VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Cuneo
Meteo.it
Borsa Italiana
martedì 18 febbraio 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
20/05/2010 - Cuneo Città - Pagine di Fede

PENTECOATE NEL SEGNO DELLO SPIRITO – La Madonna ha indicato il Luogo, là torneranno domenica i Pellegrini fedeli e oranti

PENTECOATE NEL SEGNO DELLO SPIRITO – La Madonna ha indicato il Luogo, là torneranno domenica i Pellegrini fedeli e oranti
Il Santuario di Valmala

 



Il Santuario di Valmala, in Alta Valle Varaita, fu costruito dalla pietà popolare per onorare un’impegno preso con la Madonna. La Madre di Dio, infatti, volle rivelarsi a quattro ragazze di quel luogo – allora impervio e povero –  dall’agosto all’ottobre del 1834. Le giovani si trovavano lì in quel giorno di agosto, per portare al pascolo la piccola mandria loro affidata dalle famiglie. Non avevano altro. Quei monti sono sempre stati severi ed austeri, capaci di forgiare uomini e donne forti, portatrici di valori morali profondi e profondamente radicati in una società montata. Ma sono sempre stati luoghi esigenti di impegno, di lavoro, ripagato con le poche cose che la  natura di lassù può offrire.


Così, quando la Signora Piangente del Chiotto – l’Altopiano delle apparizioni – chiese che lì fosse edificata una cappella per pregare il proprio figlio Gesù, la prima cosa che venne in mente a quelle persone, laboriose e miti, fu che in quei paraggi non c’erano pietre di qualità. Tant’è che le loro stesse case dovevano essere costruiste con il legno di conifera o castagno, uniche essenze abbondanti. Ma la Madonna non tradisce mai, tantomeno quando, come in questo caso, fu subito riconosciuta e venerata con il titolo forse più suggestivo e commovente che le si possa tributare, di Madre della Misericordia.


La Madre della Misericordia volle così indicare a quelle sante persone un pendio sulla vicina montagna, dove avrebbero trovato una buona “vena” mineraria, così da ricavare il materiale lapideo utile all’edificazione del tempio


Ne trovarono in quantità sovrabbondante e riuscirono nell’impresa incominciando, poi, a costruire anche le  loro case con la pietra ricavata da quella provvidenziale rivelazione. Poterono soporattutto costruire il Santuario ancora oggi chiamtato “della Misericordia”, raggiunto da tanta gente pellegrina che certamente vi si recherà anche domenica, in occasione della Festa di Pentecoste.


Le letture di questa settimana ci dicono che La Pasqua di Cristo si compie oggi nella liturgia di Pentecoste: non basta che sia il Figlio a morire e risorgere, bisogna che ogni credente e tutta la Chiesa possano entrare nella sua stessa esperienza per morire al peccato e nascere alla vita nuova dei figli di Dio. E’ il dono pasquale dello Spirito, rinnovato in ogni celebrazione eucaristica e in modo particolare in quella di oggi, a rendere vivo, attuale e operante per noi il mistero della Pasqua. Lo Spirito viene a coinvolgerci personalmente e come comunità nella Pasqua di Cristo. Cosa significa? Cosa accade a Pentecoste?


La prima lettura è tratta dal libro degli Atti degli Apostoli. Luca contestualizza il dono dello Spirito promesso da Gesù ai suoi discepoli all’interno della festa ebraica di Pentecoste: “mentre si compiva il giorno di Pentecoste”. La Pentecoste al tempo di Gesù aveva due significati: era la festa agricola delle primizie che si celebrava dopo sette settimane dall’inizio della mietitura del frumento (sette settimane, cioè 50 giorni, da qui, in greco, “pentecoste”, festa del 50° giorno): è la festa dei frutti del frumento che è stato seminato, è morto e ora è maturato e ha dato frutto.
Ma la festa aveva anche un secondo significato di memoriale del dono della legge sul Sinai e dell’alleanza.


 


Il Vangelo, tratto dai capitoli giovannei del discorso della Cena, approfondisce quest’azione interiore interiore dello Spirito nella vita del credente e della comunità. Gesù chiama lo Spirito “Paraclito”. E’ un termine greco che fa riferimento ai processi dei tribunali del mondo greco del primo secolo. L’imputato compariva da solo davanti al giudice e al suo accusatore e da solo doveva rispondere e difendersi. Gli era concesso di avere al suo fianco una specie di avvocato difensore, competente e incaricato di suggerire cosa e come dire, di incoraggiare e stimolare nel momento più difficile e, se necessario, di prendere egli stesso la parola per far valere meglio la giustizia. Lo Spirito di Gesù è il nostro Paraclito: difende dentro di noi la verità, la verità che è Gesù Cristo stesso e la nostra verità, il nostro essere figli nel Figlio, e ci ricorda la Parola, ce la suggerisce, ce la riporta alla memoria del cuore. Difende Gesù in noi, il Figlio che in noi si sta formando, davanti al mondo e a quella parte di mondo che ci portiamo dentro.


La Pentecoste ha dato inizio all’era dello Spirito e ogni assemblea eucaristica è luogo di nuova continua Pentecoste: entriamo con fede e apertura di cuore in questa celebrazione per ricevere lo Spirito Santo che sgorga per noi dal calice eucaristico.


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
CuneoOggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020- Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@cuneooggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it