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03/01/2013 - Regione Piemonte - Politica

PIEMONTE - Quel politico così singolare, che lascia la poltrona se cambia idea e partito - Ora lo vogliono in lista per Montecitorio - Il vercellese Gabriele Molinari candidato alla Camera con Italia Futura

PIEMONTE - Quel politico così singolare, che lascia la poltrona se cambia idea e partito - Ora lo vogliono in lista per Montecitorio - Il vercellese Gabriele Molinari candidato alla Camera con Italia Futura
Gabriele Molinari
Bisogna dire che ci ha creduto sin dal primo momento.

Anche quando tanti, a proposito della discesa nell’agone politico di Luca Cordero di Montezemolo, facevano sorrisini ironici e consegnavano ai cronisti battute acidule: Italia Futura? Il solarium politico di Confindustria. Club di teste “cotonate” in luogo di coronate, per celiare sulla chioma (ad onor del vero, sempre vaporosa ed in questo il suo giovane epigono vercellese non è da meno: chissà che shampoo usano…) dell’erede (automobilisticamente parlando) dell’Avvocato. E ancora, il “partito dei carini” e via dileggiando.

Eppure Gabriele Molinari, 37 anni, avvocato, aveva visto giusto.

Soprattutto, aveva guardato al futuro della politica sapendo liberarsi dagli interessi immediati di bottega.

Unico Consigliere comunale che si sia mai dimesso (a memoria nostra) dall’incarico, con una motivazione surreale (per i più) tanto nella Prima quanto nella Seconda Repubblica: aderisco ad un altro partito rispetto a quello in cui sono stato eletto. Un marziano. L’aula ha conosciuto un turbinio di cambi di casacca e, se qualcuno avesse potuto e soprattutto se qualcun altro lo avesse chiesto, si sarebbe andati oltre, arrivando alla biancheria intima.

Lui, no.

( Guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=24498).

Cambia partito – e questo è legittimo e persino doveroso, quando non si condivide più la linea politica – e per coerenza, come conseguenza logica, lascia il posto in Consiglio comunale ottenuto candidandosi nelle liste di quel partito che non si ama più.

Robe da non credere. E sì che Molinari, ancorché giovanissimo, di anni in Comune ne aveva passati  e di preferenze sempre raccolte: sicchè gli sarebbe stato assai facile sostenere che, in fondo, i cittadini hanno sempre voluto proprio lui ininterrottamente, dal 1995, quando fece il proprio esordio nell’Aula di Palazzo Civico, per uscirne il 15 settembre, memoria della Madonna Addolorata, 2011.

Che personaggio singolare.

Fa politica e, oltre ad un italiano corretto e fluente, parla anche altre due lingue. Incredibile.

La cosa davvero eccentrica, poi, per un politico della Seconda Repubblica, è che legge i libri. Qualcuno – ad onor del vero e se lo lasci dire da chi gli vuole bene – di una noia mortale, ma i gusti sono gusti…

Ancora una cosa sconcerta, in questo giovane riflessivo e persino pensoso e tuttavia non privo di un senso dell’ umorismo raro, capace talvolta di lasciare cadere, non vista, una battuta sottile e fulminante. Così che, persino lo stesso di prima, quello che gli vuole bene,  vi inciampa senza accorgersene e non è perciò che gli voglia meno bene, ma insomma…

Ebbene, che cosa sconcerta? Sconcerta il fatto che non gli si sia mai sentita dire una cattiveria ai danni di chicchessia. Non la dice perché non la pensa.

Se proprio si volessero fare paragoni (ma sono utili? E poi: sono davvero possibili?), con personaggi “visti da vicino” che abbiano calcato la scena politica, a chi scrive ne sovviene solo uno: Gianni Goria.

E scusate se è poco.

Ebbene, cosa combina Gabriele Molinari?

Combina questo: zitto zitto, giorno dopo giorno, incurante o forse relativizzando lo scetticismo dei più, a cominciare da quello mai nascostogli da certi suoi amici tremendamente saggi, si ritrova in lista per la Camera dei Deputati proprio nella formazione di “Italia Futura”, uno dei pilastri del progetto politico di Mario Monti.

In lista – va precisato – in “zona medaglie” o piazzamenti utili, cioè nei primi posti, quelli che possono consentire, se tutto andrà per il verso giusto, il salto a Montecitorio.

Sarà candidato, ma per il Senato, anche un altro vercellese, Piero Garrione, agricoltore di lunghissimo corso, titolare della Tenuta Darola di Trino, noto ai più come Presidente, negli Anni ’90 dell’Unione Agricoltori di Vercelli e soprattutto dell’Ente Nazionale Risi, dal 1994 al 2010.

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