dall’art. 640, comma 2, punto 1) del C.P., per aver indebitamente percepito provvidenze pubbliche. Contestualmente è stata richiesta ed eseguita l’applicazione delle misure cautelari reali previste ai sensi dell’art. 640-quater, per aggredire le possidenze mobiliari risultanti nella disponibilità degli stessi, al fine di garantire il recupero delle somme ricevute.  L’INPS, quale organo competente alla gestione della pensione sociale, è stato interessato per il conseguente avvio della procedura di sospensione e revoca del beneficio nonché per il recupero dell’indebito.

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