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11/04/2018 - Vercelli - Economia

PARTITA LA GRANDE CORSA DELL'ACQUA PUBBLICA - Traguardo nel 2023 - Uniti i sette Gestori di Ato 2 - Un colosso da 60 milioni di euro - Bibì e Bibò rientrano nei ranghi, insieme ad Amc di Casale

PARTITA LA GRANDE CORSA DELL'ACQUA PUBBLICA - Traguardo nel 2023 - Uniti i sette Gestori di Ato 2 - Un colosso da 60 milioni di euro - Bibì e Bibò rientrano nei ranghi, insieme ad Amc di Casale

Era il  1970 quando Caterina Caselli ( per tutti: Casco d’Oro, che però fu resa celebre dalla indimenticabile “Nessuno mi può giudicare” ) portava in scena la canzone vagamente apocalittica e comunque escatologica “Nel 2023”:

https://www.youtube.com/watch?v=yB48Ey9Z8IU

l’inquietante chiosa, a suo modo millenaristica, mirava già al 3033 ed al possibile Giudizio finale.

Il testo completo, comunque, al termine dell’articolo.

***

Pensare al 2023, nell’anno in cui Willy Brandt dà il via alla Ostpolitik ed il Italia è approvato lo “Statuto dei Lavoratori”, sembra parlare di chissà che.

Ma ora ci siamo praticamente arrivati.

E c’è chi si preoccupa.

Altri, invece, più semplicemente, si occupa.

Ma andiamo con ordine.

Pregando anzitutto il Lettore di un supplemento di attenzione e pazienza, leggendo (ri – leggendo? Speriamo) l’articolo nel quale mesi fa avevamo sintetizzato stralci della storia recente, nell’organizzazione del servizio in questa parte del Piemonte.

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=74725

***

Perché il 2023 è l’anno in cui scadono le concessioni per la gestione dell’acqua, l’oro azzurro, nel territorio di competenza dell’Ato2, l’ area (vasta, ma non troppo) che comprende tutta la provincia di Vercelli, tutta quella di Biella, oltre a Casale e Valenza.

Insomma, appunto un’unità d’ambito “ottimale”: questo significa “Ato”, un territorio di dimensioni “giuste” per assicurare economicità degli interventi e, insieme, prossimità sufficiente perché non si creino “mostri” lontani dalla gente, che in questo caso significa, come in pochi altri, Utente, consumatore finale, destinatari del servizio.

***

Bene.

I gestori dell’acqua sono attualmente: Sii (parte alta della provincia di Vercelli e Baraggia) – Atena Asm – Cordar Valsesia – Cordar Biella – Amc (Casale) – Amv (Valenza) – Comuni Riuniti (Area Borgo d’Ale e limitrofi).

Il sistema prevede una modalità duplice ed alternativa di organizzarsi per il futuro, dopo il 2023.

La prima: se i sette attuali gestori si fondono (le modalità tecniche possibili sono diverse e cercheremo di riassumerle in breve) e si presentano come unico gestore, si può procedere ad un affidamento diretto, senza passare da una gara.

La seconda: se questo non succede, allora il contraente della Pubblica Amministrazione è selezionato mediante una gara ad evidenza pubblica.

***

Dove starebbe il problema?

Starebbe nel fatto che, per partecipare ad una gara di così grandi dimensioni, ci vogliono requisiti impressionanti.

***

Qualche dato:

Si tratta di una popolazione servita di 450 mila abitanti.

Approssimativamente, 200 mila contatori.

Il fatturato annuo complessivo è poco meno di 60 milioni di euro.

Sono in tutto circa 300 i dipendenti, 14 i dirigenti.

***

Chi li ha questi requisiti?

Società tipo (tanto per cambiare) Iren, oppure A2A, insomma i colossi.

I quali colossi, infatti, non solo non sono appassionati al fatto che i sette gestori si mettano d’accordo.

Ma – al contrario – se possono anche elevare rogazioni affinchè non si mettano d’accordo e quindi facciano come i ben noti capponi di Renzo, non si tirano certo indietro.

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Quale sarebbe poi il secondo vincolo da rispettare, affinchè i sette gestori attuali si mettessero d’accordo con modalità utili per poter aspirare all’affidamento diretto?

Sarebbe questo: il nuovo soggetto (chiamiamolo “consortile” per semplificare, ma la forma giuridica è tutta da definire) dovrebbe essere completamente pubblico.

E dove starebbe il problema?

Starebbe nel fatto che Atena, notoriamente, non è (più) pubblica.

Perché, sempre notoriamente, nel 2015 si ebbe la bella pensata di svenderla ad Iren.

Che così acquisì il controllo totale della società pagandone solo una parte (circa 14 milioni di euro), lasciando al Comune di Vercelli un 40 per cento.

Dopo di che il Comune non conta più niente, ma quella partecipazione pubblica è il cavallo di Troia per legittimare contratti affidati senza gara ad Iren.

Contratti senza gara come ad esempio?

Come – ad esempio – ancora a luglio scorso, quello sulla illuminazione a Led.

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IL CASO DEI LED

Sia permessa una breve digressione, dall’acqua alla…luce.

Un contratto che da altre parti (ad esempio Novara) non si sono nemmeno sognati di fare.

Qui invece bisogna ringraziare il Tecnico comunale Marco Tanese (responsabile del procedimento: stanno lasciando lui con il cerino in mano) se è stato concepito questo bel contrattone per Atena Asm Iren, dove è persino prevista una clausola di manleva.

Che in sostanza dice: guardate, Signori cari, se Iren ci guadagna, ok. Ma se – cambiando le condizioni di mercato – non dovesse più fare l’utile, allora “in buona fede”, qualcuno dovrà farsi carico del fatto che Iren Atena Asm non guadagna.

In buona fede.

E se fossero stati in mala fede cosa avrebbero scritto?

Ecco la clausola, così il Lettore può farsi direttamente un’idea, senza mediazioni:

Uno potrebbe dire: ma quando il Presidente di Atena, nominato dal Comune di Vercelli si è reso conto che qualcuno aveva pensato ad una cosa del genere, chissà come è corso ad avvertire il Sindaco e gli altri della Giunta: guardate, Signori che mi avete nominato, che qui hanno inserito una clausola che dovete vagliare con tanta attenzione.

Lo hanno fatto a mia insaputa, ma appena me ne sono accorto, mi sono precipitato ad avvisarvi!

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Sarà andata così?

Quel Presidente che il Comune si è andato a cercare molto, ma molto in alto, forse persino nello sgabuzzo delle scope delle Signore delle pulizie, nell’anticamera del bagno di servizio della Segreteria di Sergio Chiamparino, si sarà comportato in questo modo?

Chi lo sa.

Fine della digressione sui Led, argomento che non deve mai cadere nel dimenticatoio, perché contratti del genere restano per lustri e bisogna aver cura che si sorveglino con molta attenzione i rapporti tra Comune e Asm Atena Iren.

***

I MAGNIFICI SETTE

ovvero

I SETTE NANI SENZA BIANCANEVE

 

Dunque, torniamo all’acqua.

Da tempo, quindi, gli altri sei gestori dicono: guardate Signori del Comune di Vercelli, che dovete riprendervi l’acquedotto, perché altrimenti non possiamo essere riuniti in un soggetto tutto pubblico.

Insomma, i vostri amiconi di Iren sono un ostacolo alla realizzazione del progetto dei “Magnifici Sette”.

Perché se non siamo i “Magnifici Sette” non possiamo che restare i “Sette Nani”, ma senza Biancaneve e quindi il Principe Azzurro non passerà mai.

Concetto chiaro, anche fuor di metafora.

***

Tutto pacifico, dunque?

Tutt’altro.

Si ricorderà che, in un primo tempo, ci furono enormi resistenze a che il Comune di Vercelli si riprendesse l’acquedotto.

Resistenze sorde e surrettizie (vischiosità, muri di gomma, cicles masticati sotto la suola delle scarpe), finchè un giorno il Presidente di Atena non sbotta sul bisettimanale La Sesia, dicendo chiaro che, pur riprendendosi l’acquedotto, il Comune di Vercelli non va da nessuna parte e amenità del genere.

Perché ci sono persone che – al richiamo di un giornale – sembrano reagire come la Monaca di Monza reagì alla parola di Egidio: la sventurata rispose.

***

Per fortuna ci sono Consiglieri Comunali ( da Alessandro Stecco a Maria Pia Massa ) che non intendono sentire ragioni e propongono una deliberazione che obbliga il Comune a fare così: riprendersi l’acquedotto per poi aderire al Consorzio dei Magnifici Sette.

E siamo al 30 settembre 2017, giorno in cui la deliberazione è approvata: 16 voti a favore, contro 10. I dieci contrari sono del Pd e accoliti.

Perché, naturalmente in maggioranza nessuno capisce che si sta prendendo una brutta china e così sottovalutano alla grande il segnale.

***

Nei mesi a seguire si registrano, però, posizioni ancora divergenti tra gli stessi Gestori.

C’è, infatti, l’Amc di Casale, che preferirebbe fare una propria strada.

Sembra che i casalesi avrebbero voluto inglobare l’azienda di Valenza, poi unirsi al Cordar Biella e – eventualmente – al Comune di Vercelli per stare in una compagnia più piccola, ma a loro dire solida e probabilmente tentare di fare da soli.

E qui è una prima bella legnata per quelli che ci hanno fatto fare la scemenza di svendere la maggioranza di Atena ad Iren.

Perché a Casale, dove Amc è ancora e solo del Comune Capoluogo e altri Comuni piccoli del territorio, non si sono nemmeno sognati di vendere la municipalizzata, né ad Iren, né ad altri.

E stanno così bene di salute che pensano persino di papparsi quella di Valenza e poi fare sistema con altri.

Ma qui invece abbiamo seguito gli indirizzi del Pd di Torino e ce lo siamo presi in quel posto.

***

Tanto per non lasciarsi mancare nulla, un giorno quelli di Atena Asm parlano con Sii e quelli che vogliono unire tutte le Sette Sorelle.

E il giorno dopo fanno le riunioncelle in Sala Giunta al Comune di Vercelli con quelli della Amc di Casale.

Insomma, viva la Franza, viva la Spagna, pur che se magna.

***

Si dirà: Arlecchini servi di due padroni?

Non necessariamente, non spariamo così in alto: sono yuppini buffi e senza sugo che si dedicano a questi trastulli con migliorabile sagacia: insomma, apprendisti stregoni, al modo di Bibì e Bibò, monelli che si credono manager.

Gli altri si sono straincavolati e - venuti a sapere di questa casereccia politica dei due fornai - li hanno fatti neri.

Così alla fine pare che si chiuda con il progetto dei Sette tutti insieme, fuori Iren perché senno non sono più tutti pubblici.

Poi ci sono alcune variabili che vorrebbero rendere pubblica la gestione e mantenere la proprietà dalle reti, invece, agli attuali titolari.

Si dice che in tal caso, in fondo, sul totale delle sette società, la presenza di Iren (60 per cento della sola Atena Asm) sarebbe in fondo non più del 7 per cento dell’intero patrimonio.

Ma sono tesi che al momento paiono minoritarie.

***

ARRIVANO GLI AVVOCATI

C’è dunque un primo punto fermo.

Lo scorso 5 aprile, presso la Sede di Sii a Vercelli, si sono trovati tutti i sette Gestori e hanno detto: andiamo avanti insieme.

Una cosa finalmente è chiara.

E per vedere come stare uniti e che tipo di consorzio o società mettere in piedi, si sono affidati a due Studi Legali: Aldo Casalini a Vercelli e Diego Comba a Torino.

Appuntamento tra una ventina di giorni, con i primi ragionamenti messi nero su bianco.

Il 2023 si avvicina a passi da gigante, parola di Casco d’Oro: oh oh oh…

***

Nel 2000 io non so se vivrò
Ma il mondo cambierà
Il sole scenderà
Su di noi

Nel 2023, 23
Se il mio caore batterà non lo so
Ma troverà qualcosa che
Lo farà batter più di te

Nel 2033, 33
Non vedro più con gli occhi miei
Ei saranno delle immagini che
Un altro mondo mi danà

Nel 2023, 23
Le mie braccia non serviranno più
E nessano più lavorerà
Più veloce il tempo passerà
Oh, oh, oh

Nel 3033, 33
Dio verrà sulla terra fra di noi
Per giudicore se é il momento ormai
Di pronunciare la parole fine

 

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