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26/02/2010 - Cuneo Città - Pagine di Fede

NELLA PREGHIERA, LA TRASFIGURAZIONE – E dalla nube uscì una luce che diceva: “Questi è il figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”

NELLA PREGHIERA, LA TRASFIGURAZIONE – E dalla nube uscì una luce che diceva: “Questi è il figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”
Il Santuario di Valmala

Siamo ancora in viaggio, pellegrini verso Valmala, località dell’Alta Valle Varaita, dove la Madonna apparve a tre giovani del luogo, dall’agosto all’ottobre 1834. Le ragazze non tardarono a riconoscere ed a venerare, nella Signora piangente del Chiotto (Altopiano dove avvenne la rivelazione) la Madre della Misericordia. E’ proprio con questo suggestivo e commovente titolo che la Madre di Dio è destinataria di una devozione popolare particolarmente affettuosa ed intensa, che ha determinato dapprima la realizzazione del Santuario mariano sorto sul luogo e poi, lungo i decenni, una lunga serie di pellegrinaggi, individuali e collettivi, che coinvolgono intere comunità locali. La misteriosa e “fedele” misericordia che il Padre non lascia mai mancare all’umana creatura è proprio il centro della spiritualità mariana che permea l’esperienza di fede vissuta a Valmala. Oggi è particolarmente appropriato e gradito coniugare questi sentimenti con la riflessione che la Comunità delle Suore Benedettine di Citerna sviluppa a commento delle Letture della Parola di Dio di domenica prossima.



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“Ogni anno la seconda domenica di Quaresima ci presenta la Trasfigurazione del Signore. Nel contesto dell’Evangelo di Luca questa scena paradisiaca è preceduta dal primo annuncio della passione, dalle condizioni per seguire Gesù e dall’affermazione che: “vi sono alcuni dei presenti che non morranno prima di aver visto il Regno di Dio”. Durante la preghiera il volto di Gesù diventa luminoso e la sua veste candida e sfolgorante. Ma possiamo anche chiederci: E’ il volto del Signore che diviene “altro” - come dice il termine greco - o sono gli occhi dei discepoli che purificati da tutto quello che è terreno vedono il volto di Cristo com’è nella sua realtà, “immagine del Dio invisibile”? Inoltre, due uomini parlano con Lui del suo “esodo”, della sua dipartita, del suo passaggio da questo mondo al Padre. I discepoli erano oppressi dal sonno, tuttavia... videro la sua gloria. Sono proprio coloro di cui otto giorni prima si diceva che alcuni dei presenti non sarebbero morti prima di aver visto il Regno di Dio. Il discorso era stato fatto a tutti i presenti. Sappiamo che tutti sono chiamati a vedere il Regno di Dio dopo la morte, ma tra i ‘presenti’ sono scelti solo tre: Pietro, Giovanni e Giacomo. Questi hanno il privilegio di vedere, prima della morte la gloria del Regno di Dio. Possono penetrare con Gesù nell’intima comunione del Padre. Sono i tre testimoni della resurrezione della figlia di Giairo, sono invitati a pregare con Gesù. E’ la preghiera il luogo della Trasfigurazione. Se sono gravati dal sonno è pensabile che si tratti di una preghiera notturna. Quell’intimità con il Padre diventa luce che fuga le tenebre e il Padre, come al battesimo nel Giordano rivela il Figlio. Il volto di Gesù diventa “altro”, cambia d’aspetto. In Lui il Padre mostra la sua gloria, che è irradiazione luminosa della presenza di Dio. Il volto! Vedere il volto di Dio penso che sia l’anelito profondo, forse inconscio ma reale, di ogni essere umano, creato a sua immagine, creato per Lui. Già nell’Antico Testamento si ode questo grido: “Il tuo volto Signore io cerco...non nascondermi il tuo volto” (Salmo responsoriale, 26,8-9). Ma Dio si rivela, si mostra nel Figlio che è immagine del Padre. Mosè ed Elia apparsi nella gloria rappresentano la Legge e i Profeti; parlano con Gesù, perché in Lui è il compimento della Legge e dei Profeti, compimento che avviene mediante la sua morte e resurrezione. Proprio di questo parlano: del suo “esodo”, del suo ritorno al Padre, potremo dire che parlano del compimento del mistero pasquale a Gerusalemme. Gesù nel suo intimo colloquio con il Padre deve essersi immedesimato talmente alla volontà del Padre da penetrare nel suo splendore, così da poterlo irradiare da tutta la sua persona. Il suo “sì” è stato totale. Nulla avrebbe riservato per sé, ma avrebbe consegnato la sua vita per noi: di questo parlano con Lui Mosè ed Elia. La visione è breve. Pietro non fa in tempo ad esprimere il suo desiderio, che i due si separano da Gesù. E’ bello rimanere nella gloria! E’ bello rimanere in quella che sarà l’ultima vera, definitiva dimora, rimanere nella gloria di Dio, dove “non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento” (Ap 21, 4 ), ma questo non è possibile senza essere prima passati attraverso la croce. E’ bello piantare la tenda in vetta al monte, tanto più se quello è il monte di Dio! La tenda! E’ segno della presenza del Signore. La vera tenda è il Signore Gesù. Egli ha posto la sua tenda in mezzo a noi. In Lui la presenza di Dio si è fatta visibile. Pietro non sapeva quello che diceva e i discepoli dalla luce passeranno rapidamente nell’ombra, perchè “una nube li avvolse”....ed “ebbero paura”. Anche la nube è simbolo della presenza del Dio. “Questi è il Figlio mio, l’eletto. Ascoltatelo!” Mentre al battesimo il Padre si rivolgeva al Figlio, dicendo: “Tu sei mio Figlio...”, ora si rivolge ai discepoli con l’ordine di ascoltarlo. Qui culmina la scena paradisiaca con il verbo ascoltare che tantissime volte risuona nella Bibbia: Shemà Israel! Ascolta Israele! E’ la preghiera che il pio ebreo ancora oggi rivolge tre volte al giorno al Signore. Ascoltare significa anche mettere in pratica, obbedire, fare la volontà del Padre come la compie il Figlio diletto fattosi servo. In Lui la Legge e i Profeti hanno trovato il loro vertice. Quella voce, non solo si è fatta Parola vivente, ma si è incarnata proprio per compiere la volontà del Padre, per realizzare il suo disegno di amore sull’umanità, per salvarci e farci passare con Lui attraverso la passione, la croce e la morte per entrare definitivamente con la resurrezione nella gloria del Padre, in quella gloria che i tre discepoli privilegiati hanno potuto gustare anticipatamente nella Trasfigurazione. Questa è la meta, questa è la scelta: o lasciarsi trasfigurare dalla gloria di Cristo morto e risorto, o sprofondare nelle tenebre della perdizione.”

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