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28/01/2011 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

Martina Corgnati inaugura la serie di conferenze al Salone Dugentesco in vista della mostra all’Arca di San Marco

Martina Corgnati inaugura la serie di conferenze al Salone Dugentesco in vista della mostra all’Arca di San Marco
Carla Crosio e Martina Corgnati

(pda) Primo appuntamento della rassegna curata da StudioDieci “L'Arca nel mare del contemporaneo/Navigando con la pittura italiana del '900- 1900-1961. Arte Italiana dalle Collezioni Guggenheim”. Al Salone Dugentesco di Vercelli Martina Corgnati, docente di Storia dell'Arte all'Accademia Albertina e critico d'arte. Alla presenza d'un folto pubblico la Corgnati ha parlato sul tema “Peggy Guggenheim collezionista di arte italiana”.  Diciamo subito che il pomeriggio del 27 gennaio, svoltosi a cura del Rotary Club di Vercelli, è stato assai interessante. Il relatore d'eccezione ha tratteggiato le scelte di Peggy in tema di arte, per concludere che in realtà la collezionista americana, assai affascinata dall'aspetto “storico” dell'arte nazionale, in  Italia non ha acquistato molto per la sua raccolta personale. Il De Chirico de “La Torre Rossa”, per quel che riguarda il periodo pre-bellico e poi Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Renato Birolli e Armando Pizzinato, gli ultimi due post-cubisti. Ancora,  la scultura di Marino Marini,  Cavallo e Cavaliere “L'Angelo della Cittadella”, comprato a Milano e collocato sul fronte della sua dimora veneziana.  E poi Peggy comprò Alberto Viani, Mirko, fratello di Afro Basaldella, Consagra, Edmondo Bacci e Tancredi Parmeggiani (amante della figlia di Peggy, Peegen, e con studio artistico nella ex lavanderia della dimora veneziana della Guggenheim) ma nessun'artista italiana “al femminile”. Per ultimo, degli autori passati in rassegna dalla Corgnati, Peggy scelse Egidio Costantini, artigiano veneziano cui commissionò alcune sculture in vetro su opere di Picasso. La Guggenheim vive a Venezia dal 1946 al 1979 e gioca un ruolo rilevante in alcune delle vicende veneziane. Nel 1946 Peggy ha 48 anni ed è una delle più grandi collezioniste del mondo, in totale ebbe tre mariti, due figli, diversi fidanzati e due gallerie d'arte, una a Londra -  aiutata nelle scelte da Marcel Duchamp -  e l'altra a New York, aperta durante la guerra e attiva fino al 1946. Appassionata fin da subito delle Avanguardie europee (Kandisky, Mondrian, Klee, Brancusi, la Kerrington e Max Ernst che fu anche uno dei tre mariti). Quasi maltrattata da Picasso che non le venderà direttamente nessun quadro, Peggy acquista  il “Picasso surrealista” da altra fonte e  non dall'autore. Nella sua lunga  -  e finale - esperienza italiana la collezionista americana esclude dalla “sue opere“ Modigliani, tutti i Futuristi, Morandi e De Pisis che nel periodo di permanenza dell'americana a Venezia era lì, conduceva una vivita “artistica” e  - come ha detto la rgnati – andava talora in giro in gondola con un merlo indiano ed un tucano sulle spalle. Come disse proprio Peggy “Non aveva abbastanza soldi per comprare l'arte antica in Italia” e davvero, fin dal suo ritorno e permanenza -  dopo un primo viaggio che compì con il primo marito proprio a Venezia – non s'aspetta un Paese moderno ma il Mito Antico. Senza dubbio la Guggenheim ha il ruolo di divulgare le Avanguardie europee in Italia e poi dona, dona molto. Ai musei americani, ai musei europei, cominciando da quelli inglesi, alla galleria d'Arte Moderna di Roma, infine, proprio Peggy di religione ebraica,  27 pezzi al Museo di Tel Aviv il cui direttore, s'invaghì, inutilmente, di lei. La mostra vercellese sarà improntata essenzialmente su opere provenienti dalla Solomon Guggenheim di New York e non già dalla collezione personale dell'americana. Dopo la conferenza, apertura del “foyer” del Dugentesco con l'esposizione e la vendita (5 euro l'uno) dei cuori artistici - “un cuore per l'arte” -  produzione artistica numerata degli allievi del Liceo Artistico di Vercelli “Ambrogio Alciati”. A margine della conferenza mostra a StudioDieci “Valter Luca Signorile about Medardo Rosso“ per la rassegna “about Big Art” con testo critico in catalogo proprio di Martina Corgnati.

il pubblico in sala
il pubblico in sala
Valter Luca Signorile e Carla Crosio
Valter Luca Signorile e Carla Crosio
Opera di Egidio Costantini
Opera di Egidio Costantini
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