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04/11/2017 - Vercelli Città - Cronaca

NOVARA 0, PRO VERCELLI 1 - Cronaca della partita e pagelle di Enrico De Maria

NOVARA 0, PRO VERCELLI 1 - Cronaca della partita e pagelle di Enrico De Maria
Fase di gioco oggi al Piola gaudenziano - 4 novembre 2017


NOVARA-PRO VERCELLI. 0-1

 

( enrico demaria ) - Non sappiamo se Riccardo Muti sia il più grande direttore d’orchestra vivente, probabilmente sì.

 

Pur settantaseienne, egli quando impugna la bacchetta riesce sempre a convincere e a magnetizzare tutto l’uditorio.

 

Oggi, mutatis mutandis, passando cioè dalla musica sinfonica e operistica al calcio, un anziano direttore d’orchestra (mutatis mutandis nel calcio si è anziani a 37 anni), pure nato a Napoli, ma torinese d’adozione, ha impugnato la bacchetta al “Silvio Piola” di Novara e la Pro, sotto la sua direzione impeccabile, ha espugnato lo stadio gemello dopo 17 anni, mandando in estasi i tifosi presenti e televsivi.

 

Il Muti della Pro si chiama Peppino Vives, e arrivava da una settimana a dir poco travagliata. Non aveva affatto digerito il fatto che, domenica scorsa, Grassadonia l’avesse tolto dal campo contro il Foggia al 29’ del primo tempo e s’era fatto sentire. Poi, sia lui sia Grassadonia, da professionisti seri, hanno chiuso subito la polemica (che pubblicamente non avevano mai aperto) e parlato d’altro. Grassadonia ha fatto anche un po’ di pretattica, piangendo da prefica sull’assenza forzata di Bergamelli. Ed invece, eccolo il Discouro ad occupare il suo posto al centro della difesa con il gemello Legati. Dioscuri e pure entrambi ex.

 

La ricomposizione del duo difensivo che, quando non sgarra, è forse il più forte della serie B (o almeno uno dei più forti) ha dato fiducia a tutta la squadra. Vives, da canto suo, s’è piazzato davanti a loro, assecondato da un commovente Altobelli (che ha anticipato la Maratona di New York di un giorno) e da un finalmente volitivo Castiglia. In difesa, Grassadonia ha inserito Ghiglione per Berra sulla destra e confermato capitan Mammarella dall’altra parte. Davanti, mancando Rovini e Vajushi, ecco Firenze e, a sorpresa, Morra a dialogare con Raicevic, indomo guerriero.

 

Il Novara di Corini parte da più sette in classifica, ma nessuno se ne accorge.

 

La squadre stanno caute, persino quiete.Se la Pro deve rinunciare a Rovini e Vajushi, Corini non può impiegare (e non è poco) Maniero e Sansone: dunque prova a pungere con Da Cruz e Di Mariano, che ai Dioscuri fanno un baffo. La partita è bruttina, ma carica di passione. Vi assistono in 5.333, con la curva della Pro che inscena una magnifica sceno-coreografia tricolore. In tribuna il sindaco Forte con l’assessore allo Sport Coppo e il consigliere di minoranza nonché olimpionico Randazzo, ma anche il conigliere regionale Molinari con l’ex presidente della Regione Cota.

 

La Pro deve riscattare Avellino e la tragedia foggiana e salvare la panchina di Grassadona.

 

I bianchi si sringono a coorte attorno a Vives, che sembra inumano. Cura e protegge, porta il tackle quando non lo portano i Discouri, chiude a sinistra, chiude a destra e, al 19' fa una cosa, dio, una cosa, che è un concentrato del meglio di Pirlo e Rivera: un lancio che pare il tracciato della cometa di Betlemme da cinquanta metri, non uno di meno, per Firenze: il quale, a sua volta, fa il possibile deviando al volo di sinistro.

 

E’ bravissimo il portiere Montipò a deviare. Sarà l’unica chiara palla gol del primo tempo.

 

Si va negli spogliatoi annotando la prestazione di Vives, dei Dioscuri ma, perché no, di tutta la squadra. Il centrocampo corre e protegge, gli attaccanti (Raicevic in particolare) si sacrificano. Inomma lo spirito di squadra sfoggiato contro Palermo, Cesena, Perugia e Bari riappare all’improvviso. I tifosi spingono, con sciarpate d’affetto. Ci credono? Accontentati.

 

Il minuto magico (il 10’ della ripresa) che ridà il successo alla Pro nello stadio novarese dopo diciassette anni nasce da un’improvvisazione di Ghiglione sulla destra: scatto e lancio millimetrico per Morra che vede Montipò troppo avanzato (il portiere stava calcolando se intervenire sul cross). L’estremo difensore novarese si accorge troppo tardi del pericolo, Morra, con un lampo di genio, gli rifila, di testa,  un colpo di testa esiziale e irridente. La palla si infila proprio sotto quella curva fiduciosa che dicevamo.

 

Corini toglie Moscati e inserisce Chajia, giocando il tutto per tutto. I Dioscuri non battono ciglio e, con il sostegno di Vives-Muti, montano una linea Maginot imperforabile. Il forcing del Novara non sortisce nulla, se non il classifico ragno dal buco. E’ la Pro a sfiorare il raddoppio, prima con Firenze anticipato di un nonnulla di testa, proprio sulla linea da Chiosa (65’) e poi con Castiglia (72’) che trova la portentosa risposta di Montipò su una splendida incursione ci Bifulco (appena subentrato all’applauditissimo Raicevic); aggiungiamoci, qualche istante dopo un errore di mira piuttosto grossolano di Firenze e capirete perché, in campo, in panchina e fuori, eravamo tutti a mangiarci le mani.

 

Scampato il pericolo, il Novara tenta l’assedio, ma non arriva mai, proprio mai, a ridosso di Marcone. Grssadonia toglie Firenze per Berra e poi Morra per Polidori.

 

Il Novara ci prova con la disperazione dei vinti, ma Vives, Castiglia e Altobelli proteggono bene la già iperprotetta difesa dioscuriana. Unica occasione per gli azzurri al 91’ con un colpo di testa di Macheda che esce non di molto, reganadocsi brividi da Profondo rosso. Poi, l’apoteosi. Sempre ultimi, ma con altre tre squadre (Foggia, Ascli e Cesena) e con le penultime a un punto. Sabato c’è l’Empoli, ma la ritrovata Pro grassadoniana non ha paura di nessuno.

 

LE PAGELLE

 

MARCONE: Non fa una parata che è una, si spaventa da solo rinviando addosso a Di Mariano, al 33’: S.V.

GHIGLIONE: Impreciso e poco coraggioso nel primo tempo. Ma poi, al 55’ quell’assist sensazionale cui si perdona tutto: 6,5

LEGATI. Eccolo il dioscuro numero uno. Castore o Polluce, fate voi. Semplicemente perfetto negli anticipi, nei tackle, nei colpi di testa: 9

BERGAMELLI. Se Legati è Castore, lui giganteggia come Polluce. Gemello anche nel voto: 9

MAMMARELLA: Ma quanto lotta il capitano, con la classe e l’umiltà dei giocatori veri. Nessuno sfonda dalla sua parte, se non per cross insignificanti: 6,5

ALTOBELLI: Per lui la Maratona di domani a New York sarebbe insignificante, visto che probabilmente copre al “Piola” di Novara un tragitto assai più lungo e faticoso: 7 +

VIVES: Sbaglia il primo appoggio al 92’ sull’out destro, quando ormai les jeux son faits. Irreale: 10

CASTIGLIA: Finalmente è nel vivo della partita. Difende, rincorre, protegge, si offre ai disimpegni, corre. Montipò gli nega con un prodigio il gol al 72’: 7

FIRENZE: Non riesce a deviare in gol  il principesco lancio di Vives al 19’ e , nella ripresa. Scarica alta un’occasionissima. Ma corre e difende come piace a Grassadonia: 6,5

(Dal 75’ BERRA: entra subito nella contesa andando a potenziare con costrutto  la Maginot difensiva: S.V.)

RAICEVIC: Non va in gol, ma si batte come un leone. Piglia colpi e li restituisce, spesso arretra a dar man forte ai Dioscuri. Esce tra gli applausi della curva, che ha capito: 6.5

(dal 66’ BIFULCO: uno spunto meraviglioso lungo la linea di fondo, con assist non vincente per un soffio a Castiglia, ma anche un grave errore nel finale che potrebbe costarci caro: 6)

MORRA: Il gol costruito con intuito geniale che vale il ritorno al successo dei bianchi dopo diciassette anni a Novara. E scusate se è poco. Ma anche tanto altro: 7,5

(Dall’83’ POLIDORI: Entra e dà man forte soprattutto per tenere lontani i difensori del Novara dalle parti di Mrcone: S.V.)

GRASSADONIA: Ha la fortuna di ritrovare entrambi i Dioscuri, ma se la  gioca benissimo. Soprattutto ha l’enorme merito di non acuire mai, in settimana, il contrasto, che pure c’è stato, con Vives. Gran parte di questa vittoria è tutta sua: 8

 

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