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06/12/2017 - Vercelli Città - Politica

MORIRE DI ATENA: MA NE VALE LA PENA? - Dopo gli ultimi due Consigli Comunali le Opposizioni chiedono di staccare la spina

MORIRE DI ATENA: MA NE VALE LA PENA? - Dopo gli ultimi due Consigli Comunali le Opposizioni chiedono di staccare la spina
La conferenza stampa di ieri

Dopo la ferma censura ad Atena in Consiglio Comunale la Giunta è nel mirino delle Opposizioni.

Mai prima d’ora un Consiglio Comunale aveva votato con 19 voti contro zero, perché i nove astenuti nella computisteria regolamentare non contano, un documento di così ferma e convinta condanna dell’operato della multi utility.

Ieri le Opposizioni (particolarmente critico il Consigliere Maurizio Randazzo) hanno tenuto una conferenza stampa nel corso della quale le critiche all’Azienda (che d’ora in poi si chiamerà Asm Vercelli, riprendendo quasi letteralmente la vecchia denominazione di Aasm) sono state ribadite.

Sarebbe appena dovuto a questo punto un atto di correttezza almeno formale, quale sarebbe la consegna nelle mani del Sindaco che li ha nominati delle dimissioni dei Consiglieri di designazione comunale Sandro Baraggioli, Pier Luigi Ranghino, Francesco Bavagnoli.

Ma quel che è peggio è che pochi giorni dopo quella debacle del 24 novembre scorso, il successivo 30 novembre il Consiglio Comunale sia stato anzitempo interrotto perché mancava il numero legale e la maggioranza non è stata in grado di assicurare (assenti Zappino, Vinci, Marcon del Pd e Tosi indipendente) la presenza dei 14 Consiglieri necessari a rendere valida l’adunanza.

Sicchè le Opposizioni si sono allontanate dall’Aula.

Ieri dunque i Consiglieri presenti alla conferenza stampa hanno ribadito che “E’ ora di staccare la spina perché la città non può più permettersi un’amministrazione comunale che non fa nulla, bloccata da veti incrociati, da gruppi di maggioranza che si guardano in cagnesco, da consiglieri di maggioranza che disertano spesso i Consigli e mettere in difficoltà il sindaco, da gruppi di maggioranza che dichiarano di non essere più in maggioranza. Noi tutti siamo disposti a dimetterci, ma siamo solo in quindici. Altri due voti da parte di consiglieri di maggioranza, o presunti tali, e tornando alle urne, Vercelli potrà finalmente ripartire”-

E’ in sintesi quanto è stato detto ieri sera, in municipio, da otto consiglieri dell’opposizione che hanno sottolineato di rappresentare anche gli altri sette colleghi di minoranza: vale a dire Luca Simonetti, Elisabetta Perfumo e Reata Torazzo di Siamo Vercelli, Maurizio Randazzo ed Enrico De Maria di Vercelli Amica, Massimo Materi di Forza Italia, Alessandro Stecco di Lega Nord e Michelangelo Catricalà del Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo ha poi porto a tutti gli altri un foglio su cui sono state apposte le firme per le dimissioni, garantendo che, al prossimo Consiglio del 21 dicembre, ci saranno anche le altre firme. Ma quidici ovviamente non bastano per “staccare la spina”, ce ne vogliono almeno altre due da parte della maggioranza. “E non dovrebbe essere difficile trovarle – hanno detto ad una sola voce gli otto consiglieri presenti – visto che dall’altra parte, ad ogni Consiglio, ci sono contestazioni, voti con l’opposizione, assenze più o meno strategiche”. Apporre quella firme, secondo l’opposizione, sarebbe una sorta di eutanasia politica, visto che la sindaca e la sua giunta continuano a subire rovesci, Consiglio dopo Consiglio, e la città rimane immobile. “O Maura Forte, stufa delle imboscate dei suoi ,ha un scatto di orgoglio e manda tutti a casa, o ci dobbiamo pensare noi, fidando nel senso del dovere di esponenti dell’opposizione, eletti per amministrare la città. Non per subire ripicche, imboscate agguati. Non per fronteggiarsi in una sorta di braccio di ferro continuo a scapito dei vercellesi”.

 

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