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12/03/2012 - Regione Piemonte - Economia

PIEMONTE - Accolto l’invito di Coldiretti Piemonte per il rilancio dell’ortofloricoltura - Le banche aiuteranno gli imprenditori agricoli che hanno avuto danni per le gelate invernali

PIEMONTE - Accolto l’invito di Coldiretti Piemonte per il rilancio dell’ortofloricoltura - Le banche aiuteranno gli imprenditori agricoli che hanno avuto danni per le gelate invernali
Il Presidente Paolo Rovellotti

80 milioni di euro di danni, circa un terzo della produzione ortofrutticola compromesso e seimila posti di lavoro a rischio: davanti a cifre che parlano da sole, ora si attendono le prime misure concrete, dopo l’incontro di venerdì 9 marzo nella sede di Coldiretti Piemonte con 18 rappresentanti degli Istituti Bancari in cui sono state poste le basi per un piano economico finanziario di rilancio delle imprese agricole gravemente danneggiate dal gelo di fine gennaio e dalle escursioni termiche del mese di febbraio, che hanno messo letteralmente in ginocchio i frutteti,  le coltivazioni orticole in serra e la floricoltura piemontese.



Riguardo all’allarmante situazione, di cui si è prontamente fatta portavoce Coldiretti Piemonte, la risposta delle banche non si è fatta attendere: lo testimonia la presenza di tutti i più importanti Istituti di Credito piemontesi alla riunione indetta dal presidente Paolo Rovellotti e dal direttore Bruno Rivarossa, nonché dal membro di giunta regionale Roberto Moncalvo, con delega al settore ortofrutticolo, presso la sede di Coldiretti Piemonte, che hanno detto “Oggi vogliamo dare una risposta concreta alle 3000 imprese agricole che generano un indotto economico di 85 milioni di euro, dall’agroindustria all’occupazione di oltre 7000 dipendenti. Il modello di intervento proposto alle banche non ha fini risarcitori ma deve consentire il rilancio di un settore provato anche da anni di crisi del mercato. Il gelo che ha compromesso la produzione pone in crisi di liquidità le imprese agricole che debbono essere poste in condizione di ripartire con le normali operazioni colturali affinché non venga compromessa l’economia degli impianti attraverso le anticipazioni colturali indispensabili al di là del prodotto”.


L’intervento chiesto alle banche vedrà attivamente impegnato il Consorzio Fidi, CreditAgri Italia, quale supporto agli Istituti di Credito per sostenere in modo adeguato le imprese agricole attraverso finanziamenti che permettano di ammortizzare nel tempo il danno subito.


Spiegano Enrico Rinaldi, responsabile nazionale di CreditAgri Italia, e Adelina Reolfi, direttore di CreditAgri Italia Piemonte: “Per rispondere in modo efficace e tempestivo alla grave situazione in cui si trovano le imprese del Piemonte, CreditAgri Italia si impegna a definire, insieme al sistema bancario, un modello di intervento finanziario che consenta di affrontare e superare l’emergenza immediata per dare respiro al settore ortofrutticolo e florovivaistico piemontese. In particolare supportando, attraverso il rilascio di una specifica garanzia, le richieste di finanziamento presentate dalle imprese agricole, e consentendo alle aziende di continuare a fare gli investimenti necessari per poter accudire le piante, in modo che non venga compromessa la produzione degli anni a venire”.


Abbiamo chiesto e ottenuto l’impegno da parte dei principali attori del mondo bancario di attivare solide garanzie a favore del comparto ortofrutticolo, voce di primaria importanza per l’economia del nostro territorio – concludono Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa ora attendiamo che venga avviato l’iter che porti a sbloccare la situazione il prima possibile”.  


LA REGIONE ATTIVA I PRESTITI DI CONDUZIONE PER I DANNI DA GELO - In un incontro tenutosi in Regione sui danni da gelo con le organizzazioni professionali e dei produttori agricoli piemontesi di Coldiretti, l'assessore all’ Agricoltura Claudio Sacchetto ha presentato lo stato di avanzamento dei lavori per sostenere il comparto e ha riferito che in una precedente riunione, L’ABI, l'Associazione Banche italiane, si è resa disponibile a coinvolgere i propri associati nel dilazionare eventuali pendenze delle aziende colpite dal gelo. E’ allo studio da parte della Regione Piemonte, la possibilità di intervenire in conto interessi con contributi per ottimizzare il tasso di interesse e aiutare le imprese maggiormente in difficoltà. Saranno attivati i prestiti di conduzione della durata di 12 mesi.


D. LGS. 102/2004 “CALAMITA’ NATURALI”: NON È NECESSARIA LA DENUNCIA DEL DANNO DA PARTE DELLE SINGOLE AZIENDE - In seguito all’interpretazione della norma data da Coldiretti, in linea con la Regione Piemonte e le richieste fatte presso la Commissione Agricoltura, il Ministero delle Politiche Agricole, dopo aver inviato in Piemonte un proprio funzionario, è concorde con la Regione, sia sull'interpretazione della legge, che sul danno ormai evidente e manifesto; pertanto, come sostenuto da Coldiretti, al momento non è necessaria la denuncia del danno da parte delle singole aziende. Il funzionario ministeriale ha inoltre chiarito che l'evento rientra nel decreto legislativo 102/2004 “Calamità naturali”, non essendo prevista la possibilità di assicurazione contro il gelo.


BATTERIOSI DA KIWI: COLDIRETTI CHIEDE ALLA REGIONE DI METTERE A DISPOSIZIONE MAGGIORI RISORSE  - L'assessorato regionale all’Agricoltura sta valutando le risorse  da mettere a disposizione per le ulteriori domande di estirpo nel caso di actinidiedi, colpiti da batteriosi.


Ad oggi sono stati stanziati 1.100.000 euro che saranno erogati, aprendo un nuovo bando. Coldiretti Piemonte ha fatto presente alla Regione che la cifra potrebbe non essere sufficiente. Molto probabilmente, rispetto allo scorso anno, potrebbero non essere più finanziati la capitozzatura  e il mancato impianto.


DARIO PERUCCA GUIDA LA DELEGAZIONE GIOVANI IMPRESA DEL PIEMONTE ALL’ASSEMBLEA  “A TUTTO CAMPO” - Duecento imprenditori aderenti a Giovani Impresa Coldiretti Piemonte hanno partecipato all'assemblea di Coldiretti Giovani Impresa dal titolo "A tutto campo", che si è tenuta a Verona.


Nel mondo dell’agricoltura i giovani di oggi sono già protagonisti e alla grande assemblea del Nord Italia hanno testimoniato il loro impegno e la loro esperienza concreta, nel grande progetto di Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana.


L’appuntamento, in vista del Convegno Nazionale a Roma, ha coinvolto, insieme agli Under 30 piemontesi, imprenditori provenienti da Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia e Veneto.


In Piemonte, le cifre non lasciano dubbi: cresce il numero dei giovani che investono il loro futuro nell’agricoltura e contribuiscono a realizzare la progettualità nazionale di Coldiretti. Dal 2008 ad oggi, su circa 2000 richieste, sono stati 1400 i neo agricoltori che hanno beneficiato delle risorse previste dal Piano di Sviluppo Rurale per aprire un’azienda o ammodernarla.


Sulle misure da adottare per lo sviluppo di una agricoltura che guarda al futuro, Dario Perucca, neo delegato regionale Giovani Impresa Coldiretti non ha dubbi: “Come associazione maggiormente rappresentativa in Piemonte per i giovani attivi in agricoltura, il nostro principale obiettivo è quello contribuire ad un equilibrato sviluppo economico e sociale del territorio. Per questo, è necessario effettuare una riprogrammazione che consenta di pianificare interventi mirati e di concentrare le risorse disponibili su quelle misure che permettano la realizzazione degli investimenti e la spendibilità dei fondi. E’ necessario evitare che il mancato utilizzo possa condizionare negativamente la futura dotazione finanziaria del P.S.R. 2014-2020”.


In Piemonte, il ritorno dei giovani all’agricoltura rappresenta un fenomeno reale che Coldiretti monitora ed accompagna con un forte impegno nell’economico e nella stipula di contratti di filiera - aggiunge Paolo Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte - al fine di garantire sbocchi certi a tutte le imprese agricole e, in particolare modo, a quelle condotte dai giovani”.


SETTORE CEREALICOLO: LIEVE RIBASSO DELLE MATERIE PRIME -


Per quanto riguarda l’andamento del mercato per il settore cerealicolo, il Servizio Economico Regionale di Coldiretti rileva che nelle ultime settimane il mercato delle materie prime ha registrato segnali al ribasso.


La flessione sul mercato nazionale si contiene entro l’1%, con quotazioni a 226,50 €/t (-0,9%) per l’orzo nazionale a Venezia, e a 193,00 €/t (-0,5%) per il mais a Udine.


Sul mercato mondiale il future del mais cala di circa il 2%: a Bordeaux il mais in granella è quotato a 204,00 €/t (-2,2%), a Chicago 121,35 €/t (-2%). Cala anche il future della soia: a Rotterdam è a 397,11 €/t (-0,9%), a Chicago a 259,54 €/t (-1%).


SETTORE PATATICOLO: DEFINITI I PREZZI PER L’ACCORDO INTERPROFESSIONALE - Sono stati definiti i prezzi di riferimento per l'accordo interprofessionale nazionale per quanto riguarda la cessione di patate all'industria di trasformazione. Alla trattativa erano presenti le Unioni Nazionali Unapa e Italpatate in rappresentanza della produzione e l'AIIPA in rappresentanza della parte industriale. L’intesa raggiunta prevede la conferma dell'obiettivo nazionale di trasformazione in 170.000 tonnellate. Considerato l'andamento dei prezzi delle varietà da industria nell'UE, in ribasso rispetto alla campagna precedente, è stato deciso di adeguare le quotazioni del prodotto nazionale a tale trend. I prezzi concordati per il prossimo anno sono i seguenti: Fascia A 150€/T (da 158 €/T del 2011; pari al -5,1% rispetto allo scorso anno); Fascia B 139€/T (da 143 €/T del 2001; pari al - 2,8% rispetto allo scorso anno); Fascia B1 107€/T (uguale allo scorso anno); Fascia C 28€/T (uguale allo scorso anno). Le parti hanno condiviso la necessità di rivedere l'articolazione del contratto tipo per tutelare al meglio i diritti dei contraenti.


ANDAMENTO DEL MERCATO NEL SETTORE RISICOLO - Per quanto riguarda l’andamento del mercato italiano, le vendite di risone si sono attestate a 33.631 tonnellate, di cui 17.203 appartenenti alla tipologia dei lunghi A; seguono i tondi con 7.653 tonnellate, i lunghi B con 7.629 tonnellate e i medi con 1.146 tonnellate. Il distacco con le vendite della campagna precedente si è ridotto da - 189.588 tonnellate (-19,3%) delle ultime  settimane a - 186.744 tonnellate (-18,5%). Restano invariate le quotazioni dei risoni rilevate presso la Borsa Merci di Vercelli: Loto a 310 €/t, Arborio a 365 €/t; Selenio a 310 €/t e  Thaibonnet a 270 €/t, a cui è stata tolta la dicitura “nominale”.


Sul mercato internazionale, le importazioni si attestano a 432.726 tonnellate, base lavorato, risultando in aumento di 42.034 tonnellate (+10,8%) rispetto alla precedente campagna. Le importazioni di riso lavorato fanno segnare un incremento del 24,3%, mentre le importazioni di riso semigreggio risultano in calo del 2,2%, con una riduzione del 10,7% del riso semigreggio basmati.


Gli operatori hanno richiesto titoli di esportazione per 4.294 tonnellate, portando il computo totale della campagna a 92.817 tonnellate, base lavorato; rispetto alla scorsa annata si registra una diminuzione pari a -9.712 tonnellate (-9,5%).


SETTORE AVICUNICOLO STABILE, IN SALITA LE QUOTAZIONI DELLE UOVA - L’Osservatorio Prezzi di Coldiretti Piemonte conferma il buon andamento del mercato avicunicolo. Le trattative sono andate a buon fine a prezzi prevalentemente invariati tranne per le faraone, i galletti e le uova. I principali listini del prodotto a peso vivo riportano in chiusura qualche ritocco positivo. Da rimarcare, il notevole balzo delle uova favorite da una forte domanda al consumo. Le cause sono da ricercare nella scarsità del fattore produttivo (galline rosse) che non alimentando l’offerta, fa salire le quotazioni in maniera repentina. Per quanto riguarda le galline, l’eccesso di domanda che tende ad accentuarsi: le galline pesanti registrano consumi sostenuti grazie al fatto di essere un prodotto succedaneo delle rosse che proprio non si trovano in quanto gli allevatori, date le elevate quotazioni raggiunte dalle uova, tendono a mantenerle in allevamento come fattore produttivo piuttosto che offrirle al mercato come bene di consumo; entrambe le tipologie, a causa della scarsità dell’offerta, registrano quotazioni del vivo in ulteriore aumento malgrado esse risultino già sostenute. A ridurre l’eccesso di domanda, tuttavia, potrebbe giocare un ruolo fondamentale la forte risalita delle temperature registrate recentemente e il fatto che ormai si stia andando verso la primavera (stagione meno favorevole della precedente al consumo del brodo). Nessuna nuova per il mercato delle faraone dove la domanda è rimasta debole per l’intero mese corrente (consumi stabili a livelli minimi). In ogni caso, l’offerta di vivo si sta confermando limitata e ciò consente al mercato di mantenere un sostanziale equilibrio. Invariata la situazione dei conigli: i consumi rimangono stabili su livelli minimi; contemporaneamente viene offerto sul mercato domestico prodotto estero a prezzi ridotti. Solo una ripresa dei consumi consentirà un aumento delle quotazioni se, comunque, continuerà a risultare limitata l’offerta di vivo nazionale.

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