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12/02/2013 - Torino - La Posta

PINEROLO - Consiglio Pastorale Diocesano: "Presidente Cota, salviamo i presidi sanitari del territorio"

PINEROLO - Consiglio Pastorale Diocesano: "Presidente Cota, salviamo i presidi sanitari del territorio"
Roberto Cota

L'8 febbraio scorso, al Consiglio pastorale diocesano straordinario, convocato dal vescovo di Pinerolo, Pier Giorgio Debernardi, hanno preso parte più un centinaio di persone: non solo i delegati del consiglio, ma anche sindaci, cittadini, cattolici e valdesi. Tutti insieme per difendere i presidi sanitari del territorio pinerolese che rischiano di essere soppressi o pesantemente ridimensionati. Oltre al vescovo sono intervenuti il pastore Gianni Genre e il moderatore della Tavola valdese, Eugenio Bernardini. Durante lo stesso incontro è stata preparata una lettera che è stata poi inviata al presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, con l'appello a rivedere il piano di ridimensionamento e soprattutto ad avviare con il territorio quel dialogo fino ad ora negato anche agli stessi sindaci. 



 


Al Presidente della Regione Piemonte Dott. Cota


La Diocesi di Pinerolo, riunita nei suoi organismi rappresentativi in data 08/02/2013, alla presenza dei rappresentanti della Chiesa Valdese,  esaminata la  difficile situazione sanitaria del Pinerolese, esprime  la propria indignazione per i  provvedimenti relativi alla progressiva chiusura dei presidi  sanitari


di Torre Pellice e Pomaretto e la  viva preoccupazione per il  futuro dell’Ospedale Civile di Pinerolo. Tali  provvedimenti sono destinati a incidere pesantemente sulle fasce di popolazione più deboli e indifese, le quali potranno sempre meno usufruire di un servizio pubblico che dovrebbe invece tutelarle. La persona ammalata, più di ogni altra, va rispettata e amata, proprio per la sua fragilità e, come cristiani, non possiamo accettare decisioni che abbiano come unico parametro quello economico. Certamente non ignoriamo le necessità del bilancio che richiedono una riforma, ma chiediamo che questa non sia  frutto di decisioni prese unilateralmente, senza ascoltare, com’è accaduto finora, i rappresentanti delle comunità locali.


Su una materia così importante e delicata, chiediamo a Lei, Signor Presidente, e all’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, di voler aprire il dialogo con il territorio per la ricerca di soluzioni condivise che -siamo certi -  sapranno conciliare le esigenze dell’amministrazione regionale con quelle del territorio, che


ci appare veramente  troppo umiliato in questo settore. Il nostro unico movente è prenderci cura della nostra gente. Ce lo impone la parola stessa del Vangelo, che narra del samaritano, il quale si prese cura di un ferito (Lc 10,34). Perciò  ci impegneremo in prima persona accanto alle persone più deboli, perché non si moltiplichino, oltre ai disagi, anche le ingiustizie nei loro confronti.

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